24/08/2026
A volte mi chiedo se sia io a scegliere le vostre storie o se siano loro a trovare me.
Quando Clara mi ha inviato la foto degli indumenti che aveva del suo papà, il mio cuore ha perso un battito: quel cappello era tremendamente simile a quello che indossava sempre mio papà.
Quando ho ricevuto il pacco, cucire il pinguino di Clara è stato emozionantissimo.
Ho continuato a pensare a papà, al suo cappello e mentre realizzavo il suo abbraccio ho sentito quasi una presenza familiare, un calore strano e bellissimo.
Ma la vera magia doveva ancora compiersi.
Clara è partita per le vacanze, io sono andata a trovare la mia famiglia e il suo pinguino è rimasto nel lab e nei miei pensieri.
Pochi giorni fa, a casa della mia famiglia, parlando con mia cognata della strana coincidenza e mostrandole la foto del pinguino lei se ne esce con questa frase: “ma sai che la mamma ha un cappello simile in camera sua? È chiuso nella vetrinetta ma da mesi ormai non trova più la chiave per aprirla”
Sono corsa in camera sua ed era proprio lui, chiuso dietro ad un vetro.
Ho provato ad aprire il primo cassetto e la chiave sì è materializzata sotto ai miei occhi.
Ritrovare questo cappello dopo 38 anni, proprio ora che con “l’abbraccio che resta” mi prendo cura dei ricordi degli altri, è il regalo più bello.
È come se il mio papà avesse trovato il modo per sussurrarmi “Sono qui con te, ti sono vicino e ti accompagno”
Grazie di cuore a clara per aver acceso, senza saperlo, questa piccola grande magia.
Domani il pinguino di Clara parte e la settimana prossima potrò mostrarvelo. Non vedo l’ora.