26/08/2026
Le emozioni non funzionano come una bilancia.
La bellezza della mente umana è che può contenere, nello stesso istante, un’immensa felicità e una profonda tristezza, senza che l’una pesi più dell’altra.
Noi knitter lo sappiamo particolarmente bene.
C’è la felicità esplosiva di un gomitolo nuovo:
non è ancora niente, eppure nella nostra testa è già tutto.
Un colore, una consistenza, un progetto immaginato.
La promessa di qualcosa che ancora non esiste.
E poi c’è il momento in cui quel progetto finisce.
Lo guardi ed è bellissimo.
Sei orgogliosa.
Non vedi l’ora di indossarlo.
Eppure…
ti manca già.
Quel piccolo vuoto che arriva quando non hai più nessun punto da fare .
Quando qualcosa che ti ha accompagnato per giorni o settimane improvvisamente è compiuto.
Una knitter sa che si può essere felicissime e un po’ tristi davanti allo stesso maglione.
Poi ci sono loro.
Quelli che ci guardano e dicono:
«Questo maglione è bellissimo, lo voglio! Come puoi essere minimamente triste? È meraviglioso mettilo e goditelo!»
😂
Ed eccoci lì.
Da una parte il vortice emotivo di chi fa.
Dall’altra la meravigliosa razionalità di chi compra qualcosa già fatto.
Ma non di dobbiamo schierarci da nessun lato della bilancia.
Perché ci compensiamo!
Di chi vede un gomitolo e pensa:
«Chissà cosa potrebbe diventare.»
E di chi vede un maglione e pensa:
«È meraviglioso e perfetto qui ed ora!.»
Chi crea ci ricorda il valore del tempo, dell’attesa e dell’imperfezione.
Chi sceglie qualcosa già fatto ci ricorda che bisogna godere di ogni attimo con gioia perché tutto è effimero e fugace.
Non è un contrasto.
È un equilibrio.
Una piccola, meravigliosa sinergia tra chi ama fare e chi ama ciò che viene fatto.
E adesso ditemelo:
siete del team «datemi un gomitolo e lasciatemi crogiolare in una meravigliosa malinconia
oppure del team «bellissimo, godiamocelo subito senza ma e senza se»?
Taggate quella persona che continua a guardarvi lavorare a maglia chiedendosi perché siate così romanticamente complicate!