12/07/2026
la mentalità da vincente può cambiare le sorti di un risultato già scritto. forse.
dopo la vittoria al roland garros, alexander zverev è un giocatore nuovo.
essere forte, fortissimo, non era più sufficiente senza la validazione di un titolo del grande slam e questa è arrivata proprio quando sasha stava per rassegnarsi ad essere un re senza corona..
approdare a wimbledon con la bandiera ben piantata sulla terra rossa di parigi, gli ha permesso di accedere senza sforzi ai quarti, cosa mai accaduta prima..
il percorso sull erba non sarebbe potuto essere più fluido e libero da spettri, paure ed insicurezze.
ecco perché la finale di oggi, contro il numero uno del mondo, è partita con un equilibrio perfetto da entrambe le parti.
il primo turno di battuta è di sinner, che forza il servizio all inverosimile ( simbolici i 3 net consecutivi col sottofondo degli aerei in volo), portando a casa il primo gioco con un ace.
il game 2 è di zverev, che spinge, a sua volta, sul servizio, ormai diventato il colpo decisivo di ogni partita.
primo e secondo set si giocano al tie break: 6-7 per jannik e 7-6 per sasha, che va 5 a 4 ficcando nove ace.
ne farà tipo dodici in tutto il match, mentre sinner si posiziona lontanissimo dalla riga di fondo, al limite degli spalti, per tentare di rispondere alle bordate che arrivano dal tedesco.
sasha, invece, viene spesso avanti a rete, cercando di accorciare lo scambio il più possibile.
2 ore e 57 minuti estenuanti chiudono il terzo set 6-3 in favore di sinner che, dopo attimi di smarrimento, torna a leggere le traiettorie, mantiene il controllo da fondo campo, smette con le steccate e non concede neanche un break.
il quarto set è fatale per zverev, che cala d intensità ed impatto, lascia andare il braccio ma la butta fuori, discute in russo col padre e perde 6-4, con la serenità di chi, adesso, sa che giocarsi altre finali come questa è ancora possibile.
grande jannik, un anno dopo la prima vittoria a wimbledon, hai confermato ancora una volta, la tua superiorità assoluta.