22/07/2026
GIUDICI e VERDETTI FARSA
È stata pubblicata la nuova classifica di 50 Top Pizza. Come ogni anno c’è chi festeggia e chi resta fuori. Ma, al di là dei nomi, è arrivato il momento di discutere del sistema.
L’esclusione di Friedi Schmuck, titolare della pizzeria PIANO B a Siracusa, è l’occasione per porre una domanda che vale molto più di una classifica: chi giudica i giudici?
Queste guide hanno il potere di spostare clienti, reputazione e fatturato. Proprio per questo dovrebbero essere irreprensibili. Invece restano molte domande: chi sono gli ispettori? Quali competenze hanno? Perché i loro curricula non sono pubblici? Perché le schede di valutazione non sono consultabili?
L’autorevolezza non si autoproclama. Si dimostra con trasparenza.
C’è poi un altro tema che non può essere ignorato: chi attribuisce premi e classifiche dovrebbe evitare qualsiasi possibile conflitto di interessi. Non basta essere indipendenti, bisogna anche apparirlo. Quando una guida opera nello stesso ecosistema economico di sponsor, partner ed eventi del settore che valuta, il minimo che si possa pretendere è una trasparenza assoluta. La credibilità vale molto più di qualsiasi sponsorizzazione.
Il caso Forbes Italia, sanzionata dall’Antitrust per aver presentato contenuti promozionali come editoriali, dimostra che il confine tra informazione e marketing può diventare pericolosamente sottile.
Quanto a Piano B, per noi resta una delle migliori pizzerie d’Italia. Punto. Se una classifica non riesce a riconoscerne il valore, il dubbio non ricade su Frièdi, ma sul metodo di chi giudica.
E lo dico anche per esperienza personale: ho trovato in quella graduatoria pizzerie che, a mio avviso, faticano persino a reggere il confronto con molte ottime pizzerie di quartiere. È un’opinione, certo, ma rende ancora più difficile comprendere alcuni risultati.
Una provocazione finale: per entrare in certe classifiche basta fare una pizza straordinaria o è utile anche servire l’acqua dello sponsor?
Quando le regole sono chiare, le classifiche vengono rispettate. Quando i criteri restano opachi, diventano semplicemente opinioni. E le opinioni, per definizione, sono discutibili.
Quanto a te caro Friedi, come diceva il poeta, “non ragioniam di loro, ma guarda e passa…”, d’altronde neanche Kubrick e Hitchcock hanno mai vinto l’Oscar.