Coccole in lana di Cris

Coccole in lana di Cris Creazioni uniche artigianali, rigorosamente
Handmade, in lana e cotone. per la gioia di indossare un capo unico

Oggi Coccole e' in montagna a Cibiana di Cadore con tanti capi colorati ed unici in lana e cotone
26/07/2026

Oggi Coccole e' in montagna a Cibiana di Cadore con tanti capi colorati ed unici in lana e cotone

Ecco le ultime due creazioni appena terminate Scialle in lino e cotone leggero con tantissime  frange lunghe e cappello ...
21/07/2026

Ecco le ultime due creazioni appena terminate
Scialle in lino e cotone leggero con tantissime frange lunghe e cappello in pura lana con fiore o fru fru a scelta . Li puoi trovare sabato 25 e domenica 26 luglio a Cibiana di Cadore alla festa dei murales

21/07/2026

Ogni primavera ricompare l'uomo con lo spruzzatore in spalla, che irrora i bordi dei marciapiedi, le fughe dei cordoli, le aiuole spartitraffico. Qualche giorno dopo l'erba è gialla, secca, "pulita". Quello che quasi nessuno sa è che, in gran parte di quei luoghi, spruzzare diserbanti chimici è ormai fortemente limitato per legge — e che le alternative esistono, funzionano, e non lasciano veleno dove giocano i bambini.
I diserbanti sono prodotti fitosanitari a tutti gli effetti. La normativa italiana ne limita fortemente l'uso negli spazi pubblici, imponendo di privilegiare metodi alternativi, soprattutto nelle aree frequentate da gruppi vulnerabili: parchi e giardini, cortili delle scuole, piste ciclabili, aree cani, marciapiedi, rotatorie, cimiteri. Il glifosato, il diserbante più usato, è stato messo sotto stretta restrizione proprio in questi contesti, anche per la sua tossicità per gli ambienti acquatici e la sua persistenza.
Il punto di partenza è ridimensionare il problema. L'erba che spunta tra le fughe del marciapiede o sul cordolo di una rotonda non è un pericolo: è una questione di decoro. Diversa dalla visibilità a un incrocio, che è sicurezza. Per il decoro non serve un erbicida sistemico che resta nel suolo e finisce nelle acque.
Le alternative, già usate da diversi Comuni italiani:
Diserbo termico. Il calore, non la fiamma, è l'arma. Il pirodiserbo passa una fiamma per pochi istanti sull'infestante: non la brucia, ne fa "coagulare" le proteine e la fa avvizzire. Esistono varianti ad acqua calda, vapore, schiuma calda vegetale, infrarossi. Nessun residuo chimico.
Acido pelargonico. Un erbicida disseccante di origine naturale, estratto dai gerani, ammesso anche in agricoltura biologica.
Metodi meccanici. Sfalcio, spazzolatura, estirpazione — semplici, a impatto zero.
Prevenzione intelligente. La mossa più economica è progettare superfici dove l'erba fa fatica a insediarsi: fughe strette tra le piastrelle, cordoli ben fatti, spazzamento regolare. Meno erba nasce, meno serve toglierla.
Città come Torino, Saluzzo, Gravellona Toce e San Severo hanno già adottato piani di diserbo senza glifosato, combinando pirodiserbo, acqua calda e acido pelargonico a seconda della zona e della stagione.
Va detto con onestà: le alternative richiedono più passaggi e, nel breve periodo, possono costare di più del vecchio colpo di spruzzatore. Ma il conto vero include anche ciò che il diserbo chimico scarica sugli altri: la salute di chi frequenta quegli spazi, il veleno che filtra nel suolo e nelle falde, gli impollinatori. È una contabilità più larga di quella del solo litro di prodotto.
La prossima volta che vedi l'erba gialla e secca lungo un marciapiede o attorno a una scuola, non pensare "che pulizia". Chiediti cosa è stato spruzzato lì, e chi ci cammina scalzo o ci gioca il giorno dopo.

19/07/2026

A 45°C, un ombrello ferma il sole. Un albero fa qualcosa di più.

Crea ombra, rinfresca l'aria circostante di 3-8°C per evapotraspirazione, protegge il suolo dalla disseccazione e offre uno spazio dove la temperatura percepita torna fisiologicamente sopportabile.

L'ondata di calore del 2003 — la peggiore mai registrata in Europa — causò decine di migliaia di morti in eccesso in Italia, la grande maggioranza tra gli anziani e nelle città poco alberate. È il cosiddetto "effetto isola di calore urbana": chi vive in città rischia molto più di chi vive in campagna, a parità di caldo.

Un albero non è decorazione. È infrastruttura sanitaria.

L'ombra, durante il caldo estremo, è sopravvivenza.

Coccole e' scesa in pianura:  ci trovi vicino a Silea TV nel piccolo paesino di Nerbon a lato della chiesetta del Redent...
19/07/2026

Coccole e' scesa in pianura: ci trovi vicino a Silea TV nel piccolo paesino di Nerbon a lato della chiesetta del Redentore

14/07/2026

Non così.
Come così. 🌿
Negli ultimi anni molte piazze italiane sono state rifatte "minerali": bellissime distese di pietra, ordinate, perfette per una foto — e roventi sotto il sole di luglio. La stessa piazza, con alberi che fanno ombra, pavimentazione in parte drenante e un po' d'acqua, resta uno spazio pubblico vero, ma vivibile anche d'estate.
Perché la piazza minerale cuoce:
Pietra e granito accumulano il sole di giorno e lo restituiscono di notte: d'estate la superficie può superare i 45°C, e panchine e selciato diventano incandescenti. Senza ombra, una piazza bella nelle foto diventa impraticabile nelle ore calde — un problema serio soprattutto per anziani e bambini.
Perché la piazza verde funziona:
Bastano gli alberi, la leva più potente: fanno ombra e abbassano l'aria di 2-3°C. Insieme, fasce di pavimentazione drenante e un po' di verde lasciano respirare il suolo e assorbono la pioggia; una fontana o uno specchio d'acqua rinfrescano ancora.
L'onestà del progetto:
Non si tratta di "mettere il prato" in ogni piazza: una piazza serve a mercati, eventi, passeggio, e ha bisogno di superfici dure e resistenti. E spesso piantare alberi è difficile davvero — vincoli della Sovrintendenza, sottoservizi sotto il selciato. Ma "difficile" non vuol dire "impossibile": si sceglie dove l'albero ci sta, si alterna la pietra a fughe verdi e drenanti, si aggiungono pergole e acqua.
In Italia se ne discute:
Su piazze come piazza dei Cinquecento a Roma o San Babila a Milano è nato un dibattito acceso: si può rifare una piazza da capo senza piantare un albero? A Milano il Consiglio comunale ha chiesto di superare la rigidità dei vincoli quando bloccano l'ombra, e i Garanti del Verde spingono per più alberi e superfici drenanti in ogni piazza. Come ha detto un consigliere: possiamo fare piazze splendide in granito "per Instagram", ma forse non è la cosa giusta.
Una piazza non è solo una foto: deve anche fare ombra.

14/07/2026
🌲🌿🌳💗
14/07/2026

🌲🌿🌳💗

Un albero non rinfresca solo perché è un albero: conta molto quale pianti e dove lo metti. Piazzato bene, un solo albero può abbassare sensibilmente la temperatura di una casa d'estate. 🌳

Dove piantarlo:
Lato sud e ovest della casa. È da lì che arriva il sole alto d'estate e il caldo del pomeriggio. Un albero a foglia caduca su questi lati fa ombra a muri e finestre nei mesi caldi, poi perde le foglie e lascia passare il sole d'inverno, quando lo vuoi.
Evita i sempreverdi grandi davanti alle finestre a sud: d'inverno ti tolgono la luce e il calore gratis del sole.
Tieni conto della distanza: un albero grande va piantato ad almeno qualche metro dalle fondamenta e dalle tubature.

Quali alberi rinfrescano meglio (a foglia caduca, chioma ampia):
Tiglio (Tilia) — chioma densa, ombra f***a, profumatissimo in fiore, molto amato dagli impollinatori.
Acero (Acer campestre, A. platanoides) — rustico, chioma tondeggiante, ottimo per giardini medi.
Frassino (Fraxinus) — crescita rapida, ombra leggera e fresca.
Bagolaro (Celtis australis) — il "spaccasassi", resistentissimo al caldo e alla siccità urbana, molto usato nei viali del Centro-Sud.
Platano (Platanus) — l'albero da ombra per eccellenza delle piazze italiane, per spazi grandi.

Per i giardini piccoli: alberi da frutto a foglia caduca (ciliegio, melo, albicocco) danno ombra estiva, fiori, frutti e sole invernale — tre cose in una.

Il momento migliore per piantare è l'autunno: le radici si insediano prima del caldo. E l'ombra che pianti oggi rinfrescherà le estati dei prossimi decenni. 🌿

Assolutamente Si
14/07/2026

Assolutamente Si

Non serve essere esperti per insegnare a un bambino a riconoscere la natura. Bastano cinque minuti in giardino e la voglia di guardare insieme. 🌿

I bambini imparano i nomi delle piante e degli animali con la stessa facilità con cui imparano quelli dei personaggi dei cartoni — se qualcuno glieli mostra.

Come farlo, senza lezioni:
Dai un nome a ciò che incontrate. "Questo è un dente di leone", "quella è una cinciallegra". Un nome trasforma uno sfondo indistinto in qualcosa che esiste.
Fai toccare. Le foglie della salvia, la corteccia ruvida della quercia, il muschio umido. La memoria passa dalle mani.
Segui le domande, non anticiparle. "Perché quella foglia è pelosa?" vale più di qualsiasi spiegazione preparata.
Torna nello stesso posto. Un albero visto in inverno spoglio e poi in fiore insegna il tempo e le stagioni meglio di un libro.
Lascia un angolo un po' selvatico. Una zona di orto o giardino non troppo ordinata diventa un piccolo mondo da esplorare: insetti, semi, radici.

Un bambino che sa nominare ciò che lo circonda osserva di più, chiede di più, capisce di più. È forse la cosa più utile che un adulto possa trasmettere. 🌱

Wow arrivata la merenda..una super coccola. il.profumo non lo sentite ? Sono ancora caldi  buonissimi grazie grazie graz...
12/07/2026

Wow arrivata la merenda..una super coccola. il.profumo non lo sentite ? Sono ancora caldi buonissimi grazie grazie grazie
Maddalena della pasticceria "le Piciole" a Calalzo di Cadore

Indirizzo

Via Nemeggio , 32
Feltre
32032

Telefono

3396805730

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