18/09/2024
Caspita
Capitano nel mio lavoro delle situazioni difficili da gestire. Situazioni in cui non conta la tua esperienza decennale, il tuo occhio clinico e nemmeno le tue mani allenati. Probabilmente in alcuni momenti quando i pianeti sono allineati, l'universo decide di metterti alla prova e tu non puoi fare niente.
Succede che dopo ore, giorni, settimane che lavori a un capo molto elaborato, destinato ad un'occasione molto speciale, finalmente lo vedi pronto. Lo metti sul manichino e ti congratuli con te stessa per aver realizzato un'opera d'arte, ma per ottenere la perfezione decidi di darle un ultimo colpo di ferro prima di impacchettare. Ed è proprio in quel ultima svaporata che i pianeti si allineano e sul fianco destro appare una macchia grande come la capocchia di uno spillo.
Premurosa e pignola come sei, non ti passa nemmeno per la testa di lasciarla li, decidi di smacchiare e in pochi secondi la macchia si estende. Su alcuni tessuti anche una goccia d'acqua lascia l'alone e tu capisci che nemmeno Santa Catarina D'Alessandria, protettrice delle apprendiste sarte, potrebbe aiutarti a salvare quel abito da cerimonia che pochi minuti fa era un'opera d'arte.
Il primo pensiero che invade la tua mente è il suicidio, poi per scaricare la tensione ricorri a una sfilza di espressioni che farebbe vergognare un camionista. Infine provi a calmarti. Fai 10 flessioni, 20 piegamenti e una dozzina di torsioni, respiri profondamente e tenti di cercare una soluzione a freddo, perché se i 15 anni di questo lavoro ti hanno insegnato qualcosa è che una soluzione si trova sempre, anche la più grande tragedia ha un lato positivo, nella sfortuna c'è sempre anche la fortuna, basta cercarla. Infatti sei fortunata ad avere un avanzo di stoffa.
Su, dai, basta disperare e maledire l'universo , disfa quel abito e sostituisci il pezzo macchiato. Cosa vuoi che sia.