Hary Brothers

Hary Brothers Offriamo una gamma di prodotti, innovativi e tradizionali, per soddisfare le esigenze e le necessità legate alle tecnologie di stampa digitale.

La storia di Hary Brothers inizia negli anni ‘50, quando Attilio Hary, fondatore della Filatura di Trivero, crea all'interno di questa struttura, un nuovo reparto di tessitura, affidandolo al figlio Paolo . Nel 1956, accanto alla produzione di tessuti per abbigliamento di altissima a qualità, si affiancano altre produzioni di articoli per usi tecnici e specialistici, quali i tessuti per interni au

to, per il rivestimento dei tavoli da biliardo, e infine per le bandiere, principalmente nautiche. Se può sembrare strano l'impiego della lana per i tessuti tecnici e da bandiera, occorre ricordare che, negli anni '50 questa fibra era l’unica a presentare caratteristiche tali da resistere per un tempo ragionevole alle sollecitazioni meccaniche chimiche e fisiche, provocate dal vento, dall’atmosfera salina e dai raggi ultravioletti durante la navigazione, consentendo alle bandiere stesse di mantenere un aspetto gradevole ed una buona tenuta dei colori. Nel passar degli anni, con l’evoluzione del mercato tessile, l’azienda si orienta sempre più verso il settore del tessuto tecnico, abbandonando progressivamente l'area dell'abbigliamento e della moda. Vengono sperimentate ed introdotte nuove materie prime con caratteristiche tecniche più idonee per questa tipologia di utilizzo, oggi comunemente indicate con il termine generico di “poliestere nautico”. La lana è ormai riservata solo più agli articoli tradizionali di grande pregio. Anche nelle fasi varie della lavorazione, che all'inizio erano tutte svolte all'interno dell’azienda, ci si avvale di terzisti esterni estremamente specializzati. Alcuni dei nostri articoli più pregiati che sono ancor oggi lavorati dagli stessi specialisti che curano il finissaggio dei tessuti per abbigliamento prodotti dalle case più prestigiose. Sembra un paradosso, ma la bandiera che sventola sulla nave da crociera e l'abito fatto sfilare sulla passerella dallo stilista famoso, facilmente sono stati curati dagli stessi artigiani. Alla scomparsa, avvenuta nel 1998 di Attilio Hary, il fondatore dell’azienda, le varie attività vengono suddivise tra i figli ed i nipoti. Corrado ed Attilio, figli del primogenito Paolo, rilevano la divisione tessile fondando la Hary Brothers e dedicandosi appieno alla produzione di tessuti tecnici. Con la venuta dell'era digitale e l'affermarsi del metodo di stampa basato sulla tecnologia del getto di inchiostro, la Hary Brothers è tra le prime aziende a studiare e produrre degli articoli specifici per questo settore. Potendo avvalersi di questa lunga esperienza, di personale qualificato e di artigiani altamente specializzati, la ditta offre una gamma intera di prodotti, innovativi e tradizionali, in grado di soddisfare la clientela più esigente e le necessità legate all'utilizzo delle tecnologie più recenti. I prodotti destinati alle lavorazioni più delicate ed alle colorimetrie fuori standard, sono accuratamente verificate e collaudate con con le attrezzature del nostro laboratorio. Nei casi particolarmente complessi e delicati, la Hary Brothers si avvale della consulenza del Centro di Ricerche Laniere “Orestes Rivetti”, affiliato al CNR.

16/08/2026

Vederla correre è un incanto.
Perché la sua corsa non è soltanto velocità. È intelligenza. È la capacità di ascoltarsi, di capire quando accelerare e quando aspettare. Di cogliere il momento. Di sorprendere. E poi volare.
Quando accelera e lascia le altre alle sue spalle, sembra quasi che stia facendo la cosa più semplice del mondo. È pazzesca.
E invece, dietro quella leggerezza, ci sono fatica, lavoro, talento e una sapienza costruita negli anni.
Ieri sera Nadia Battocletti ha vinto l’oro agli Europei di Birmingham nei 10.000 metri, dopo quello conquistato nei 5.000. Una doppietta già riuscita a Roma nel 2024 e che oggi la consegna alla storia dell’atletica.
La sua storia comincia in Trentino, a Cavareno, in una famiglia dove la corsa è quasi una lingua. Suo padre Giuliano, mezzofondista e maratoneta, oggi è il suo allenatore. Sua madre, Jawhara Saddougui, marocchina, è stata un’atleta degli 800 metri.
A sette anni arriva la prima vittoria. Da allora sono cambiati i chilometri, le competizioni, le responsabilità. Ma la corsa continua a essere, prima di tutto, qualcosa che lei ama.
Ed è questo che colpisce, guardandola oggi.
Dietro l’atleta capace di vincere 5.000 e 10.000 metri c’è una ragazza che ha conservato un rapporto semplice con quello che fa.
Studia ingegneria e architettura e prova a tenere insieme sport, studio e vita personale. Una scelta che racconta una persona che non vuole essere definita da una sola cosa, nemmeno quando quella cosa è diventata straordinariamente importante.
Oggi Nadia Battocletti è una delle grandi protagoniste dell’atletica mondiale.
Ma la parte più bella della sua forza per noi sta qui: non aver perso quella bambina che correva senza sapere ancora dove l’avrebbe portata la corsa, che tagliava il traguardo e non riusciva a crederci. Quella che, prima ancora di diventare una campionessa, aveva semplicemente scoperto una cosa: correre è bellissimo.

16/08/2026

E' un tripudio Assoluto Agli Europei di Birmingham dove una incredibile, fantastica, sbalorditiva Sofia Fiorini stupisce non solo tutta Europa ma anche il Mondo. L'Azzurra a soli 21 anni sbaraglia le avversarie e conquista la Medaglia d'Oro nella Maratona da 42.195 Km. Ma non finisce qui, perché con il suo tempo di 3.15.11 la toscana si porta a casa anche il nuovo record del mondo. Un tripudio Azzurro. Siamo i migliori, una squadra fortissimi. Grande Sofia, CAMPIONESSA D'EUROPA!

16/08/2026

Era il 27 luglio. Gimbo Tamberi veniva eliminato dai Campionati Italiani agli Assoluti di Firenze. Da quel Momento le critiche, aspre, di chi sosteneva che il suo ciclo fosse finito. E invece Gianmarco ieri ha dato l'ennesima lezione di vita. Di chi anche nei Momenti difficili sa lavorare, chiudersi nel suo mondo e, conscio della sua forza, arrivare all'evento dell'anno dimostrando che può ancora scrivere pagine indelebili della sua leggenda. E l'appuntamento, ricordiamolo, è datato Los Angeles 2028. Nel frattempo Gimbo continua a mostrarci il perché è uno degli sportivi italiani più vincenti di sempre.

16/08/2026

Le dedicammo un post due anni fa.
Era già una splendida promessa.
12 agosto 2026, Europei di Parigi.
Semifinale dei 50 metri dorso. Sara Curtis entra in acqua e decide di spingere come fosse l’ultima gara della sua vita.
Il cronometro si ferma a 26”63.
A 19 anni diventa la nuova primatista mondiale dei 50 dorso.
Sara Curtis è nata a Savigliano nel 2006 da madre nigeriana (Helen, ex atleta) e padre piemontese, (Vincenzo, ex ciclista).
Si definisce “una tipa solitaria”. Che ama il silenzio delle bracciate in piscina.
Racconta che l’hanno buttata in acqua a due anni, e che a sei faceva agonismo: “è stato amore a prima vista”.
Il 2025 è stato l’anno della svolta.
Agli Assoluti di Riccione Sara, nei 100 stile libero nuota in 53”01, battendo il record italiano di Federica Pellegrini, che resisteva dal 2016. Il giorno dopo migliora anche il record italiano dei 50 stile libero.
Sara è ancora giovanissima. Ha già battuto record italiani, europei e ora anche un record mondiale.
Perché ne parliamo?
Labodif si occupa di Differenza in tutte le sue forme.
Dunque noi vogliamo sottolineare un aspetto: Sara Curtis è una campionessa ed è nera.
La differenza sembra piccola, ma è enorme.
Perché finora il nuoto italiano è stato solo bianco. E la sua presenza cambia l’immaginario dunque la realtà.
La rappresentazione conta.
Da oggi, quando una bambina italiana mulatta o nera entrerà in piscina, lo farà con passo più sicuro per lei. Perché c’è stata Sara che le ha aperto la strada.

un 18mt35 , nullo per 3 cm
16/08/2026

un 18mt35 , nullo per 3 cm

LA FAVOLA D’ORO DI ANDY DIAZ: DALLA STRADA FINO AL TETTO D’EUROPA
Qualche settimana addietro durante l’intervista con Mattia Furlani, quest’ultimo mi disse: “quando vincerà l’oro, raccontate la storia di Andy perché è importante”. Quella richiesta stasera trova il riscontro richiesto perché oltre il titolo europeo, il primo outdoor con la maglia azzurra, c’è la favola di questo ragazzone.

Nel 2021, al rientro da Tokyo, Andy è stanco delle privazioni cubane e decide di prendersi tutti i rischi, fuggendo dall’aeroporto di Madrid destinazione Italia. Terra promessa? Non si direbbe, almeno dal principio, perché Diaz si ritrova clandestino, dorme per strada e attende tutti i giorni davanti alla questura che la sua situazione si sblocchi.

La svolta è un messaggio Instagram, destinatario quel Fabrizio Donato bronzo olimpico a Londra ‘12 e oggi suo tecnico. Una preghiera, forse l’ultima possibilità di uscire da quella condizione che di umano ha poco o nulla. Perché la vita all’addiaccio non era ciò che sognava Andy che ne aveva già passate troppe.

Dall’altra parte, però, arriva la risposta di Fabrizio che non è solo stato un grande atleta, ma ha evidentemente tante altre qualità. Gli apre le porte di casa sua, si prende il rischio di dare un tetto a quel ragazzone cubano che è, per il nostro paese, un clandestino in tutto e per tutto, un ospite sgradito.

Ecco, così comincia la seconda vita di Diaz. Una mano tesa nel momento del bisogno, persone che decidono di credere in lui e vogliono aiutarlo. E qua comincia un’altra storia, la favola. Andy ottiene lo status di rifugiato e nel 2023 può finalmente indossare la maglia azzurra per rappresentarla nel salto triplo in cui ha decisamente più di qualcosa da dire ha.

A Parigi ‘24 si presenta da italiano e vuole ringraziare a suo modo chi ha creduto in lui. Lo fa conquistando il bronzo olimpico, ma è solo l’inizio. Nel 2025 trionfa sia agli europei che ai mondiali indoor, medaglie che per Andy sono un riscatto, il ritorno alla vita che sognava e che si è conquistato con tanta fatica.

Fino a stasera, fino all’oro europeo con un salto a 18.15 metri che ha abbattuto qualsiasi velleità da parte degli avversari di poterlo ba***re. Tanto che lo stesso Pichardo, poi secondo, ha deciso di rinunciare agli ultimi due salti ritenendo impossibile arrivare ad insidiare la misura dell’italiano.

Italiano si, perché Andy si è sempre sentito tale da quella sua scelta e non servono carte a dimostrarlo. Lo è diventato quando Fabrizio Donato gli ha aperto le porte di casa sua, lo ha accolto come un figlio pur non avendo alcun legame di sangue con lui. E tutto questo semplicemente perché era un suo dovere aiutarlo, offrirgli una possibilità.

Il premio di Andy? Ascoltare l’inno italiano, lì sul gradino più alto del podio con addosso la maglia azzurra, quella che racchiude tutta la sua essenza ed esistenza. Stasera la favola d’oro di Diaz ha scritto un’altra pagina della vita, quella di un uomo che sognava l’Italia e l’ha vinta.

Perché più di ogni medaglia, ciò che incarna Andy Diaz sono la perseveranza e la resilienza che l’hanno portato fino a Birmingham e che sicuramente lo porteranno anche oltre. Ma, ora, giriamo pagina perché il libro ne ha ancora tante altre da scrivere con una medaglia d’oro in più e tanti altri sogni da realizzare.
Ph. AGI

16/08/2026

Una gara assurda. Nella durissima gara dei 10000 metri un mai domo Yeman Crippa soffre e si stacca quando vede l'incredibile svedese Almgren prendere il largo insieme allo svizzero Lubalu. A quel punto la medaglia diventa una sfida di gambe e nervi con il francese Gressier che succhia la ruota dell'Azzurro. Mentre Almgren compie qualcosa di unico e vince l'oro con il record europeo, il furbastro francese scappa all'improvviso, compie uno scatto da 400entista e beffa un generoso, forse ingenuo Crippa che vede sfumare così la medaglia. Che peccato.

la vista più bella sul monte Bianco
23/06/2026

la vista più bella sul monte Bianco

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18/12/2025

lo stato che ti sommerge di Cartelle pazze , e poi obbliga l'agenzia entrate a bloccarti il conto per pagarle !

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