01/04/2026
Il dialetto è identità territoriale. Saper parlare italiano e le lingue straniere è fondamentale per rapportarsi con il resto del mondo, ma il dialetto è fondamentale per non perdere le nostre radici!
Parlate dialetto ❤️
Tuo nonno ci cresceva dentro, nel dialetto.
Non come scelta identitaria, non come postura culturale — era semplicemente la lingua della cucina, del litigio, della voce alzata a cena.
Adesso quella lingua sta sparendo. E non in modo lento, come ci si aspetterebbe da qualcosa che ha resistito secoli. In modo brusco. Quasi violento.
Nel 1988, un italiano su tre parlava dialetto in casa come lingua principale.
Nel 2024, lo fa appena uno su dieci — il 9,6%, secondo il report ISTAT sull'uso della lingua italiana, dei dialetti e delle lingue straniere pubblicato nel 2026.
Trentatré punti percentuali persi in quarant'anni. Nell'arco di una sola vita umana.
E qui arriva il bello.
Tra i giovani dai 6 ai 24 anni, la percentuale di chi usa ancora quasi esclusivamente il dialetto in famiglia è scesa al 2,7%. Nel frattempo, il 67,3% di quella stessa fascia d'età parla solo italiano.
Spoiler: tra gli ultrasessantacinquenni quella quota è ancora al 19%.
Significa che il passaggio non è avvenuto in modo graduale, distribuito su più generazioni. È avvenuto con uno stacco netto, preciso, tra chi ha vissuto il Novecento e chi è nato dopo.
Il Sole 24 Ore — Infodata — ha ricostruito la curva storica: dal 32% del 1988, il dato scende costantemente fino al 9,6% attuale. Non c'è stata inversione, non c'è stato rallentamento. Solo una caduta progressiva che ha accelerato nelle ultime due decadi.
Comunque.
I dialetti italiani non sono varianti regionali dell'italiano. Sono sistemi linguistici autonomi — con grammatica, fonetica, lessico propri — costruiti in secoli di isolamento geografico, commercio locale, storia stratificata. Il veneziano non è italiano parlato male. Il napoletano nemmeno. Il siciliano ha radici arabe, normanne, spagnole.
Quello che stiamo perdendo non è un accento. È un archivio.
Il 42% degli italiani usa ancora il dialetto in almeno un contesto — con gli amici, con i parenti anziani, in certi momenti specifici. Ma solo il 2,3% lo usa in tutti i contesti comunicativi quotidiani.
Da lingua viva a repertorio d'emergenza, in quarant'anni.
In breve:
Nel 1988 un italiano su tre parlava dialetto in casa; nel 2024 lo fa appena uno su dieci (9,6%)
Tra i giovani 6-24 anni, solo il 2,7% usa quasi esclusivamente il dialetto in famiglia — il 67,3% parla solo italiano
Il crollo è avvenuto in quarant'anni: dall'arco di una generazione, non di secoli