Molte di esse non vengono neanche menzionate dai media tradizionali oppure sono raccontate solo a spizzichi e bocconi, con qualche trafiletto qua e là. Storie di ribellioni, antagonismi, sommosse, aggregazioni, associazionismo e riqualificazioni. Un mare di voci che promuovono idee, valori e messaggi alternativi, in antitesi a quelli comunicati dalla società di oggi. In Colombia, La Comuna n.13, uno dei quartieri popolari più pericolosi di Medellin, storica sede di narcotrafficanti, Farc e bande paramilitari di estrema destra, è oggi un luogo decisamente migliore grazie alla collaborazione tra le diverse classi e categorie sociali che hanno costruito infrastrutture e investito nella riqualificazione urbana. Murales meravigliosi e colorati si ergono maestosi tra le vie, creando percorsi di street art davvero sorprendenti che hanno trasformato il quartiere in un luogo allegro e pieno di vita. A Berlino, i tifosi dell’Union sono stati fondamentali nella ristrutturazione dello stadio Alte Försterei. I lavori per la nuova tribuna centrale sono stati finanziati tramite la cessione di azioni sulla struttura, da parte della società, a più di 4.000 tra membri e sponsor. L’Alte Försterei è così diventato, nel calcio professionistico tedesco, il primo stadio parzialmente in possesso dei propri tifosi, che da oltre dieci anni si incontrano la vigilia di Natale, sulle tribune, per intonare canti natalizi, insieme ad alcuni giocatori. In Italia, dopo il terribile sisma che il 24 Agosto ha distrutto Amatrice, gli ultras di oltre 70 tifoserie hanno raccolto più di 160.000 euro, messi a disposizione per realizzare una tribuna coperta e due campi polivalenti dotati di illuminazione, in concomitanza con la realizzazione di 111 abitazioni che daranno ospitalità alla gente di Amatrice che ha perso la casa a seguito del terremoto. Queste sono solo alcune delle tante storie che vogliamo raccontare, attraverso le nostre grafiche e con la nostra voce. Haine We riot è la risposta a una profonda esigenza interiore: è il nostro modo di ribellarci a un sistema
dal quale non ci sentiamo rappresentati. Questo progetto vuole parlare una moltitudine di linguaggi, rivolgersi a centinaia di culture e sottoculture, appoggiandole e sostenendole. Vuole farsi promotore di alcuni valori che si sono persi e sono stati trascurati dalla società. E’ una risposta decisa nei confronti della rabbia, dell’odio, del sentimento di diversità, di chi vuole agire nell’unione, nel contrasto, e nell’informazione. Vogliamo rivolgerci a un target giovane, investendo sul futuro, scommettendo su ragazzi che rappresenteranno le società del domani che inizia dalle tenere radici adolescenziali dei nostri figli.