Il manufatto in legno come un vestito di sartoria, disegnato, tagliato su misura e assemblato appositamente per chi dovrà indossarlo. La favolegnameria è l'attuale approdo di un filo conduttore che è stato sempre presente nella mia vita: Il legno. Una piccola passione che mi ha accompagnato fin da bambino, prima il tavolaccio del nonno con i morsetti, le raspe, le lime, un martellaccio, delle assi
di legno e tanti trucioli da produrre, poi i laboratori alla scuola elementare Carlo Casalegno di Torino, i bastoni da scortecciare con l'opinel, i modellini di Amati, i primi tentativi di addobbare l'abitazione disadorna, le prime esperienze professionali nella costruzione di casse da imballaggio, infine il corso di tecniche di lavorazione del legno delle Scuole San Carlo e gli amici che cominciano a chiederti manufatti sempre più strampalati, prima grezzi e poco elaborati, successivamente sempre più dettagliati facendosi trascinare in progettazioni a otto mani, tre birre e due caffè, la contaminazione di tecniche, la sperimentazione volta a creare qualcosa che fosse particolare, originale, ispirato e unico.