03/01/2025
Intersezioni Eco Materiche.
Esiste un mondo nella profondità degli oceani che noi umani non potremo mai vedere. Solo pochi marinai fortunati, che da lì salvi sono tornati, hanno potuto raccontare le meraviglie e le stranezze di un paese che nella geografia mondiale non esiste. Lì creature marine e semiumani convivono in equilibrio, ma per sopravvivere all’avanzamento di tecnologie e rifiuti hanno modificato il loro aspetto fisico, prendendo le sembianze di antichi esseri mitologici e di androidi avvolti da fil di ferro, bulloni e viti. Forse qualcuno ha raccontato questa storia a Nicola o forse li ha sognati e con le sue mani, che padroneggiano le forme e modellano la cartapesta, ha ricreato alcune di quelle creature marine che mai potremo vedere. Queste sono le prime sculture di una serie, che crescerà nel tempo, legata all’acqua, alla natura, alla materia e all’immateriale. II cavalluccio marino, destriero di tritoni guerrieri, è avvolto dal ferro che ricorda fili elettrici, gli occhi robotici, l’ampia pinna realizzata con rami di carrubo, la coda ricurva. Tutto sembra pronto a prender vita, basta osservarlo per un secondo ed eccolo lì in movimento tra coralli che addobbano i palazzi di una città subacquea. E infine i ricci di mare, anch’essi realizzati con la carta pesta, rami di carrubo e arricchiti dal ferro, sembrano fonti di un’energia quasi aliena, forse ad alimentare la vita di un mondo lontano che vive e si muove nelle profondità dell’oceano, o forse in un’altra realtà.