20/11/2014
Il settore tessile è senza dubbio uno dei più colpiti dal commercio illegale.
Ogni anno migliaia di tonnellate di prodotti contraffatti entrano in Italia e vengono commercializzati per lo più da commercianti ambulanti, creando danni economici e di immagine gravissimi alle aziende detentrici dei marchi. Si calcola che oltre il 30% dei capi d’abbigliamento importati annualmente in Italia siano di provenienza cinese. I prodotti sono spesso trattati con sostanze chimiche non idonee al contatto con la cute umana, e possono dare origine a fenomeni allergici o di intossicazione. Un esempio sono le ammine aromatiche, sostanze liberate dai coloranti durante le fasi produttive ed il successivo utilizzo dei capi d’abbigliamento. Queste ammine, assorbite a livello cutaneo, sono ad effetto cancerogeno soprattutto nei confronti della vescica. Secondo la CNA Federmoda, nel 2005 oltre la metà dei prodotti presenti sulle bancarelle era contaminato da questa sostanza, che risulta essere particolarmente abbondante nei capi di colore nero. Anche qui la motivazione sta nei costi di produzione: l’utilizzo di coloranti a basso costo consente risparmi troppo appetibili per non essere rincorsi. I coloranti azoici, responsabili della presenza delle ammine aromatiche, vengono purtroppo utilizzati per la fabbricazione di un gran numero di prodotti contenenti lana, cotone e cuoio. Per via dei loro effetti disastrosi sulla salute, sono vietati in Europa: ma evidentemente è impossibile bloccare i flussi di capi “contaminati”.
SEGUI LA QUALITA' ITALIANA!
Nuovi tessuti - Richiedi informazioni alla nostra email [email protected]
http://www.spaziojersey.it