Era il 1982 quando, tra scene memorabili e indimenticabili tormentoni, arrivò nelle sale uno dei film di Luciano Salce che sarebbe presto divenuto un cult: “Vieni avanti, cretino.”
Protagonista indiscusso di una pellicola che ha fatto la storia del cinema è Lino Banfi, che interpreta, con amara ironia, un uomo di nome Pasquale Baudaffi. Il proprietario, un certo Salvatore Gargiulo, è un uomo rude
e privo di empatia. Il suo motto è: “Io mi chiamo Salvatore Gargiulo e se tu te sbagli una comanda io ti rompo il c*lo!”
Il personaggio interpretato dal nostro Lino nazionale è imbranato, impreparato e combina guai dal suo primo giorno di lavoro. Nel servire una giovane coppia in lite, il novello cameriere sente parlare di Humor e pensa che si tratti di un liquore, mentre la ragazza sta cercando di convincere il proprio fidanzato a gestire la relazione in maniera del tutto diversa. Nel riportare la comanda, il proprietario del bar si infuria, perché non conosce nessun liquore con questo nome e consiglia di portare alla giovane un caffè corretto. Da quel momento in poi, a causa della scarsa dimestichezza col lavoro di cameriere, sarà tutto un susseguirsi di equivoci, che porteranno il povero Banfi a bere una marea di caffè sbagliati (obbligato dal proprietario, che fa bere e pagare ai propri dipendenti i caffè errati), fino a diventare quasi isterico. Alla fine, quando la ragazza dice di non volerlo più (parlando dell'amore, non del caffè), Baudaffi si vendica sul fidanzato di lei spruzzando della panna sulla sua testa, inventando il “toscano corretto alla panna”. Tutta la sequenza rende il caffè il protagonista indiscusso di una delle scene più divertenti e dissacranti del cinema italiano. Del resto, un mostro di bravura come Salce, del quale ricorre il centenario della sua nascita, non poteva che creare l'ennesimo capolavoro del cinema italiano. Attore prima e regista di grande portata poi, Luciano Salce viene ricordato per aver dato via ai primi due film della serie fortunata di Fantozzi e per aver rappresentato vizi, malcostumi, debolezze e miserie dell'Italia degli anni '60, '70 e '80. Pellicole come “Il Federale” (1961), “La voglia matta” (1962) e “L'anatra all'arancia”, sono rimaste nel cuore per anni nel cuore del pubblico, ringraziato dal regista con la frase del Dottor Tomas: “La sua soddisfazione è il nostro miglior premio”. Ed è in occasione di queste due ricorrenze speciali – i 40 anni del film e i 100 dalla nascita del grande regista – che il negozio Supercazzola ha pensato di realizzare il vero “caffè Humor”. Una miscela Top, che racchiude quasi tutte le migliori provenienze di caffè arabica del mondo. Il primo sorso regala già completezza, grazie alla sua corposità intensa, agli aromi forti e al contempo equilibrati e al retrogusto di panna e cioccolato. Ottima miscela da preparare con la tradizionale Moka, si presta bene anche per le caffettiere con filtraggio a caduta, come quelle napoletana o americana. Con estrazione bar esprime al meglio la sua potenza gustativa. La nostra miscela gourmet 100% arabica vi farà riscoprire uno dei piaceri irrinunciabili della vita: bere una tazzina di caffè, sinonimo di pausa, relax, incontro e dolce risveglio. E come ringraziava sempre il dottor Tomas: “La vostra soddisfazione è il nostro miglior premio.”