15/09/2026
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Da zero a sessanta prenotazioni nel giro di poche ore. È successo ieri ad Aut&Food di Settimo Milanese, il ristorante gourmet di Matteo Fontana e Leda Pirotta che da maggio del 2025 dà lavoro a cinque ragazzi nello spettro autistico, e che si ispira all’idea ormai celebre di PizzAut. Dopo la pausa estiva di agosto, il ristorante è tornato operativo lo scorso 3 settembre. La ripartenza, però, era stata più lenta del previsto. Tanto che per la serata di lunedì 14 non risultava nemmeno una prenotazione. Matteo Fontana, prima della cena, ha raccontato la situazione con un post su Facebook: «Questo lunedì non abbiamo prenotazioni al ristorante, ma non rimarremo chiusi perché abbiamo assunto regolarmente ragazzi che hanno più necessità di altri di mantenere la loro routine settimanale». Il riferimento è ai cinque dipendenti autistici che lavorano nel ristorante: Riccardo e Fabrizio sono in cucina - affiancati da un responsabile -, mentre Zaira, Davide e Simone in sala. Hanno dai 22 ai 31 anni, e la routine per loro è fondamentale.
Il post ha fatto il giro dei social e le prenotazioni sono arrivate rapidamente, una dopo l’altra, fino a sfiorare la capienza massima del locale, che è di circa 70 persone. «Tante belle persone hanno fatto girare il messaggio, i ragazzi erano contentissimi, si sono dati molto da fare», racconta il proprietario. «Quando Davide ha visto arrivare tutta quella gente ha detto: cavolo, sono tanti...». Dopo la cena, un successo inaspettato, Matteo è tornato su Facebook per ringraziare tutti: «Grazie di cuore a chi ha condiviso, a chi ci ha accolto, e a chi ha raccolto l'invito».
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Per molti dei cinque ragazzi è la prima esperienza lavorativa. «I due in sala all'inizio non potevano nemmeno lavorare, secondo le certificazioni e le commissioni. Poi, grazie a un percorso formativo che hanno fatto con noi, finalmente hanno avuto l’abilitazione al lavoro», spiega Matteo. «Fabrizio, invece, ha fatto un tirocinio di un anno, mentre Simone ha svolto diverse esperienze per dieci anni, ma non si erano mai concretizzate in un’assunzione».
Prima di essere un ristorante, Aut&Food è un’associazione nata dalla preoccupazione dei due titolari per il futuro del loro figlio di 9 anni, con autismo severo. L’obiettivo è quello di fare divulgazione sociale e formazione lavorativa. Inizialmente organizzavano dei laboratori di cucina ispirati a PizzAut, dove Matteo ha svolto volontariato per quattro anni. «Poi ho deciso di portare un progetto simile sul territorio di Settimo Milanese», spiega. «Ora siamo un vero ristorante, nato per dare opportunità di lavoro ai ragazzi autistici».
Il locale cerca di rendere l’ambiente il più accogliente possibile. «I ragazzi in realtà sono molto autonomi. L’unica accortezza che abbiamo è una tovaglietta sui tavoli che fa da “sistema geometrico” per aiutarli a sapere dove appoggiare il tovagliolo, le posate, i bicchieri e il calice del vino. È più completa di quelle classiche». Anche il rumore è un elemento di cui tenere conto. Infatti, il locale si trova all’interno di un vecchio cascinale storico, dove l’eco può essere particolarmente forte. «Però le persone, quando vengono, cercano di non far troppo rumore. E se fanno casino, esco io», scherza Matteo.
Aut&Food propone un menù gourmet fisso da 35 euro, con antipasto, primo, secondo e dolce. Tra le proposte, piatti della tradizione italiana rivisitati, come il fusillone di Gragnano Cacio Pepe e Fichi, o ancora la tagliata di coppa su crema di cannellini e cipolle, oltre alle alternative vegetariane. Ma di recente il locale ha deciso di proporre anche un'offerta più informale. «La sera ci sarà anche il menù Aut-Burger e Pinsa», racconta Matteo. Una scelta per rendere il locale accessibile anche a un pubblico più ampio.
Manuela Perrone Estratto Corriere