LegaCuori - Consulente Babywearing

LegaCuori - Consulente Babywearing Valeria, mamma di Dario, appassionata di babywearing da prima della sua nascita, al punto da decidere di studiarlo un po' e diventare una consulente.

🥸Portare in modo corretto: possiamo fidarci delle istruzioni sulla scatola❓      🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻🔻Ieri mi scrive una rag...
19/07/2023

🥸Portare in modo corretto: possiamo fidarci delle istruzioni sulla scatola❓
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Ieri mi scrive una ragazza, chiedendo un parere per un’amica che ha comprato il supporto che vedete sotto ⏬️ avendo una neonata di 3 settimane appena. La domanda la trovate nella foto accanto.⏬️
Domanda super lecita a mio avviso perchè quello che viene scritto su una scatola di un supporto per non è detto sia adatto alla situazione specifica del neonato da portare.
Quindi, in soldoni, la mia risposta è stata riassumerle le “regole” essenziali da osservare per un corretto portare, ovvero:

1) Posizione ad M di gambe e sederino
2) Seduta da incavo ad incavo delle ginocchia
3) Sostegno adeguato di schiena e collo
4) Divaricazione naturale e fisiologica delle anche
5) Vie aeree di respirazione sempre libere

Infine…Se il portatore si sente comodo e in sicurezza allora anche il portato starà bene allo stesso modo. In fondo basta ascoltare e ascoltarli. Buon portare!🙃

Amore che scorre tra 3 cuori.
20/11/2022

Amore che scorre tra 3 cuori.

Jean Eugene Bulland, 1852-1926. Giovani genitori.
Museo D'Orsay Parigi

Babywearing: già 10mila anni fa le donne “portavano” i loro bambini, la scoperta in un’antica tomba in Italia.😃🤩😃🤩
07/10/2022

Babywearing: già 10mila anni fa le donne “portavano” i loro bambini, la scoperta in un’antica tomba in Italia.
😃🤩😃🤩

Uno studio, analizzando l'antica tomba di una neonata in Italia, ha scoperto che il babywearing probabilmente esisteva già 10mila anni fa

Imitazione e fiducia.Quello in foto è mio figlio che a quasi 5 anni (mancano poche settimane) prova a scattare la sua pr...
28/08/2022

Imitazione e fiducia.
Quello in foto è mio figlio che a quasi 5 anni (mancano poche settimane) prova a scattare la sua prima foto in alta quota per imitare quello che fino a poco prima avevo fatto io.
Quella che ha in mano è una reflex, con un obiettivo il cui valore è pari alla metà del valore della macchina fotografica. Quindi aveva in mano qualcosa di molto delicato e costoso allo stesso tempo, e io correvo il rischio di lasciar finire la macchina tra le rocce della cima su cui eravamo, immaginando lo scenario dei vari pezzi neri sparsi in giro e le mie imprecazioni corredate da “lo sapevo!”. Ma poi ho pensato che i bambini imparano per imitazione, con l’esempio, e che spesso vale la pena correre il rischio per permettergli di fare un’esperienza nuova e gratificante. Certo parlo di rischi calcolati e infatti gli ho permesso di sedersi su una roccia e fare le sue foto, minimizzando il rischio che in piedi gli cadesse la macchina o che si sporgesse troppo e finisse lui a valle prima del previsto 😅.
E così ho potuto osservare come un piccolo pezzo di me e delle mie passioni (📷) trovasse il suo spazio e ricevesse fiducia dagli adulti che ogni giorno gli insegnano come muoversi nel mondo, con tutte le difficoltà e la bellezza dell’incontro tra un mondo fatto di sovrastrutture e un universo in espansione. Ricordarsi in ogni istante (se possibile) che ci imitano e che possiamo dargli fiducia (se vogliamo) dopo aver soppesato le loro capacità rispetto alla loro età, al contesto in cui chiedono fiducia e a tutto ciò che riteniamo opportuno valutare. ps: nessuna reflex è stata maltrattata per avere questo scatto.😆

📖 [Ai figli non serve una brava mamma, che sappia sempre cosa fare. Ai figli serve una mamma consapevole che sappia perc...
24/08/2022

📖 [Ai figli non serve una brava mamma, che sappia sempre cosa fare. Ai figli serve una mamma consapevole che sappia perché fa quel che fa. Chè alla fine il manuale deve andare d’accordo con il realismo della vita, è un figlio deve avere un rapporto con una madre reale.]📖 Ecco, lei, , lo spiega chiaramente e in poche righe nel suo ultimo (credo) libro pubblicato per BUR . Io aggiungo: da assumere ogni giorno al mattino appena sveglie, fino a raggiungere lo stadio di rilascio graduale nel tempo.

📍Post utile (speriamo!): "Vacanze in montagna e  : tutto è possibile se fatto usando il buon senso"⛰🤱Mi è capitato sotto...
05/08/2022

📍Post utile (speriamo!): "Vacanze in montagna e : tutto è possibile se fatto usando il buon senso"⛰🤱

Mi è capitato sotto mano un post/articolo di Uppa.it che spiegava come comportarsi con neonati e bambini in montagna rispetto al salire in quota e tra i vari suggerimenti si parlava anche dell'uso delle fasce e marsupi, con l'accortezza di fare attenzione alla eccessiva pressione esercitata dal supporto sulla circolazione del portato.

Ecco il link all'articolo:
https://www.uppa.it/neonati-bambini-montagna/?fbclid=IwAR3LhtOV7Yibgnq4i69Jgq8AQxFrR8TKZLQf9RMIzAJRGouWgjb58v9NbAQ

Siccome in molti commenti chiedevano delucidazioni su questo punto, approfitto qui per lasciarvi la risposta più corretta ed esaustiva che ho letto e che condivido, ovvero quella che ha lasciato Elisa Illica Magrini, medico e consulente babywearing (e daje!) con tanto di fascioteca Fascioteca Legamidimamma - Parma (per chi fosse della zona emiliana).

Buona lettura, buone vacanze e buon portare...in sicurezza e in ascolto del bambino e di se stesse/i sempre e comunque. 😊

"Con un qualsiasi supporto ergonomico utilizzato correttamente non ci dovrebbe mai essere compressione arteriosa. Tuttalpiù, in caso di uso continuo e prolungato, ci può essere difficoltà nel ritorno venoso dagli arti inferiori dovuta in parte all’immobilità, in parte alla posizione delle gambe con i piedi verso il basso. Una vera e propria compressione venosa può intervenire solo se le dimensioni o la tipologia del supporto non sono adeguate al bimbo. Ma tutto ciò è indipendente dal fatto che il supporto venga utilizzato in montagna, al mare, o a casa mia.
Non esistono regole universali sulla durata massima consentita ad un bimbo per rimanere in un supporto. I miei consigli sono di massaggiare i piedini e la gambine ogni tanto mentre si è in cammino, per stimolare la circolazione periferica; di prestare attenzione alla corretta regolazione dell'ampiezza della seduta, che deve andare dall'incavo di un ginocchio all'incavo dell'altro ginocchio, che significa 1 cm prima della piega - questo permette di lasciare libero il polpaccio di muoversi e non comprimere i vasi sanguigni; di riaggiustare la posizione del cavo popliteo (il retro del ginocchio) rispetto ai bordi del supporto per evitare compressioni prolungate sempre nello stesso punto; di fare pause ogni ora/ora e mezza facendo scendere il bambino e permettendogli di sgambettare; se si utilizza la fascia, può essere utile sia per il portato che per il portatore cambiare tipo di legatura quando si riparte.
Ricordiamoci che noi stessi, pur nella posizione più comoda possibile, sentiamo continuamente la necessità di fare dei piccoli cambiamenti di posizione per sentirci davvero a nostro agio ed evitare l’insorgenza di intorpidimenti o formicolii.
Aggiungo che un supporto ergonomico, sia non strutturato (fasce), che strutturato (marsupi) o semi-strutturato (come i meh-dai), deve sempre essere adatto all’età, alle dimensioni e al grado di sviluppo psico-fisico di ogni bambino nei diversi momenti della sua crescita. La scelta del supporto corretto è imprescindibile per evitare danni o discomfort sia del portato che del portatore.
Non apro il discorso sugli zaini da montagna, che pongono diverse criticità in termini di ergonomia."

Posso portare il neonato in montagna? Quali altitudini si possono raggiungere? Alcuni consigli per le vacanze in quota con i bambini.

04/08/2022

Dal blog di Emily Mignanelli -

"Se volete farvi ascoltare da un bambino dovete studiare fisica"

La pedagogia è la chiave di molte questioni educative ma non tutte, ad esempio il segreto di una delle più sofferte sfide genitoriali è stato nascosto da una qualche divinità burlona nella disciplina più lontana (e incomprensibile) da tutte quelle legate a temi educativi.
Ma neanche Newton l'aveva capito e questa la considererei un'attenuante per tutti coloro che hanno lanciato atomi in aria o si sono sentiti un po' ioni quando i propri figli non li ascoltavano.

Che poi non è che parliamo del professore delle superiori che non aveva capito, il mio lo chiamavano Saccocciò insomma da lui potevamo anche aspettarcelo, ma stiamo parlando di Isacco, il più grande scienziato di tutti i tempi che i figli non li aveva fatti e forse ecco spiegato perchè non ci si è impegnato un granchè in questa faccenda altrimenti uno con una testa di quel genere qualche dritta ce la dava sicuro.

Ma adesso ve lo dico, con una 4 fisso in fisica, in barba ad ogni profezia nefasta rispetto al mio destino scientifico, vi dico che i bambini non vi ascoltano perchè sono dei liquidi non newtoniani.

"Si definisce fluido non newtoniano (o anche fluido amorfo) un fluido la cui viscosità varia a seconda dello sforzo di taglio che viene applicato."
Si chiama non newtoniano perchè secondo le teorie di fluidonamica elaborate da Isacco, la viscosità di un liquido non può variare a seconda della forza applicata (certo, perchè non aveva avuto un duenne o qualsiasinumeroenne dentro casa, ve lo dico io, sennò vedevi come cambiava la fluidodinamica)

"Che vor dì sta roba?!", sento che lo avete sussurrato e allora ve lo spiego come lo avrebbe spiegato Saccocciò che era dell'entroterra marchigiano e avrebbe detto pressapoco così:
"Se metti drendo na ciotola un pocu de amido de maisse e d'acqua e giri veloge, te vjè fori un comboshto che se je dai un garzottu diventa duro, se invece c'entri drendo a modo te fa passà. Che ca**u ve ridete, fa davvero cujì?!"

Facciamo degli esempi per capire meglio.
Se voi riempiste una piscina di questo liquido e entraste dalla scaletta e nuotaste delicatamente, riuscireste a farvi lunghe vasche, lente ma continue.
Se invece decideste di lanciarvi dal trampolino per un tuffo eroico e atletico (sempre una pessima idea ad una certa età) allora state pur certi che vi schiantereste rovinosamente, poi il liquido vi farebbe lentamente sprofondare nelle sue viscere.
Chiaro no?

I bambini rispondono esattamente a questa legge.
Se pretendete da loro ascolto e vi lanciate contro la loro volontà e profonda capacità di autodeterminazione come Harry Potter contro il muro del binario 9 e 3/4, potrete raccogliere i vostri denti in un sol colpo di scopa.

Se anziché pretendere vi mettete in una posizione di comprensione, empatia e morbidezza i bambini vi apriranno le porte della loro ragionevolezza, negoziazione e ascolto.

Ma attenzione, con la fisica non si scherza, una legge scientifica vale sempre, non solo quando ne avete le forze o avete trovato parcheggio al primo colpo e siete freschi come delle rose.
Ergo, se volete verificare l'affidabilità di questa legge dovete metterla in campo sempre o il più possibile.
Indipendentemente da parcheggi, fila in tangenziale, pianeti ostili, karma che fa wrestling con voi.
Se poi non ce la fate adesso sapete con chi prendervela, lo troverete in attesa, comodamente steso presso l'Abbazia di Westminster a Londra.

Per la serie: A volte tornano e ci provano anche gusto.“Mamma, ma è come stare su una sedia che ha la forma tua e stiamo...
23/06/2022

Per la serie: A volte tornano e ci provano anche gusto.
“Mamma, ma è come stare su una sedia che ha la forma tua e stiamo vicini stretti!”
Quasi 5 anni, 16kg sicuri e belenka forever che supera il test perfettamente! p.s.: nessun quasi 5enne è stato maltrattato o costretto ad essere portato sulla schiena 😃 p.p.s.: ringraziamo .eshop per averci prestato il marsupio che ci ha permesso di goderci Ventotene e i suoi panorami

🥰 Facciamolo con i nostri bambini spesso!🥰
29/04/2022

🥰 Facciamolo con i nostri bambini spesso!🥰

Apprendimenti fondamentali

05/03/2022

☮️ Fate l’amore, non la guerra.🥰

Intimità e sessualità, ne parleranno tra poche ore la mitica e dolce ostetrica Karin di In Dolce Attesa - Ostetrica Karin De Lucia e la sua collega ostetrica Maria Chiara Terzulli.

Se siete interessate/i fate ancora in tempo per prenotarvi chiamando/scrivendo al numero in locandina.

☮️☮️☮️☮️🥰🥰🥰🥰

Rubo e condivido volentieri dalla pagina di In Dolce Attesa - Ostetrica Karin De Lucia.All’inizio ho dovuto fermarmi un ...
21/02/2022

Rubo e condivido volentieri dalla pagina di In Dolce Attesa - Ostetrica Karin De Lucia.

All’inizio ho dovuto fermarmi un po’ su ogni vignetta per capire cosa volesse dirmi ma poi ho capito non solo il senso della vignetta ma anche perché all’inizio non lo vedevo così su due piedi: la consuetudine mentale e quotidiana di vedere e sentire il ruolo di madre/donna proprio come descritto dalle vignette è tale per cui la sottile sfumatura ti sfugge!
E invece bisogna soffermarsi e osservare e rifletterci e tentare di rompere certe “catene mentali” perché quello che si è dentro poi si riflette all’esterno.

Grazie mitica e dolce In Dolce Attesa - Ostetrica Karin De Lucia!
12/01/2022

Grazie mitica e dolce In Dolce Attesa - Ostetrica Karin De Lucia!

DA DOVE VENGONO LE NOSTRE PAURE?

Ci siamo mai soffermate a riflettere sull'origine delle nostre paure?
O se è sempre negativo provare paura?

👉🏽La paura può essere anche vista come motrice per la sopravvivenza, attivatrice di risorse di cui neanche eravamo a conoscenza!

La paura per l'ignoto , per qualcosa che non si conosce o non si è mai fatto prima, attiva la nostra attenzione , amplifica i nostri sensi , fa largo alla nostra intuizione e al nostro apprendimento.

Ci sono paure in gravidanza previste dal processo fisiologico di adattamento e di preparazione al parto, momento in cui avverrà l'incontro con il/la bambino/a e con il diventare madre!

Cambiamenti interni ed invisibili che consistono nel fare spazio ad un'altra vita , in tutti i sensi!

Trovarci faccia a faccia con il senso di competenza o inadeguatezza può fare paura...

💪🏾Tutte queste sono paure funzionali perché portano ad una risposta evolutiva.

Attivano un processo che facilita l'accoglimento, il creare ed il plasmare le nuove Noi. Come anche a prenderci cura della prole ( meccanismo ossitocico chiamato: tend and be friend)

Insomma sono paure funzionali che ci proteggono ! 🦸🏻‍♀️

👈🏽 Speculari alle paure fisiologiche ci sono anche altri tipi di paure...
che però questa volta provengono dall'esterno, dall'ambiente circostante:
dalla famiglia, dalla società, dal contesto culturale , praticamente da tutto ciò che ci circonda e che possiamo definire come il nostro ecosistema.

Queste paure possono inibire, bloccare e minare al nostro senso di competenza, alla nostra fisiologia e salute in gravidanza!
Non sono per nulla evolutive ma involutive...

Possiamo così identificare 2 tipi di paure:

1. Paure Fisiologiche (interne, funzionali ed universali)

2. Paure Indotte (esterne e condizionabili dal contesto socio-culturale)

In mezzo ci siamo noi! 😅

Cosa possiamo fare?!

☝🏼Vorrei proporti un lavoro che puoi fare anche in autonomia...

Ti invito a scrivere su un foglio di getto , senza pensare , le paure che hai rispetto alla gravidanza ed il parto !

Una volta scritte prendi due colori e dividi le paure fisiologiche da quelle indotte (ovvero che non avresti se non ricevessi nessun condizionamento)

Una volta fatta questa suddivisione resta in ascolto delle sensazioni ed osserva il foglio di fronte a te...
Poni l'attenzione se le paure indotte sono numericamente di più rispetto alle fisiologiche...
Se le superano si può ipotizzare di lavorare sull'ambiente intorno a te in questo momento...

Potrebbe essere utile chiedersi :

👉🏽Il tipo di assistenza che ho scelto amplifica o riduce queste preoccupazioni o paure?

👉🏽Posso parlare liberamente delle mie paure e timori?

👉🏽Dove posso reperire racconti positivi su gravidanze e parti?

👉🏽Posso rivolgermi ad un professionista per essere accolta nelle mie preoccupazioni e fare un percorso insieme?

👉🏽Quali risorse ho interne ed esterne per accogliere, convivere con e superare queste paure?

Ovviamente Resto a disposizione se vorrai condividere le tue considerazioni o se sei in cerca di sostegno!

Concludo con due citazioni che possono essere la chiave per ogni tipo di paura...:

1. "Tutto ciò che vuoi è dall'altra parte della paura" Jack Canfield

2. "Prima di diagnosticarti depressione o bassa autostima, assicurati di non essere semplicemente circondat* da stronzi" William Gibson

Ostetrica Karin 🌺

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Frascati

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+393804344917

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