06/06/2019
Hotel Angst e…. LA STORIA . ..
Adolf Angst , nasce il 1847 a Wil , cittadina in Svizzera vicino Zurigo dove il cognome Angst era il più diffuso . Figlio di Kaspar Angst (1793-1863) , pastore della chiesa del paese e Elisabetth Angst 1821-np), in una numerosissima famiglia composta da fratelli e fratellastri concepiti dal padre dal precedente matrimonio con Anna Siegrist.(1801-1842). Nel 1875 all'età di 28 anni il signor Adolf Angst , giovane e sicuramente molto intelligente con buon senso degli affari lo troviamo a Catania dove riesce a diventare il gestore del Grand Hotel Catania e essere nominato nel 24 Aprile del 1875 all’unanimità nello stesso albergo , cassiere del neonato Club Alpino Italiano Catanese (CAI);
Intorno al 1877 si trasferi’ a Bordighera ,cittadina più promettente a quell’epoca ,con un turismo d’elite da tutta Europa , subentrando alla direzione del Grand Hotel de Bordighera , costruito da Vincenzo Palmieri.
Nel 1879 si sposò con Albertine Bottone .
Probabilmente col grande giro d’affari e moltissime prenotazioni , Angst trovò un luogo dove poter costruire un altro hotel ancor più maestoso , da attrezzare con tutte le novità del periodo.
Diede inizio prima del 1887 alla edificazione di quello che si sarebbe chiamato Grand Hotel Angst.
Fu straordinario e non soltanto per Bordighera che un Hotel portasse il nome del proprietario , per lo più perché la traduzione del suo cognome dal tedesco , vuol dire ANGOSCIA (paura) ; immaginiamoci per un turista di Berlino arrivare a Bordighera e ritrovarsi a soggiornare all’Hotel Angoscia !
Fu un rischio , ma il tempo gli dette ragione, diventando uno delle strutture ricettive più importanti e conosciute d’Europa e simbolo della ricca Bordighera di inizio secolo , meta del facoltoso turismo internazionale.
Con il tragico terremoto del 23 Febbraio 1887 il Liguria, il Grand Hotel Bordighera venne seriamente compromesso nella parte centrale dell’edificio dovendo chiudere , cosi’ Adolf intensificò i lavori per ultimare l’albergo omonimo sulla via Romana sorvegliando personalmente l’evolversi.
Riusci’ ad inaugurarlo già nel 1888.
Il nuovissimo edificio, costruito in posizione privilegiata , alla base della boscosa collina culminante della Torre dei Mostaccini , con un meraviglioso e lussureggiante giardino botanico di circa 24.000 mq , pineta, uliveti , agrumeti e palmeto che consentirono la realizzazione di svariati angoli esotici.
Il parco era importantissimo, lo rivelano gli opuscoli pubblicitari stampati in molte lingue diverse dove vi erano molte foto che ritraevano l’esterno .
Sempre sul libricino si descrive che “ l’Hotel è di prima classe e gode di un’ottima reputazione come resort tranquillo e piacevole per i turisti ed invalidi , nonché viaggiatori di passaggio ;anche dalla distanza un bel colpo d’occhio della grandezza del suo esterno , aperto su tutti i lati ma protetto dai venti freddi, in un sito sano ,soleggiato, il punto più bello e climaticamente favorito, 80 piedi sopra al mare , a 10 minuti a piedi dalla stazione ferroviaria, sulla affascinante antica strada romana dove il paesaggio superbo senza ostacoli , non manca di attirare l’attenzione ed incantare la mente sollevando lo spirito del visitatore ; l’hotel rivaleggia in confort e stile con i migliori alberghi di prima categoria della Riviera , essendo costruito ed attrezzato con particolare riguardo alle esigenze della classe sociale più elevata.
Le passeggiate nel parco insieme alla vista incomparabile di Bordighera , il mare , la costa francese , le montagne dell’Esterel, formano la gioia di ogni visitatore.
L’hotel possiede una riserva privata di acqua potabile derivante da l’eccellente sorgente montana.”
Nel corso degli anni la struttura subirà vari ampliamenti : La prima fase dell’Hotel (1888) in principio si sviluppò per tre piani oltre il seminterrato che corrispondeva alla parte centrale oggi ; dall’aspetto imponente , fu costruito interamente in pietra e ferro , con numerosissimi balconi a dominare le vedute lontane ; in una seconda fase , nel 1892, , l’hotel fu rialzato di un piano sempre nella parte centrale diventando di 4 piani più seminterrato ; in una terza fase ,nel 1897 , l’albergo fu ampliato notevolmente con la nuova ala a levante alta di un piano in più rispetto alla centrale (5 piani più seminterrato) e l’ampliamento a ponente di una parte che comprendeva l’espansione del salone al piano terra , sormontato da altri quattro piani , arrivando a quattro più seminterrato come la precedente struttura centrale . Si aggiunsero poi vari locali di servizio , tra cui le cucine sul retro lato nord.
Un’ulteriore ampliamento avvenuto nel 1898 , in previsione del soggiorno della Regina Vittoria d’Inghilterra , ha portato la conformazione dell’ hotel ,come lo vediamo oggi , con sopraelevazione di un piano della parte centrale e quella a ponente , parificando in altezza tutta la struttura a quella a levante .
Il vanto dell’Hotel Angst era l’attrezzatura all’avanguardia a passo con i tempi, aggiornata secondo i confort più moderni, tali a consentire un servizio di lusso.
Quello al quale voleva attenersi l’architetto in progettazione fu la costruzione di un edificio completamente moderno , particolarmente adatto per la residenza invernale e primaverile ad un livello tale da per soddisfare i clienti più esigenti .
Dall’illuminazione , ai servizi di acqua calda che fino ad allora venivano portati a mano , si passò a servizi centralizzati in tutte le camere con molti bagni privati; per il riscaldamento ,intorno al 1895, si passò dai numerosi caminetti nelle camere all’uso di termosifoni , prima a vapore e poi ad acqua , installati dall’allora primaria ditta in Europa , la Helbling di Zurigo.
L’edificio disponeva di un’attrezzatura antincendio e di due ascensori , uno elettrico e uno idraulico-elettrico.
Tutti i piani erano collegati tra loro per mezzo dei due ascensori e ampie scale in marmo ; erano presenti 180 camere all’ottocentesca , tutte spaziose ed arredate , pavimentate con parquet ; la maggior parte con balcone e molte potevano essere collegate tra loro per formare delle suite e appartamenti con salotto , bagni privati e gabinetti. Ad ogni piano era abbinato un numero di sale da bagno ad uso comune e vari salotti .
Il piano terra , (piano rialzato ) era adibito esclusivamente a sale di uso pubblico. Il vestibolo e la grande Hall , lo scalone di marmo ,arricchito da doppie guide in lana , tappeti pregiati e lo charme fin de siecle qualificavano già dall’ingresso la grande qualità dell’albergo.
Nell’ala a levante si trovava il grande salone per ricevimenti o “Grand Hall” , decorato da sei affreschi dei pittori Giuseppe Ferdinando Piana (3 Dicembre 1864 - 29 Aprile 1956) e Hermann Nestel (10 Maggio 1858-1905), in mezzo ai quali trovavano posto nicchie fregiate a stucco,nelle quali erano poste grandi specchiere; i soffitti erano decorati a stucco e nella parte nord della sala si trovava il palco per l’orchestra. Vi si trovava inoltre la sala da bigliardo e fumoir riservata ai signori, una barberia curata dal signor Edoardo Miele, il salone di lettura con biblioteca internazionale ricca di opere in lingua francese, inglese, tedesca, russa , polacca , magiara, romena etc ,di un salone riservato alle signore ,un salone da parrucchiere , varie sale per la toeletta , una sartoria , uffici amministrativi ed una stanza con cassaforte blindata. Dal momento che alla clientela era data la possibilità di prenotare il proprio soggiorno da un anno all’altro, per avere la sicurezza della disponibilità, vi era una stanza apposita per la raccolta e custodia dei bagagli che i clienti lasciavano per l’anno successivo.
Nel padiglione di ponente invece si trovava la sala da pranzo riservata esclusivamente ai clienti dell’ hotel dove potevano essere serviti in orari fissi ,arricchita sul fondo a nord da un enorme camino rivestito da ceramiche verdi in stile inglese di fine secolo;per il pranzo e cena era d’obbligo per le signore abito lungo e per gli uomini lo smoking o il frac : esigenza che faceva prosperare in città alcune sartorie specializzate;
sempre a ponente ma a sud , affacciata sul parco lussureggiante , si trovava il ristorante aperto agli ospiti e ai turisti di passaggio a qualsiasi ora . La decorazione di quest’ultimo era costituita da un soffitto a cassettoni decorato a stucco e sulle pareti stucchi che facevano da cornice ad affreschi di Piana.
I servizi da pasto erano in porcellana con fregi in oro zecchino, accompagnati da posate in argento e bicchieri di cristallo con decorazioni in oro.
Nel seminterrato si trovava l’esclusivo “Bridge Club” che organizzava gare interne con soci del Union Club e Tennis Club. Le feste da ballo in questo club a differenza di quelle a pianterreno riservate agli ospiti dell’albergo , richiamavano dalle 500 alle 1000 persone dalle due riviere e nutrivano le cronache mondane dei giornali locali e stranieri.
Il servizio per i duecento ospiti , era assicurato da un centinaio di dipendenti fissi; la sola cucina disponeva di otto chef di alta scuola francese , ognuno con propria specializzazione , con rispettivi otto sottocuochi e uno stuolo di aiutanti e lavapiatti.
Per il servizio del pranzo , erano presenti un maitre , 14 camerieri e numerosi valletti.
Agli ospiti venivano offerti quotidianamente spettacoli di fantasisti , concertisti,mimi,prestigiatori tra i migliori d’Europa, oltre alle numerosissime gare di bridge , scacchi , di tennis e svariate iniziative culturali. Due volte alla settimana , l’orchestra dell’albergo teneva un concerto seguito da ricevimento. Gli ospiti potevano usufruire delle numerosissime occasioni mondane che animavano la saison a Bordighera: balli , veglioni , tea danzanti , feste nelle ville ….
Il parco era curato da quattro giardinieri fissi più gli avventizi per i grandi lavori.
L’albergo disponeva di un proprio servizio omnibus a cavalli a otto posti , che lo collegava con la stazione ferroviaria , dove si fermavano tutti i treni internazionali che univano la Riviera italo-francese con tutta l’Europa, allora priva di formalità doganali; poiché la maggior parte dei clienti usufruiva della ferrovia, l’albergo ebbe sempre una scuderia e garage di modeste dimensioni.
Di fronte all’Hotel Angst , sulla via Romana stazionavano in permanenza per le escursioni dei clienti non meno di dieci carrozze che il portiere di turno faceva salire sino alla scalinata dell’albergo a suon di fischietto , un fischio per carrozze a un cavallo o due fischi per chi desiderasse carrozze a due cavalli.
A quei tempi Bordighera era meta turistica invernale anziché estiva come ai giorni d’oggi .
La “stagione” lavorativa dell’Hotel , iniziava circa a metà Ottobre , per concludersi il 14 Maggio, il giorno di Sant’Ampelio. In contemporanea si aprivano tutte le attrezzature ricettive della città , dove in questo periodo i villeggianti si dedicavano alle cure climatiche .
Nei cinquant’anni di vita dell’albergo , si avvicendarono personalità più in vista da tutto il Mondo: nel 16 Gennaio del 1899 , arrivò e vi soggiornò Vittoria di Sassonia ,principessa reale nel Regno Unito , Regina di Prussia e Imperatrice come sposa dell’imperatore Federico III di Germania ; dopo la morte del marito fu conosciuta col nome di ”Imperatrice” Federico di Germania (in tedesco Kaiserin Friederich) . In suo onore , l’attuale Corso Italia venne chiamata appunto Viale “Imperatrice” Federico , come possiamo ritrovare in numerose cartoline d’epoca. Prese possesso dell’appartamento di gala al primo piano e per lei fu appositamente costruita un’uscita sul retro con un ponte per la carrozza a lei intitolato.
Sempre nel 1899 i principi Hohenzollern i quali il 20 Gennaio resero visita all’”imperatrice”;
nel 1908 il figlio del Kaiser Augusto Guglielmo in viaggio di nozze con la moglie , Principessa Alessandra Vittoria di Schleswig-Holstein-Souderburg-Glucksburg, figlia del duca Ferdinando ; il 23 Gennaio 1905 col treno di lusso ,per tutta la stagione , il Granduca Cirillo di Russia con numeroso seguito , occupando l’appartamento abitato in precedenza dall’”Imperatrice “ Federico ; il ministro degli affari tedesco Von Bulow , i principi d’Ollica , il Re William di Svezia col suo seguito ; il 1 Gennaio 1905 , il Principe Michal Radziwill con i figli , moglie e un numeroso seguito per tutto l’inverno e in epoca più recente i gioiellieri Tiffany di New York, il milionario americano Carnagie, etc…
Ospite illustre a livello mondiale sarebbe dovuta essere la Regina Vittoria d’Inghilterra , nata nel 1819, salì al trono d'Inghilterra nel 1837 dando il nome ad un'intera epoca che segnò il punto più alto della potenza britannica sul continente ovvero L’epoca Vittoriana.
Già negli ultimi mesi del 1899 su tutti i giornali europei ,ripetutamente , veniva data la notizia che S.M. , con due sue figlie e il seguito di novanta persone , sarebbe venuta sul Continente , in forma ufficiale ,ma anziché recarsi a Nizza come avrebbero voluto i francesi, avrebbe dimorato all’Hotel Angst nei mesi di Marzo e Aprile del 1900 , diffondendo ulteriormente la fama di Bordighera in molti reportage. Per l’occasione , all’albergo , l’appartamento di gala fu ulteriormente migliorato, si studiarono sistemi per la guardia alla sicurezza della Regina, furono fabbricate baracche per i Carabinieri a cavallo, in città migliorato il servizio postale , aggiunto un filo telegrafo. Una visita simile avrebbe portato a Bordighera enormi vantaggi economici, dando lavoro a tutti gli hotel e negozi .
Nel paese non si trovava più una casa da affittare.
Vennero stampate cartoline ritraesti Sua Maestà di fianco alla foto dell’hotel per l’occasione.
Sui giornali francesi si assecondarono notizie e smentite del viaggio, fino al 18 Gennaio 1900 sulla Stampa Italiana si dichiarò che il soggiorno a Bordighera fu definitivamente deciso e rimaneva solo l’attesa della firma del contratto nel giorno 22 Febbraio 1900.
Il 7 Febbraio 1900 , da vari telegrammi inviati a quotidiani europei, si scriveva che gli appartamenti della Regina erano pronti e una parte del personale della Casa Reale di S.M. erano già arrivati a Bordighera .
Il 14 Febbraio venne pubblicata la notizia che la Regina fu minacciata se fosse venuta in Italia da parte dei simpatizzanti delle repubbliche boere che erano in guerra contro gli inglesi in Sudafrica , originata dalle mire imperialistiche ed economiche dei britannici.
Molto provata dalle questioni politiche , dovette rimandare il viaggio.
Solo nel Settembre 1900 si ipotizzò nuovamente l’idea del viaggio per la stagione del 1901 ; nell’Ottobre 1900 da un articolo sulla La Stampa : Il dott. Lockel ha dichiarato ad un reporter d'un giornale mondano che il clima di Nizza non fu molto confacente alla Regina…... La frequenza del vento e gli sbalzi della temperatura non sono fatti per una donna dell'età della regina Vittoria e oramai piena di malanni. Se la regina potrà allontanarsi senza pericolo dal suolo inglese, andrà certo a Bordighera, dove il clima è più mite e, senza paragone, più costante. A questo proposito vi so dire che la Casa della regina ha telegrafato all’Hotel Angst di Bordighera per sapere se fosse vera la notizia che l'albergo fosse già stato affittato, per lo spazio di molti mesi, all'Imperatrice Federico. Avutane risposta negativa, non è difficile che fin d'ora si tratti per avere quest'albergo grandioso a disposizione della regina Vittoria. S. M., se nel prossimo anno si decidesse a viaggiare, dovrà aversi ancora maggiori riguardi del solito, essendo stata sopraccolta da una bronchite cronica, che potrebbe aggravarsi da un momento all'altro…….
Angst a Dicembre volle smentire le notizie scritte su tutti i quotidiani inglesi e francesi : La notizia che sua Maestà si stava preparando per andare a Bordighera è assolutamente falsa, perché finora non è stato concordato nulla sulla visita della regina. Sarei molto grato se vuoi smentiste questo rumore. Angst
Purtroppo la attesa visita non fu mai realizzata perché la sovrana Vittoria il 22 Gennaio 1901 si spense e per Bordighera fu un grande appuntamento mancato.
Adolf Angst , non si occupò solo della direzione del suo hotel che, tra le altre cose , con gli in numerevoli servizi che offriva al suo interno e all’esterno , diede lavoro a moltissimi bordigotti e residenti delle vallate vicine; sostenne varie opere filantropiche quali la fondazione dell’Ospedale , dell’Ospizio e della ProLoco.
Il Municipio di Bordighera , in segno di gratitudine e riconoscenza , gli conferí la cittadinanza onoraria ed il Governo lo insigní della Croce di Cavaliere della Corona d’Italia .
Con lo scoppio della prima guerra mondiale , l’hotel dovette cessare temporaneamente la sua attività; nel 1917 la struttura venne requisita per farne un ospedale militare inglese.
A Bordighera la maggior parte degli alberghi e il Casinò vennero adibiti per il ricovero dei feriti, il Museo Bicknell diventò sede della sala stampa e successivamente della biblioteca militare, mentre il Victoria Hall (sull’attuale Via Vittorio Veneto) fu trasformato in deposito per le provviste della Croce Rossa e mensa per i soldati.
L’anno dopo , con la fine del conflitto , gli inglesi pagarono al cavalier Angst tutte le spese per poter ristrutturare l’albergo e rimetterlo in efficienza, che da lí in poi potè riaprire ;
a testimonianza che vide gli inglesi combattere al fianco degli italiani , rimane a Bordighera il cimitero militare che accolse i corpi dei soldati anglosassoni .
Dopo il conflitto bellico si riscontrarono cambiamenti nel turismo e la ripresa economica non fu facile; eventi come la rivoluzione di Ottobre fecero scomparire dalla Riviera i Russi , gli Ungheresi , i Rumeni e la crisi economica tedesca fece diminuire gli ospiti provenienti dalla Germania.
Il mondo aristocratico subí a causa di questi fattori , un notevole calo qualitativo.
Tuttavia la richiesta turistica si stava modificando verso il desiderio del piacere del sole e del mare; si diffusero pratiche sportive legate al mare e si affermarono moderni canoni di bellezza favorevoli al corpo abbronzato. Ciò che si cercava era esclusivamente il divertimento e la vita mondana, strutture moderne ed aggiornate come case da gioco e impianti sportivi, tutte cose di cui l’albergo cominciava ad accusare carenza.
La ripresa fu altalenante : in città intorno al 1920 si costruí ,sul lungomare ancora da definire, il primo Kursaal all’altezza del chiosco della musica; nella piana di Camporosso nel 1923 alcuni albergatori bordigotti decisero di promuovere una iniziativa sportiva a favore della colonia inglese progettando l’apertura di campi golf che vennero aperti l’anno successivo.
Un duro colpo per la città fu invece la chiusura delle case da gioco italiane nel 1923 dovendo chiudere il casinò comunale; la cittadina subí uno svantaggio economico a favore di Sanremo che nel 1927 le venne concesso di riaprire , in cambio della convenzione nella quale avrebbe dovuto pagare una quota annuale di denaro come fondi turistici a Bordighera ; per questo, gran parte del turismo si rivolse nella città dei fiori, rimasta l’unica della Riviera a possedere una casa da gioco.
Adolf Angst morí nel 1924 . La sua salma fu tumulata nell’imponente tomba di famiglia nel cimitero di Bordighera in località Artiglia , sulla destra entrando dal secondo cancello .
L’hotel divenne proprietà degli eredi e la gestione passò in mano al genero Max Nadenbousch (1882-1960) , marito della figlia Marie Angst (1890-1975) ; il signor Max aveva già competenze in ambito alberghiero.
A partire dal 1929 si registrò una notevole crisi economica, che si ripercosse immediatamente sul turismo, interessando particolarmente Bordighera.
Nel 1936 la situazione politica , la Campagna d’Africa e l’applicazione delle Sanzioni posero in attrito l’Italia con l’Inghilterra , per cui gli ospiti più numerosi e affezionati inglesi , furono sconsigliati a riprendere la via per le località italiane.
L’hotel Angst rimase aperto fino al 1939 .
La proprietà negli anni successivi passò in mano al signor Michele Fassino e avv. Giacinto Fusaro.
Lo scoppio della seconda guerra mondiale diede all’Hotel il colpo di grazia.
Venne nuovamente requisito e , durante l’occupazione da parte dei profughi, iniziò una rapida degradazione.
Nel 1944 fu messo a disposizione per la sistemazione degli sfollati provenienti da Ventimiglia a seguito dell’evacuazione della città. Furono alloggiati circa 491 profughi.
Da un atto datato 19 gennaio 1945 si legge che la commissione per la disciplina degli alloggi per sfollati, delibera che fosse corrisposta una somma d’affitto e rimborso acqua e luce mensile per i proprietari di Lire 16.000 , ma nell’aprile i proprietari risposero di non poter accettare in quanto insufficiente.
Nel 22 Maggio 1945 l’albergo fu requisito dall’A.M.G. e i danni stimati ammontarono a Lire 500.000 .
Nel 1946 terminato il conflitto , quello che fu uno dei simboli di di Bordighera ,poteva definirsi definitivamente disastrato.
Furono bruciati e trafugati serramenti , marmi , parquet, lampadari ,termosifoni e qualsiasi cosa si trovasse ancora all’interno.
Da quel momento la struttura subí continui saccheggi e atti vandalici .
In una lettera dl 28 Febbraio 1946 , la proprietà dell’Angst si dichiarò pronta a rimettere in efficienza e riaprire l’albergo assumendosi completamente le spese di ristrutturazione e chiedendo la derequisizione dell’hotel.
Da un articolo pubblicato su “l’Unità” del 22 Aprile 1947 si legge della avvenuta de-requisizione , ma da un documento successivo datato 30 Luglio 1947 , nonostante la richiesta di sgombero delle tredici famiglie di profughi ancora presenti all’interno, nulla fu cambiato e ancora presenti all’interno gli uffici di frontiera dell’assistenza post – bellica .
Il prefetto di Imperia il 7 Marzo 1950 decretò il risarcimento ai proprietari per i danni subiti durante la requisizione di Lire 8.140.000 .
Il 24 Febbraio 1951 il sindaco di Bordighera lamenta lo stato dei grandi Hotel Angst e Cap Ampelio non ancora riattivati dopo le requisizioni durante la guerra, vuoi per le gravose spese di ristrutturazione e perché scoraggiati dalla carenza di turismo. Da questo si evince che il grande flusso turistico internazionale del quale la città delle Palme ha sempre beneficiato si era definitivamente interrotto.
Sempre il sindaco nella lettera del 24 Maggio 1954 indirizzata alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, chiese un intervento del Commissariato del Turismo ,per la revoca dello svincolo alberghiero chiesto dai proprietari .
L’11 Agosto dello stesso anno si chiese di diffidare di vendere lo stabile per nessuna destinazione diversa da quella alberghiera.
Il risultato di queste diatribe è vedere ancora oggi la splendida costruzione ottocentesca andar sempre più in rovina .
Il vincolo su un’eventuale ristrutturazione è ancora valido oggi, potrà cambiare per uso diverso da quello ricettivo ma la ricostruzione dovrà mantenere fedelmente le parti dell’edificio , nonché la salvaguardia delle porzioni del parco.
Sembrerebbe che il risanamento possa avvenire salvo nuove dispute a breve , da parte dei nuovi proprietari della società omonima “società Angst” ( la quale fa capo alla multinazionale Bizzi & Partner Development , colosso nel settore sopratutto sul mercato estero ) con project Manager Giuseppe Rossi in collaborazione con l’architetto Susanna Scarabicchi (già collaboratrice di Renzo Piano) con l’ingegnere di Bordighera Giuseppe Bessone .
Si garantiranno cento alloggi di pregio , con design e servizi all’avanguardia pur mantenendo integro il significato storico .
La società “Angst” rassicura che la facciata risalente a fine ottocento , vincolata , resterà tale;
saranno recuperati tutti gli antichi stucchi e i saloni storici cosí come la cancellata d’ingresso e massima tutela per il parco (per quello che ne rimane) .
Negli anni l’Hotel Angst è sempre stata un’attrazione, visto con gli occhi di appassionati storici e curiosi di fantasticare sul suo interno. Spesso visitato da avventori occasionali senza curarsi dei pericoli di possibili crolli .
Sono stati scritti diversi romanzi in lingua tedesca con tema l’Hotel bordigotto.
Ogni fotografia dello stesso incuriosisce tante persone ogni volta che vengono pubblicate sui vari social .
Molteplici storie si possono trovare navigando su internet in molte lingue diverse , derivanti da un racconto fantasioso edito per un concorso letterario dalla scrittrice Cristina Cardone ;
il racconto è diventato virale e la rete ha dato una tale risonanza da passare quasi come storico.
Nel 2017 è stato riscritto nel suo romanzo “Hotel Angst” dove si raccontano delle controversie immaginarie da parte del cavalier Angst con la signora anziana (un po’ strega) per l’acquisto del terreno ; Basta digitare su internet le parole Ghella e Angst per vedrere la sfilza di risultati che appariranno , segno che l’Hotel Angst è , e sempre sarà , per fantasia e realtà impresso nella Storia .
Scritto da Gianluca Gazzano
Ringrazio per gli spunti : Enzo Bernardini e Giuseppe E. Bessone, Bordighera ieri, Antologia, Comitato per le celebrazioni del 500° Anniversario della Fondazione di Bordighera, 1971 - Gisella Merello, L’immagine turistica di Bordighera attraverso le cartoline illustrate e la letteratura, Bordighera, Madalei, 1995 - Anna Maria Ceriolo Verrando, Bordighera nella storia, Istituto Internazionale di Studi Liguri, Bordighera, 1971 - Tesi di Laurea di Simona Marino, Hotel Angst a Bordighera. Studio e saggio fotografico, Biblioteca Civica Internazionale, Bordighera, 1998/99 - La Stampa, 25 Ottobre 1900.
E' possibile leggere una stesura di questo racconto sul libro " Racconti di Bordighera 2 " Alzani editore