13/06/2026
In questo periodo di pagelle e di voti o giudizi, questa fantastica casa editrice ci ricorda qualcosa di molto importante: ciascuno è molto di più e molto altro rispetto a ciò che si può dire e scrivere in una griglia.
Oltre al voto ognuno è molto di più.
Bellissimo messaggio.
💚Grazie Topipittori
«Sono giorni di scrutini.
La scuola, per sua natura, ha bisogno di elenchi: registri, voti, griglie di valutazione, obiettivi, livelli di apprendimento, giudizi. Sono strumenti necessari perché aiutano a documentare il percorso educativo. Ma ogni volta che inseriamo un ragazzo o una ragazza in una categoria corriamo il rischio di scambiare la descrizione con la persona.
Durante gli scrutini, infatti, si parla spesso degli alunni attraverso formule sintetiche: "bravo ma discontinuo", "fragile", "matematico", "poco motivato", "vivace", "eccellente". Sono definizioni che nascono dall'esigenza di comunicare rapidamente, ma che possono trasformarsi in etichette.
I dodici bambini che arrivano nel Paese degli elenchi ci ricordano una verità: ogni alunno è sempre più grande della sua valutazione. Nessun voto riesce a raccontarne completamente la curiosità, la fatica, il coraggio, i progressi invisibili, le passioni che ancora non hanno trovato uno spazio per emergere.
In questo senso, l'albo suggerisce una postura educativa preziosa: usare gli strumenti della valutazione senza diventarne prigionieri.
Il paese degli elenchi ci ricorda che valutare non significa classificare, ma riconoscere un cammino.
Gli elenchi servono. Le etichette rassicurano. Ma l'educazione comincia proprio quando, dietro una definizione, continuiamo a vedere una persona che può ancora cambiare, crescere, stupirci.
Perché il compito della scuola non è decidere chi sono gli alunni, ma custodire ciò che possono diventare.»
Grazie a Simona Noto per questa riflessione sul senso della valutazione scolastica che dà anche una lettura molto bella di "Il paese degli elenchi" di Cristina Bellemo e Andrea Antinori.