22/07/2026
Nella città dove il lavoro è la ferita di tante famiglie, dove per anni ci siamo sentiti ripetere che qui non c'è futuro e che l'unica strada è fare la valigia, è nato il miglior progetto italiano dedicato al lavoro.
Dietro questa idea c'è Mauro Tatulli, direttore del Centro Commerciale Porte dello Jonio, una persona che da tempo sta dimostrando quanto un centro commerciale possa diventare anche un luogo capace di generare valore sociale per il territorio.
La sua intuizione è stata semplice quanto rivoluzionaria: mettere nello stesso posto, lo stesso giorno, le aziende che cercano personale e le persone in cerca di lavoro. Niente curriculum inviati nel vuoto o candidature che restano senza risposta. Solo incontri veri, faccia a faccia, tra chi offre un'opportunità e chi spera di costruirsi un futuro.
Un progetto che, lo scorso giugno, a Milano, è stato premiato come il migliore d'Italia, conquistando il primo posto tra circa 400 iniziative presentate dai centri commerciali di tutto il Paese.
Ma Mauro Tatulli non si è fermato lì.
Sempre a giugno ha dato vita al Delphis d'Oro, una serata che ha riunito oltre 3.000 persone per rendere omaggio a chi, spesso lontano dai riflettori, permette ogni giorno a migliaia di bambini e ragazzi di fare sport.
Sul palco sono salite una cinquantina di società sportive del territorio, insieme agli allenatori, ai dirigenti che dedicano il loro tempo gratuitamente e ai tanti genitori che, da anni, accompagnano i figli agli allenamenti e alle partite con sacrificio, passione e amore, senza chiedere nulla in cambio e senza che quasi nessuno si ricordi mai di ringraziarli.
Per troppo tempo ci siamo raccontati che a Taranto le cose belle non si possono fare, che le idee migliori nascono sempre altrove.
Poi arriva qualcuno che, con il lavoro, la competenza e la volontà di costruire qualcosa di utile per la comunità, dimostra esattamente il contrario.
Perché il cambiamento di una città non passa solo dalle grandi opere. Passa anche dalle persone che, ogni giorno, scelgono di fare la propria parte.
Grazie, Mauro. ❤️