24/06/2023
L’ho sempre detto che è nel medio-lungo periodo che la verità si fa più strada e il bene prevale sul male. Il male di chi ha cercato di fare fuori una società perché dava troppo fastidio con le sue ripetute vittorie sul campo e le sue ambizioni di togliere il calcio dall’ombrello mafioso dell’Uefa e dei petrodollari arabi.
Dunque, la stessa procura di Torino, dopo aver fatto il baccano che sappiamo, comincia a gettare la spugna e, davanti alla prova, anzi alla non prova dei fatti e dei documenti raccolti, chiede l’archiviazione per quanto riguarda l’accusa di irregolarità fiscali e false fatturazioni dovute alle plusvalenze. Nessuna frode, nessuna irregolarità, solo una lecita distribuzione dei numeri su più anni.
Qualcuno farà mai una seria indagine sulla ossessione che tale procura da anni ha verso la Juve? Chi ha il potere, la faccia, perché da Guariniello a Santoriello non è solo una questione di rima, ma proprio di ossessione. E un giudice non può permettersi di essere ossessionato, né di provare odio per i suoi indagati.
Eppure questa delle false fatturazioni era una delle più gravi accuse su cui Chinè ha fondato la sua indecente lotta contro la Juve, che poi è stata lotta contro la dignità giuridica che si è risolta in mortificazione del diritto.
Riaprirà il processo, come ha fatto quando aveva fatti finta di avere fatti nuovi per condannare la Juve? Ora che ci sono veramente, e non sono da poco, Chinè si ricorderà di essere un giurista?
Non lo farà. Ma tutto questo avrà conseguenze sulla sua carriera? Sarà ancora considerato uno dei più importanti magistrati amministrativi? Non sarebbe il caso di riflettere sulla sua stessa permanenza nella magistratura, di lui e di tutti quelli che hanno concorso agli obbrobri giuridici che in questi mesi hanno caratterizzato l’azione della (in)giustizia sportiva, in totale spregio di principi giuridici e processuali come il ne bis in idem, la differenza tra prove e mezzi di ricerca delle prove, la differenza tra intercettazioni e confessione, l’obbligo di chiara ed esauriente motivazione, l’obbligo di congruità della sanzione?
E come mai tanta sollecitudine per la Juve e nessuna per il Napoli e l’acquisto di Oshimen, con scambi farlocchi e gonfiatissimi? A che punto sono le indagini? Chinè, ci sei per questi casi o ci sei solo per la Juve?
E a Roma e Lazio non diciamo proprio nulla? E come mai nessuna attenzione per la gravissima situazione debitoria dell’Inter, davanti alla quale l’unica conseguenza dovrebbe essere il fallimento? E i 70 milioni di valutazione di Tonali non sono forse una plusvalenza? O lo sono solo quelle della Juve, peraltro con se stessa?
E ancora dobbiamo vedere come andrà il probabile (non sicuro, ha chiesto tempo ulteriore) ricorso al Tar da parte di Andrea Agnelli. Dovesse avere soddisfazione, sarebbe un altro tassello per riscrivere la storia. Ma non a posteriori. Ma avremo giudici così imparziali da riaprire il tutto e ammettere che si è trattata di una gran porcata?
E come mai quasi nessun giornale parla di tutto questo?
Quegli stessi giornali che hanno impiantato una vera e propria azione di odio nei confronti della Juve, di disinformazione e continua distorsione delle notizie?
E come mai giornalisti che scrivono su questi giornali - e si permettono pure di aumentare i loro guadagni facendo gli insider Juve dentro i social - non hanno fatto alcun cenno all’archiviazione se non in pochi trafiletti di pagine molto secondarie? I titoloni sparati solo quando si tratta di gettare fango sulla Juve?
Ecco, tutto questo spiega il crollo delle vendite di questi giornali, a cui editori e giornalisti io auguro, nell'interesse della collettività, di sparire e di trovare al più presto un altro lavoro: imparino a pulire i bagni, visto che nello sterco apre si muovano bene, sarà sicuramente più dignitoso di quanto stanno facendo ora. E non faranno i danni che stanno facendo ora.
E tutto questo spiega perché per i diritti televisivi non c’è stata alcuna asta. Offerte misere, che dimostrano che la nostra azione di disdetta degli abbonamenti ha realizzato il suo obiettivo: abbiamo fatto capire a tutti che il re è n**o.
Il calcio italiano, grazie a Gravina e ai suoi sodali, è sull'orlo del fallimento, preda degli arabi, cui Gravina, per il suo tornaconto personale, lo ha venduto.
Per questo, e per i continui risultati negativi ottenuti, l’unica azione dignitosa possibile sarebbero le dimissioni, spontannee o coatte, di Gravina e di Chinè; e una azione disciplinare verso Santoriello e tutti quei personaggi che si sono macchiati della grave colpa di affossare la Juve, obbedendo al comando di un sicario. Sarebbe opportuno che anche Malagò, finalmente, si faccia da parte, perché personaggio non più in grado di assicurare serenità e imparzialità, visto come il suo Coni si è comportato nella vicenda.
Ormai il re è n**o. Ora che i fatti stanno prendendo il posto delle urla sguaiate e del fango travestito da notizia, questi personaggi stanno emergendo in tutto il loro squallore. E nella loro melma stanno trascinando il calcio italiano intero: visto che chi ha il compito di fermarli non mi pare lo stia svolgendo, dovremo ancora una volta essere noi a renderci parte attiva. Continuando a disdire e non dando più un euro a questi squallidi figuri.
Del mercato Juve ne parleremo.
Fino a che non arriva Giuntoli, che pare cosa sicura e vicina, non ci sarà nulla di sicuro. Neppure la conferma o la sostituzione dell’allenatore.
Anche su questo, però, mi pare che gran parte della tifoseria si sia fatta sentire: una campagna abbonamenti così lenta non si vedeva da tempo immemore. Rifletta la società, su questo. Mantenere Allegri potrà anche evitare esborsi successivi, ma questo a costo di spegnere qualsiasi voglia di rinascita Juve. C’è poco da fare, Allegri ormai viene identificato dal tifoso, e neppure a torto, con il nulla che ha prodotto in questi due anni: nessun entusiasmo, nessuna ambizione, solo fallimenti, e nessuna minima reale ambizione di concorrere per qualcosa.
Una partita stanca dopo l’altra, un trascinarsi lento verso le sconfitte di fine stagione non degne di una squadra che nel suo destino ha la vittoria, o comunque l’ambizione di concorrere per ottenerla.
Tanto più che questa Juve ora va rifondata sulla base di giovani scommesse, e non certo di campioni in grado da soli di risolvere partite, Allegri - che invece punta sui singoli e che non ha nelle sue corde, e non vuole avere, l’ambizione di dare alla squadra una organizzazione di gioco - è l’allenatore meno adatto a far ripartire la Juve.
Non a caso Tudor e il suo staff sono tenuti ancora congelati. Non è scontato nulla, tutto può accadere, come anche nulla. Ma se Allegri dovesse rimanere sarà sicuramente un traghettatore di se stesso verso qualcun altro: non credo proprio che Giuntoli voglia impostare i suoi probabili 5 anni di dirigenza juventina su di lui. Non punterà su un allenatore così bollito la giusta ambizione che gli ha fatto lasciare il Napoli per arrivare da noi.
[ Vincenzo Greco ]