Dacal di Dagostino Vincenzo

Dacal di Dagostino Vincenzo Distribuzione di accessori per serramenti e di profilati in alluminio

La nostra azienda nasce nel 1988 con l’intento di creare un punto di distribuzione specializzato di accessori per serramenti. Grazie ad una costante crescita, nel 2000, compie un salto di qualità acquisendo la distribuzione dei Profili in alluminio e incrementando notevolmente la gamma di prodotti a disposizione della clientela. Da noi potrai trovare:

PROFILI IN ALLUMINIO:
Serie 40 e 45
Serie 50

taglio termico
Serie 66 taglio termico
Serie scorrevole
Sistema a libro
Persiana scorrevole

ACCESSORI:
Cerniere
Elementi di giunzione
Chiusure anta battente
Meccanismi e Kit per A.R. Chiusure per porte e finestre
Chiusure e accessori per scorrevole
Componenti per anta
Catenacci
Pannelli
Tanti altri accessori

11/10/2023

In Israele e in Palestina la causa profonda della guerra, del terrore, delle stragi è unica e ideologica in chiave etnica: è colpa della destra. Questo

07/10/2023

Cos’è lo spread? No, non è il differenziale di rendimento ecc. Spread vuol dire in sigla Scusa Per Rovesciare Esecutivi Antipatici Destrorsi. Lo spread è un

05/10/2023

FRATICELLI D’ITALIA TORNIAMO A SAN FRANCESCO
Ai miei tempi il 4 ottobre era festa a scuola e in giro. Non facevi in tempo a tornare a scuola il 1° ottobre che il terzo giorno San Francesco ti resuscitava dai banchi e ti restituiva agli ultimi bagliori di settembre. Era la vera festa nazionale condivisa perché San Francesco è l'unico italiano che mette d'accordo tutti, credenti e laici. Piace ai cattolici, naturalmente, perché è santo, converte alla santità e alla ca**tà, è cristianissimo, ha pure le stimmate. Non dispiace ai filo-islamici perché dialogava col sultano e i seguaci di Allah al tempo delle Crociate. Piace ai comunisti, socialisti e loro derivati, papi inclusi, perché è coi poveri e i bisognosi ma il suo è l'unico comunismo che ammiriamo tutti, perché è volontario e personale, scontato sulla propria pelle e non imposto con la violenza da una dittatura. Piace ai mistici e ai credenti perché la sua scelta di povertà non nasce da pauperismo ideologico o da rivolta sociale ma è una rinuncia ai beni del mondo, spogliarsi di tutto per entrare nudi e puri nel regno dei cieli al cospetto di Dio. Piaceva ai fascisti e ai nazionalisti perché è il Santo Patrono d'Italia e Mussolini lo definì “il più italiano dei santi, il più santo degli italiani”, esaltando in lui lo spirito di rinuncia e dedizione, fino a diventare un modello di sacrificio per l'Autarchia. Piace ai laici perché era in conflitto col potere clericale e fu a suo modo un obiettore di coscienza; piace ai pacifisti anche non credenti, che non a caso marciano su Assisi, da Aldo Capitini in poi e piace a tutti i dialoganti con altre fedi. Piace alle femministe perché aveva un rapporto paritario nella santità con Chiara. Piace agli ambientalisti, ai salutisti e agli animalisti perché fu il primo a difendere la Natura, cantare il creato, amare l'acqua, la terra e parlava con gli animali secoli prima degli animalisti (una sola pecca, nel Cantico delle creature dimentica il mare e le sue creature; si vede che era dell’entroterra). Piace ai critici del consumismo, è un esempio vivente di decrescita felice. E' il perfetto testimonial per i sacrifici imposti dalle crisi, modello di lieta austerity con lo spirito del giullare di Dio. E mette d'accordo tutti perché non è padano, non è te***ne, non è romano, ma cammina per tutta l'Italia, a nord e a sud. E' il precursore di tutti i ribelli e i viandanti, andò on the road prima di Kerouac e dei vagabondi del Dharma; è un irrequieto alla Chatwin, è il Siddharta nostrano e cristiano, senza rifarsi a Buddha e a Hermann Hesse. Unisce fedi, culture, generazioni, pensieri opposti, cammini divergenti. Francesco fu forse il primo poeta italiano, e il suo Cantico, il suo Laudato sì mio Signore, è una gioiosa accettazione della vita, del creato e pure della morte – sora nostra Morte corporale; è la versione cristiana dell'Amor fati. Celebrò in semplicità e in povertà le nozze tra il naturale e il soprannaturale. Chesterton, nel libro che gli dedicò, definì Francesco un innamorato di Dio e degli uomini, ma non era un filantropo. Perché l'amore per gli uomini era in lui il riflesso dell'amore per Dio e si estendeva alle altre creature. Non a caso un gesuita astuto e piacione come Bergoglio ha scelto il suo nome come Papa. E fu subito successo, prima ancora di farsi conoscere. Allora, Fraticelli d'Italia, perché non ripartire da San Francesco? Il Santo di Assisi ci unisce, il Papa omonimo ci divide.

01/10/2023

La settimana che si è appena conclusa ha girato intorno a una pesca; il frutto che la bambina offre con un’angelica bugia a suo padre separato, dicendogli che

05/07/2023

Prima che spuntasse Elly Schlein alla guida del Pd, Giuseppe Conte rappresentava il punto più basso nella pur ingloriosa storia politica italiana. Conte

18/06/2023

Quale sarà la prossima novità della politica italiana, da che parte arriverà? Abortita precocemente e rovinosamente la novità Elly Schlein, sclerotizzate e

13/06/2023

Una volta gli italiani si vestivano a festa, scendevano in piazza, andavano in corteo, chiamato processione, o festeggiavano in casa il Dei Pride.

08/06/2023

Dal mese di giugno è partita una nuova moda pret-a-porter: la deriva autoritaria. Si porta così, come uno scialle trasversale, tra i fianchi e il collo, e

02/06/2023

𝑬𝒓𝒂 𝒅𝒊 𝒎𝒂𝒈𝒈𝒊𝒐 𝒆 𝒄𝒐𝒎𝒊𝒏𝒄𝒊𝒐̀ 𝒍𝒐 𝒔𝒄𝒆𝒎𝒑𝒊𝒐 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒆 𝒅𝒐𝒏𝒏𝒆
Mattarella Mattarella che non perde un’occasione per il suo solito predicozzo contro il razzismo e l’antifemminismo, il fascismo e il nazionalismo, perché non si ricorda di cosa successe nel maggio del ’44 in Italia?
Per aiutarlo e per dargli un nome per lui spendibile, comincerò da Maria Maddalena Rossi che aderì al Partito comunista quand'era ancora clandestino, fu arrestata dalla polizia fascista, mandata al confino, espatriata. Poi entrò nell'assemblea Costituente nel gruppo comunista, fece battaglie per la parità dei diritti delle donne; fu parlamentare del Pci, sindaco, Presidente dell'Unione Donne Italiane. Morì novantenne nel '95.
Perché parlo di lei? Perché nel '52 aprì un capitolo scabroso e rimosso della seconda guerra mondiale nelle vulgate storiografiche sulla liberazione: le marocchinate, ovvero le 25mila o forse più donne italiane, soprattutto nel basso Lazio, stuprate, violentate dalle truppe marocchine venute a “liberare” l'Italia con gli alleati. In Ciociaria, in particolare, fu uno scempio, di cui restò traccia molti anni dopo nel film La ciociara di Vittorio De Sica con Sophia Loren, tratto da un romanzo di Alberto Moravia. Donne stuprate, bambini violentati, più di mille uomini uccisi per aver cercato di difendere le loro donne, madri, mogli, sorelle, fidanzate, figlie.
Nel dibattito parlamentare che seguì all'interrogazione della Rossi, venne fuori che il numero più attendibile era di 25mila vittime, ma se si considera che il campo d'azione dei magrebini andava dalla Sicilia alla Toscana, il numero di 60mila marocchinate è plausibile. Il pudore nel raccontare queste storie ne ha perfino ridotto la portata: si voleva in questo modo tutelare l'onorabilità delle loro donne, e non sottoporle anche a una gogna. La responsabilità oltre che dei soldati marocchini, fu dei vertici dell'esercito francese che dettero loro sostanziale impunità e carta bianca, come un tribale diritto di preda. Non furono i soli, intendiamoci, in questa barbarie. Ma un fenomeno così vasto e quasi pianificato, su donne inermi che non avevano colpe, genera raro disgusto per la ferocia animalesca. Una pagina rimasta in larga parte impunita e rimossa.
Vi risparmio le migliaia di storie strazianti e di interi paesi violentati, quando ormai il sud era “liberato”. Per chi voglia approfondire, rimando ai libri di due donne, Stefania Catallo, La memoria scomoda della guerra, e una francese d'origine italiana, Eliane Petrarca, La colpa dei vincitori.
Ma volevo sottolineare che una donna comunista, leader delle donne in lotta, antifascista col fascismo imperante - non come i grotteschi militanti postumi dell'Anpi d'oggi - ebbe il coraggio e l'onestà di denunciare questo obbrobrio, che per ragioni di antirazzismo e antifascismo si preferisce mettere a tacere. Le stesse ragioni che portano a non scendere in piazza se una ragazza di oggi è stuprata e uccisa da branchi di migranti. O a dimenticare quelle donne violentate, rasate e uccise solo perché ausiliarie della Repubblica sociale. Probabilmente la Rossi dovette vedersela anche con le reticenze dei suoi compagni, lo strisciante maschilismo del vecchio Pci e l'omertà sulle pagine nere dei “liberatori”. Anche perché ne avrebbero richiamato delle altre, per esempio nel Triangolo rosso. Ma noi volevamo indicare alle Boldrini d'oggi quelle femministe, comuniste e antifasciste a viso aperto, che non si tirarono indietro a raccontare le scomoda verità di quella liberazione.

02/06/2023
01/06/2023

𝐋𝐚 𝐬𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚 𝐩𝐞𝐫𝐝𝐞 𝐬𝐮 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐞 𝐥𝐞 𝐫𝐮𝐨𝐭𝐞
Un voto amministrativo parziale non è mai un grande indicatore di clima politico e di svolte importanti. Troppi fattori locali, contingenti o collegati ai candidati prevalgono su fattori di ordine politico e generale. Ma per le ultime amministrative c’è una piccola ma significativa novità da considerare: solitamente le amministrative sono più favorevoli al centro-sinistra, che dispone di candidati in genere più accreditati dei loro avversari; e solitamente ai ballottaggi prevalgono sempre gli elettori di centro-sinistra che hanno sempre avuto un più forte movente politico che li spinge a votare, soprattutto contro. Nel doppio voto di maggio, invece, la vittoria del centro-destra è stata netta, inequivocabile, ribadita nei ballottaggi; e nei due soli capoluoghi in cui non ha vinto, in uno si è affermata una lista civica e centrista e in un’altra, l’unica, a Vicenza, ha vinto un candidato che non ha voluto leader di sinistra a sostenere la sua candidatura nella sua città. Questa novità è in effetti un dato politico, anche perché distribuito su tutto il territorio nazionale, da nord a sud. Il fatto che pure alle amministrative e pure nei ballottaggi vinca il centro-destra può avere due chiavi di lettura che possono essere convergenti ma anche alternative: il fattore Meloni è vincente e si riproduce anche a livello locale; oppure no, il centro-destra ha acquisito ormai una credibilità amministrativa anche a livello locale. La prima motivazione sembra essere preferita a destra; ma se si pensa bene, è la seconda motivazione, che non lega l’avanzata della destra al fattore leader, indica che c’è qualcosa di strutturale nella tendenza verso destra dell’elettorato. Tendenza europea se consideriamo gli esiti delle ultime consultazioni in Spagna, in Grecia e anche in alcuni paesi del nord Europa. Naturalmente le tendenze possono essere invertite, sono flussi e riflussi. Ma resta vero che la tendenza prevalente, da qualche tempo, è quella: anzi, a leggerla bene, più che un’avanzata delle varie formazioni di centro-destra, moderate, conservatrici, radicali, popolari e nazionali, è una costante sconfitta della sinistra, su tutte le ruote. Un dato importante, che va anche al di là del contributo negativo che può aver dato il fattore Elly.

(Per il corsaro della sera)

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