18/01/2023
Non c'è un solo messaggio fra quelli che mi state scrivendo a centinaia, molti anche in forma privata, che non abbia letto e infinitamente apprezzato.
Parecchi aggiungono alla vicinanza emotiva, l'invito a non ritirarmi dalla campagna elettorale. Campagna che nei fatti non sto più conducendo da giorni per ovvie ragioni di priorità.
In realtà come ho già detto nel video che ho postato l'altro ieri, se possibile anche in riferimento a quanto ho denunciato, trovo ancora più forza e ragioni per provare a dire la mia.
Non mi esce dalla testa il fatto che se non avessi dato di matto" chiedendo di entrare in PS dopo quasi 30 ore senza informazioni, mio padre sarebbe spirato nel disinteresse generale, in mezzo ad altre sessanta brandine poste in fila indiana.
Gli ho solo allungato la vita di pochissimi giorni? Può essere, anzi è molto probabile. Ma adesso qualsiasi cosa succeda, ha riconquistato i gradi di una fine dignitosa.
Perché non c'è essere al mondo anche vecchio e acciaccato come papà, che non meriti il rispetto e la cura fino alla fine.
Fino alla fine.
Tra i tantissimi commenti che ho letto sotto il mio video, uno mi ha colpito più di tutti.
Una signora mi ha scritto "io ormai ho paura degli ospedali".
Una frase che a pensarci bene è nel suo apparente controsenso, drammatica e per molte situazioni lette, ascoltate, vissute, sottoscrivibile.
Ma è mai possibile che siamo arrivati fino a qui? Ad avere paura dei posti dove teoricamente ci dovremmo affidare a occhi chiusi?
Il discorso meriterebbe un post lungo un chilometro. Lo meriterebbe tutto il tema sanità che nella Regione più ricca d'Italia non è da migliorare ma letteralmente da rivoluzionare.
A partire dalla quantità di pazienti in carico a ogni medico di base, alla mancanza di strutture pubbliche che facciano da filtro, (sì tipo le case di comunità, quelle che la destra dopo 28 anni che governa sta inaugurando alla svelta per fare bella figura prima delle elezioni) ed evitare che i pronti soccorso siano presi d'assalto, e che le persone siano abbandonate a se stesse come è successo a mio padre.
No, io non mi ritiro e pazienza se potrò presenziare alla metà degli eventi che avevo messo in cantiere. Resto candidato per contribuire a cambiarla questa Lombardia dove non voglio pensare che l'unica determinante per salvarti la pelle è avere fortuna o un botto di soldi in tasca.