24/03/2026
Ogni anno, nella domenica di Pentecoste, ad Accettura si celebra un matrimonio.
Non tra persone.
Due alberi di due boschi diversi vengono uniti, issati in piazza a decine di metri di altezza, e nessun macchinario moderno viene toccato durante tutto il processo.
Si chiama Maggio di Accettura, e va avanti così da secoli.
Il bosco di Montepiano fornisce lo sposo: un cerro, il più alto e dritto disponibile, selezionato il giorno dell'Ascensione e abbattuto sul posto. Può arrivare a 30 metri. Viene legato a coppie di buoi allevate appositamente dalle famiglie locali e trascinato per chilometri fino al paese.
Dal bosco di Gallipoli Cognato arriva invece la sposa: un agrifoglio ramificato e spinoso, portato a spalla dagli uomini. Non dai buoi. A spalla.
I due corsi separati si incontrano in Largo San Vito, l'anfiteatro naturale al centro del paese.
E qui arriva il bello.
La cima dell'agrifoglio viene innestata sul tronco del cerro. I due alberi vengono uniti, fisicamente. Poi l'insieme — che può superare i 40 metri — viene issato verticalmente in piazza usando solo funi e la forza collettiva di chi partecipa.
Nessuna gru. Nessun argano elettrico. Solo persone.
La prima documentazione scritta del rito risale al 1797, quando una pergamena certificò la reliquia di San Giuliano — patrono del paese — e ne fissò il legame con la festa. Da allora, nemmeno un anno saltato.
Ma le origini non sono medievali. Gli studiosi le collocano nell'epoca lucano-enotria, oltre 2.000 anni fa, quando questi territori erano abitati da popolazioni preromane con culti arborei legati alla fertilità e al ciclo naturale.
I Longobardi, intorno al 700 d.C., innestarono la devozione a San Giuliano sopra una struttura rituale che esisteva già. Esattamente come il cerro e l'agrifoglio: una cosa nuova sopra radici antiche.
Spoiler.
Il rito è considerato dagli etnografi il modello più completo di rito arboreo europeo. Include tutto: scelta, taglio, trasporto via buoi, trasporto a spalla, unione, innalzamento, scalate, e infine abbattimento. Non manca niente.
Oggi sopravvive grazie agli emigranti che tornano ogni anno per partecipare, alle famiglie che allevano i buoi da generazioni, e ai giovani che ancora imparano come si porta un albero sulle spalle per chilometri.
Non è folklore. È un sistema rituale intatto.
In breve:
Ad Accettura (Basilicata) ogni anno un cerro e un agrifoglio vengono 'sposati' e issati in piazza a 40 metri con sole funi.
Il rito è documentato dal 1797 ma ha origini precristiane lucano-enotrie di oltre 2.000 anni fa.
È considerato il modello più completo di rito arboreo europeo: include scelta, taglio, trasporto, unione, innalzamento e abbattimento.