L'albero di rose - Premio Letterario

L'albero di rose - Premio Letterario dedicato alla Festa del Maggio di Accettura, ai culti arborei e alla natura

31/05/2026

Il mondo della poesia si sveglia oggi con tristezza: la generosità di spirito, la profonda benevolenza, l’entusiasmo, lo studio instancabile di Plinio Perilli mancheranno a tutti.

Un sentito grazie dal nostro premio letterario di cui è stato una colonna portante.

🖤

11/04/2026
24/03/2026

Ogni anno, nella domenica di Pentecoste, ad Accettura si celebra un matrimonio.

Non tra persone.

Due alberi di due boschi diversi vengono uniti, issati in piazza a decine di metri di altezza, e nessun macchinario moderno viene toccato durante tutto il processo.

Si chiama Maggio di Accettura, e va avanti così da secoli.

Il bosco di Montepiano fornisce lo sposo: un cerro, il più alto e dritto disponibile, selezionato il giorno dell'Ascensione e abbattuto sul posto. Può arrivare a 30 metri. Viene legato a coppie di buoi allevate appositamente dalle famiglie locali e trascinato per chilometri fino al paese.

Dal bosco di Gallipoli Cognato arriva invece la sposa: un agrifoglio ramificato e spinoso, portato a spalla dagli uomini. Non dai buoi. A spalla.

I due corsi separati si incontrano in Largo San Vito, l'anfiteatro naturale al centro del paese.

E qui arriva il bello.

La cima dell'agrifoglio viene innestata sul tronco del cerro. I due alberi vengono uniti, fisicamente. Poi l'insieme — che può superare i 40 metri — viene issato verticalmente in piazza usando solo funi e la forza collettiva di chi partecipa.

Nessuna gru. Nessun argano elettrico. Solo persone.

La prima documentazione scritta del rito risale al 1797, quando una pergamena certificò la reliquia di San Giuliano — patrono del paese — e ne fissò il legame con la festa. Da allora, nemmeno un anno saltato.

Ma le origini non sono medievali. Gli studiosi le collocano nell'epoca lucano-enotria, oltre 2.000 anni fa, quando questi territori erano abitati da popolazioni preromane con culti arborei legati alla fertilità e al ciclo naturale.

I Longobardi, intorno al 700 d.C., innestarono la devozione a San Giuliano sopra una struttura rituale che esisteva già. Esattamente come il cerro e l'agrifoglio: una cosa nuova sopra radici antiche.

Spoiler.

Il rito è considerato dagli etnografi il modello più completo di rito arboreo europeo. Include tutto: scelta, taglio, trasporto via buoi, trasporto a spalla, unione, innalzamento, scalate, e infine abbattimento. Non manca niente.

Oggi sopravvive grazie agli emigranti che tornano ogni anno per partecipare, alle famiglie che allevano i buoi da generazioni, e ai giovani che ancora imparano come si porta un albero sulle spalle per chilometri.

Non è folklore. È un sistema rituale intatto.

In breve:
Ad Accettura (Basilicata) ogni anno un cerro e un agrifoglio vengono 'sposati' e issati in piazza a 40 metri con sole funi.
Il rito è documentato dal 1797 ma ha origini precristiane lucano-enotrie di oltre 2.000 anni fa.
È considerato il modello più completo di rito arboreo europeo: include scelta, taglio, trasporto, unione, innalzamento e abbattimento.

24/02/2026

Comunichiamo che la festa del Maggio di Accettura 2026 si terrà il 6-7-8-9 giugno!
Vi aspettiamo! 🌳🏡

12/02/2026
05/02/2026
Il Maggio, i Maggi si assomigliano. Fa impressione riconoscersi negli stessi gesti, nello stesso modo dei bambini di gio...
04/02/2026

Il Maggio, i Maggi si assomigliano.

Fa impressione riconoscersi negli stessi gesti, nello stesso modo dei bambini di giocare a fare i grandi con l’albero, negli stessi ritmi incalzanti e marce di banda che accompagnano il santo protettore, nello stesso eroismo di scalata.

Questa è a ‘Ntinna di Martone, comune in provincia di Reggio Calabria, in un breve estratto di un documentario per la regia di Nino Cannatà.

[Ogni anno a Martone, in provincia di Reggio Calabria, tra l’Aspromonte e le Serre, intorno alla seconda domenica di agosto, in occasione della festa patronale di san Giorgio, si ripete il rito della ‘Ntinna. La cima di un pino e il fusto di un faggio, prelevati dal vicino bosco, sono uniti insieme da legacci di castagno in un “matrimonio arboreo” dai caratteri simbolici e propiziatori. Addobbata con prodotti locali, a ‘Ntinna è poi issata nella piazza del paese per essere scalata come “albero della cuccagna” in una dimensione di festa alla quale partecipa l’intera comunità, allargata per l’occasione ai numerosi emigranti che appositamente fanno ritorno a casa.]

(Squilibri Editore 2016)

Il maggio di Accettura

Fotografia, suono e regia Nino CannatàEditing Progetti Digitali, Giuseppe Calabrò, Demetrio CaraccioloProdotto da Nino CannatàProduzione LyriksCon il patroci...

Indirizzo

Accettura
75011

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