27/06/2026
Un'americana che va in giro libera, senza meta e senza costrizioni.
Cosa vi viene in mente? Sembra la romantica descrizione di uno spirito libero, un po' Thelma & Louise, un po' hippie.
Sembra, appunto.
In realtà di poetico ha ben poco: "americana che va vagando in giro" è sostanzialmente la traduzione del nome scientifico Periplaneta americana. Il genere Periplaneta è infatti un termine neolatino, derivante dal greco antico περί (perí), "intorno" o "in giro", e πλανήτης (planḗtēs), cioè "errante" o "vagante". Un nome ampolloso per identificare uno degli animali più odiati del pianeta: la blatta americana. Che poi, a dirla tutta, l'epiteto specifico andrebbe rivisto, dato che questa specie è nativa dell'Africa settentrionale, poi introdotta in tutto il mondo attraverso le navi commerciali.
Un nome delicato per uno degli insetti più infestanti e comuni nelle aree urbane di tutto il mondo, nonché la blatta di maggiori dimensioni tra quelle che possono coesistere, nostro malgrado, con l'essere umano, essendo lunga 3/4 cm, talvolta anche di più.
Velocissima e scattante, buona arrampicatrice, modesta volatrice, onnivora, spazzina ed opportunista, in grado di adattarsi a condizioni difficili per molte altre specie e con più generazioni che possono accavallarsi nel corso dell'anno.
Insomma, un insetto che ha il physique du rôle per essere il nostro incubo peggiore.
Nello stesso tempo, se la osserviamo da un punto di vista ecologico, Periplaneta americana rasenta la perfezione: sono agili e resistenti, mangiano di tutto e possono sopravvivere praticamente ovunque l'essere umano possa involontariamente sostentarle, dalle cantine alle fogne, dalle navi ai ristoranti, passando per qualsiasi luogo in cui vengono conservate derrate alimentari. L'importante è che l'ambiente sia umido e buio, al resto pensano loro. Gli va bene tutto e non sono schizzinose, non troveremo mai una loro recensione negativa su TripAdvisor. E se il posto è di loro gradimento, il passaparola è immediato, così che potremo osservare colonie con migliaia di individui concentrate in spazi molto ridotti.
(© Andrea Bonifazi)