13/02/2023
Eccomi in arrivo con uno dei miei soliti .
Il corso di accompagnamento alla nascita a cui ho partecipato oggi in presenza mi ha suscitato non poche emozioni.
Al di là de fatto che, dopo quasi tre anni, non mi sentivo nemmeno più capace di parlare di pannolini lavabili a così tante famiglie che l’ostetrica mi ricordava i punti da trattare, è stato davvero bello incontrarsi di persona.
Mi sono portata dentro per tutto il resto del pomeriggio una sensazione strana.
Un misto di malinconia, di accettazione della realtà e di gratitudine (che se accostati sembrano un po’ fare a pugni), perché ho colto con meraviglia quel fremito, quel senso di attesa di qualcosa di ignoto, quel desiderio di incontrarsi, di scoprirsi, di amarsi di chi attende il primo figlio.
E ci ho rimuginato su per tutto il pomeriggio ripensando a quanto sia stata diversa, seppur allo stesso modo speciale, l’attesa di Enea rispetto a quella di Tommaso.
Non serve nemmeno specificare (ma lo facciamo) che qualsiasi esperienza, per quanto poco, sarà diversa dalla precedente e dalla successiva; e che ognuna avrà qualcosa di unico ed irripetibile.
Ma c’è qualcosa nello sguardo di chi si appresta a diventare genitore per la prima volta che spiazza qualsiasi persona: ha a che fare con qualcosa di magico, ma allo stesso tempo con qualcosa di così profondo,concreto,viscerale,reale, da risultare incomprensibile.
Quindi, non mi è rimasto che contemplare. Il mistero della vita che si apre alla vita.
Perché diciamolo pure: sono andata per parlare di pannolini, ma sono tornata a casa con gli occhi pieni di bellezza! 🌷