01/09/2026
Cucire, per me, è diventato molto più di una semplice passione: è una vera e propria necessità di ritmo. In un quotidiano sempre di corsa, mettersi alla taglia e cuci è lo strumento per ritagliarsi un momento di decompressione e ritrovare quel tempo per sé che altrimenti sembra non bastare mai.
La parte più bella, però, è quando questo spazio individuale si trasforma spontaneamente in un’occasione di condivisione con i miei figli. Vedere il loro entusiasmo nel chiedere e personalizzare gli asciugamani in nido d'ape è stato solo il primo passo. Adesso si stanno persino appassionando al punto croce, ed è un'evoluzione che mi affascina.
Nelle nostre culture mediterranee (= brutto momento politico per parlarne?!) certe arti manuali sono ancora ingiustamente etichettate come "da femmine", mentre viaggiando nell'Europa del Nord si respira spesso un'emancipazione culturale ben diversa. Lì la manualità non ha genere: l'attitudine al fare, al riparare e al creare con le proprie mani fa parte della formazione di chiunque, al di là di qualsiasi stereotipo di virilità.
Vederli sfilare fili e contare punti senza pregiudizi è una piccola conquista quotidiana. Un modo semplice per insegnare loro il valore del tempo, della creatività e del risparmio inteso nella sua forma più bella: quella di saper fare da sé, liberi da schemi preconcetti.