Tak.Ori

Tak.Ori Find out all our collections on the web site: www.tak-ori.com

Follow us on instagram: https://www.i The main Showroom is in Milan, Italy.

Tak.Ori is a made in Italy brand which was founded in 2013 by the designer Lana Takori. Lana Takori is the creative mind behind the exclusive knitwear brand, Tak.Ori. Following 15 years working in the luxury fashion industry it was a natural progression for Lana Takori to start her own line and with a penchant for collecting hats and scarves everywhere she went these pieces became the starting poi

nt for her fashion label. Made in Italy and often handmade, Lana Takori has set her sights on revolutionising the fashion knitwear scene. By creating pieces which lend themselves well to any style of clothing, using beautifully crafted cashmere, extra virgin wool and mohair, her mission is bearing fruit as her unique and eye-catching designs with their ageless style and appeal are must haves for A-List Movie stars and Fashion "It" Girls alike Lana Takori's collections have generated great press recognition and gained her some of the most prestigious stockists in the world including SHOPBOB and INTERMIX in NYC, EXCELSIOR in Milan, TSUM in Moscow, and online luxury portal LUISAVIAROMA . In 2014 the label was nominated as one of 9 finalists in the womenswear category of Vogue Italy's "Who Is On Next? Award"

On the back of her international success, Lana Takori has branched out and designs a total-look collection each season. The love toward ethnic costume is ever present in the use of bright colours and eclectic prints, all underpinned by a classic Italian elegance. Tak.Ori appeals to the modern, fashion-forward woman who does not want to sacrifice comfort for style. As the designer herself says "The type of hat a woman chooses to wear is often the reflection of her personality.”

Avanguardia ucraina è un termine ampiamente utilizzato per riferirsi alle metamorfosi più innovative nell’arte ucraina d...
09/05/2024

Avanguardia ucraina è un termine ampiamente utilizzato per riferirsi alle metamorfosi più innovative nell’arte ucraina dalla fine degli anni ‘90 dell’Ottocento alla metà degli anni ‘30 insieme agli artisti associati. In generale, è arte ucraina sincronizzata con le avanguardieinternazionali in scultura, pittura, letteratura, cinema, teatro, scenografia, grafica, musica, architettura. Alcuni noti artisti d’avanguardia ucraini includono: Kazimir Malevič, Oleksandr Archypenko, Vladimir Tatlin, Sonia Delaunay, Vasyl’ Jermylov, Oleksandr Bohomazov, Aleksandra Ekster, Davyd Burljuk, Vadym Meller e Anatol Petrytsky. Tutti erano strettamente collegati alle città ucraine di Kyiv, Charkiv, Leopoli e Odessa per nascita, istruzione, lingua, tradizioni nazionali o identità.
Geneticamente, l’avanguardia è collegata all’arte della Secessione e al post-impressionismo, che si sono allontanati notevolmente dal naturalismo per avventurarsi nel regno dell’immaginazione e dell’espressione. L’uomo delle caverne, l’antico egiziano, il gotico medievale, l’indiano, il bizantino e il nativo americano del nord-ovest, insieme a molti altri, nel corso dei secoli hanno trasformato la natura in forme simboliche, spesso nascondendo completamente l’aspetto naturalistico dell’oggetto.
L’Ucraina è stata una delle fonti originali dell’avanguardismo pan-russo, diventando anche il suo ultimo rifugio. A Kharkiv, i resti dell’esercito futurista sovietico si sono riuniti attorno al poeta ucraino Semenko. La sua rivista “Nova Generatsia” (1927-1930) è stata l’ultimo baluardo dell’avanguardia sovietica. Vi collaborarono Aseev e Majakovskij, Brik e Tretiakov, Shklovsky e Matyushin, Eisenstein e Vertov, Tatlin e Malevich, futuristi georgiani e numerosi artisti europei.

Come l’Impero Russo ha anticipato il nazionalismo e il fascismo prima di Mussolini e Hi**er.L’Impero Russo ebbe origine ...
29/04/2024

Come l’Impero Russo ha anticipato il nazionalismo e il fascismo prima di Mussolini e Hi**er.

L’Impero Russo ebbe origine quando il Granducato di Mosca (la sua denominazione iniziale) iniziò a colonizzare i popoli vicini e puoi altri piè al Est (oltre 120 gruppi etnici, le cui terre si estendevano dal Caucaso e dalla Crimea, attraversando gli Urali e l’Altai, fino alla Siberia, la Baschiria, l’Udmurtia e le ex terre cinesi fino all’Oceano Pacifico). Conquistando questi territori, il regime moscovita impose la sua autorità, sopprimendo le identità e le culture locali e promuovendo il mito del “grande popolo russo migliore che univa gli altri”. Questa ideologia, sviluppata al Cremlino sin dai tempi di Ivan il Terribile, mirava a cancellare le distinzioni etniche e nazionali, preparando il terreno per una forma di nazionalismo e autoritarismo che avrebbe anticipato il fascismo del XX secolo.
Per conoscere di più : media

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Molte persone affermano che la cultura è al di fuori della politica. Ma non è così. È attraverso la cultura che formiamo...
24/04/2024

Molte persone affermano che la cultura è al di fuori della politica. Ma non è così. È attraverso la cultura che formiamo la percezione di un paese, della sua mentalità, dei suoi valori e del suo posto nel mondo civilizzato.

Il Cremlino, per secoli, ha usato e finanziato la propaganda attraverso la cultura per creare nel mondo un’immagine positiva del proprio paese. Ha cercato di far credere al mondo che l’Impero Russo, l’Unione Sovietica e ora la Federazione Russa condividessero gli stessi valori del mondo democratico e civilizzato. Tuttavia, quel disegno che hanno creato era solo una maschera che celava la vera essenza. Sotto questa illusione c’era una gigantesca macchina sanguinosa che è penetrata nelle istituzioni culturali di tutto il mondo e ha acquisito un’influenza significativa. I soldati del “fronte culturale” del Cremlino eseguono diligentemente gli ordini del loro “padrone”, ricevendo per questo una generosa ricompensa.
Il più importante festival di opera al mondo, ad esempio, ha un generoso sponsor da quasi 20 anni: Gazprom - azzienda che anche oggi è il braccio destro del regime di Cremlino. Secondo vuoi è davvero fuori politica?

Della religione e dello sport nei prossimi post.
Per sapere di più:



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Pushkin, Dostoevskij, Lermontov e l’enfasi sulla «grande cultura russa» - questa è l’arma standard dell’impero russo, ch...
14/04/2024

Pushkin, Dostoevskij, Lermontov e l’enfasi sulla «grande cultura russa» - questa è l’arma standard dell’impero russo, che ancora oggi penetra nelle vostre librerie.

Nel contesto dell’attuale guerra della Russia contro l’Ucraina, persino coloro che si schierano dalla parte della democrazia, della verità, della giustizia, cioè dell’Ucraina, si chiedono: «Ma cosa ha in comune Pushkin con Putin?»

Avete mai pensato perché prima non sapevamo nulla dell’Ucraina, della sua cultura e dei suoi scrittori. La risposta è nascosta nei lavori di Pushkin.

La letteratura russa forma un’ideologia in cui l’omicidio di milioni di persone può essere giustificato.

Come funziona?

Tutta la letteratura russa che è entrata nel mercato internazionale e ha raggiunto le librerie fin dalla sua nascita dal inizio del XIX secolo è permeata da narrazioni imperiali e doveva essere prima approvata dai sovrani zaristi. Sia l’ex Impero russo che l’attuale Federazione russa investono enormi risorse nei traduttori, nei dipartimenti di russistica e nella politica culturale. Solo le opere che si accordavano con l’ideologia imperiale venivano stampate in grandi tirature, le altre non le vedrete mai.

La letteratura russa si basa sull’idea che esista un «mondo occidentale» e una «Russia». Tutti gli altri paesi e culture «tra» di loro, come la Polonia, la Lituania, la Lettonia, la Finlandia, l’Estonia e l’Ucraina, sono raffigurati come artificiali, incompleti e giustamente distrutti.

Pushkin glorifica l’annientamenti dei polacchi, il genocidio dei popoli caucasici e degli ucraini. Tuttavia, in Europa Pushkin è chiamato “il cantore della libertà”. Come potete vedere, è la voce dell’imperialismo russo nel mondo, che continua a farsi sentire ancora oggi. Il suo è il suono utilizzato anche oggi dal governo russo per giustificare le proprie azioni in Cecenia, in Georgia, in Moldova e per l’annientamento degli ucraini.
Per saperne di più: .gov.ua

L’Ucraina è sempre stata una terra multietnica. Come  la Lombardia fu influenzata dalle conquiste di vari imperi. La for...
11/04/2024

L’Ucraina è sempre stata una terra multietnica. Come la Lombardia fu influenzata dalle conquiste di vari imperi. La fortezza di Akkerman (provincia di Odessa) costruita sulle rovine dell’antica città greca di Tyras, vide il susseguirsi di diverse dominazioni, dai Goti agli Unni, dai Greci ai Daci, fino alla Rus’ di Kyiv (non confondere con la Russia moderna con capitale a Mosca nata nel 1723 con il decreto di Pietro il Grande che si appropriava del nome del impero di Kyiv) nel X secolo. Fondata presumibilmente dai Genovesi nel XIII secolo, la fortezza si trovava all’interno dell’Orda d’Oro, ma era sotto il controllo genovese. Verso la fine del XIV secolo, il Granducato di Lituania rimpiazzò Genova come dominatore della regione.

Nel XV secolo, la città passò sotto il dominio del Principato di Moldavia. Diventò un vero e proprio centro urbano, con una popolazione di circa 20.000 abitanti, tra cui moldavi, greci, genovesi, armeni, ebrei e tatari. Questo segnò l’inizio del periodo di massimo splendore della città.

Dopo un assedio di 9 giorni da parte degli Ottomani nel 1485, la fortezza cadde. Per 328 anni, qui regnò il dominio ottomano. L’Impero Ottomano fece di Akkerman uno dei suoi principali avamposti nel nord. La città divenne oggetto di continui attacchi da parte dei cosacchi zaporoziani.

Il periodo ottomano a Bilhorod terminò definitamente nel 1812. Secondo il Trattato di Bucarest, il sud della Bessarabia con Akkerman passò all’Impero Russo.

Nel 1918, Bilhorod fu occupato dai rumeni. Rimase sotto il controllo del Regno di Romania fino al 1940. In quel periodo, entrò brevemente a far parte dell’URSS, ma dal 1941 al 1944 la città tornò nuovamente sotto il dominio del Regno di Romania. Nel 1944, le truppe sovietiche occuparono Bilhorod. La città fu rinominata Bilhorod-Dnistrovskyi e la fortezza fu trasformata in un museo-monumento.Oggi, la fortezza di Akkerman è uno dei luoghi turistici più popolari del sud dell’Ucraina.

Per sapere di più sulla storia e le bellezze ucraini visitate:



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Inspiration  from post  🟧Ewa Thompson è una studiosa di letteratura polacco-americana e professore di ricerca di studi s...
07/04/2024

Inspiration from post 🟧Ewa Thompson è una studiosa di letteratura polacco-americana e professore di ricerca di studi slavi presso l’Università di Rice a Houston.
È stata redattrice capo della rivista The Sarmatian Review, pubblicata dal 1981 al 2017. Ha scritto diversi libri sulla letteratura russa, tra cui “Conoscenza imperiale: letteratura russa e colonialismo”.
In questo libro, l’autrice rivela come gli scrittori russi abbiano contribuito a conquistare altre nazioni e a creare un impero legittimandolo attraverso le loro opere.
Per secoli, hanno lodato l’esercito imperiale in ogni modo possibile, senza mai scrivere una parola sulle sue azioni malvagie.

Chi entrasse al Belvedere diVienna, trionfo di marmo e legno, non potrebbe immaginare che nelle ampie sale di questo mus...
23/03/2024

Chi entrasse al Belvedere diVienna, trionfo di marmo e legno, non potrebbe immaginare che nelle ampie sale di questo museo si sta giocando un pezzo della guerra in Ucraina, e contro un peculiare genere di colonialismo, quello che infesta la cultura, brandendo come armi quadri, sculture e attribuzioni diopere.
Dentro troverebbe infatti una mostra dal titolo perfetto,
«In the Eve of the Storm»- Modernism In Ukraine - non solo gronda clamorosa bellezza: è anche un atto politico di straordinaria accuratezza scientifica e morale.
Ogni artista, e ogni scrittore ucraino, infatti, vive da sempre come un moscerino nell’occhio nella tempesta della Storia e della Geografia: è stato via via blandito e poi bandito dalle forze imperiali che nel tempo si sono spartite la terra che oggi consideriamo
Ucraina.
Gli artisti in mostra oltre ad aver contribuito in modo decisivo allo sviluppo dei linguaggi fondanti della modernità, condividono un destino dram-
matico. Sono stati via via considerati austro-ungarici, sovie-
tici, russi e talvolta, e quasi mai, o quasi per sbaglio, ucraini. Se il tempo storico produce tornadi in misura ciclica, il clima sopra l’Ucraina dev’essere impazzito ben prima dei correnti cambiamenti globali. Ancora oggi su Wikipedia non è abbastanza chiara la componente ucraina dei due più noti fra i nomi riuniti al Belvedere:
pittore Kazimir Malevich, geniale inventore dell’astrazione e del suprematismo, viene considerato “russo”così come il rivoluzionario cineasta Dziga Vertov, l’autore nel 1929 de L’uomo con la macchina da presa e della Sinfonia del Donbass primo film sonoro del 1930, girati in Ucraina. Tutti e due sono per origini o biografia legati a doppio nodo al cosmo ucraino, ma entrambi sono stati usati dalla macchina culturale prima sovietica e poi russa.
La mostra non esisterebbe senza la volontà e l’attivismo
inesausto di Francesca Thyssen-Bornemisza, che da due anni si batte per mettere al riparo l’arte Ucraina, raccontarla e promuoverla in ogni modo…
Articolo nel giornale Arte . Sabbato 23 marzo 2024

Dall’alto della sua casa, affacciata sul Teatro dell’opera, Oksana .stomina ammirava Mariupol. Ne decantava la bellezza ...
19/03/2024

Dall’alto della sua casa, affacciata sul Teatro dell’opera, Oksana .stomina ammirava Mariupol. Ne decantava la bellezza nelle sue poesie e cercava i luoghi storici da valorizzare. Come molti altri abitanti della città, usava il russo per esprimersi, visto che l’ucraino non era nemmeno studiato nella scuola da lei frequentata.

Tutto è cambiato con l’arrivo del 2014, quando la città è stata presa di mira dai primi bombardamenti russi. Oksana non ha voluto migrare verso le zone più sicure: si sentiva come una guardiana della città, costretta a restare per aiutare gli altri. Come volontaria, Oksana era testimone oculare delle conseguenze della guerra grazie ai suoi contatti con gli abitanti della zona di combattimento e ai profughi. Queste testimonianze orali sono confluite nel libro de lei editato “Sul vivo. Diari attorno alla guerra.” e poi nel volume di prosa “Gli atomi del destino”.

Scrivere d’amore: quello per la propria famiglia e per la propria città. Questa era la missione di Oksana Stomina, nata in Ucraina, a Mariupol, in una famiglia russofona che abitava lì da generazioni. Ha ereditato dai genitori l’amore per la scrittura: suo padre scriveva prosa e la madre invece, si dedicava alle poesie d’infanzia.

Oksana Stomina nata a Mariupol e attualmente costretta a vivere all’estero, è poeta, scrittrice e attivista per i diritti umani. È inoltre organizzatrice di molti progetti sociali, letterari, legali e di beneficenza, vincitrice del premio letterario Yuri Kaplan e del premio letterario Slavic Traditions. Fondatrice dell’organizzazione pubblica Yuri Kaplan. Autrice di diverse raccolte sulla guerra in Ucraina.

Il suo lavoro di testimonianza e registrazione degli orrori della guerra, all’interno del progetto “Documentare l’Ucraina” è sostenuto dall’Istituto di Scienze Umane austriaco (IWM).

Il 22.03.24 a circolo Filologico Milanese , via Clerici,10.
Entrata libera.

Al museo del teatro La Scala c’è busto del unica donna ed è di Solomija Krušel’nyc’ka  una cantante lirica ucraina (1872...
09/03/2024

Al museo del teatro La Scala c’è busto del unica donna ed è di Solomija Krušel’nyc’ka una cantante lirica ucraina (1872-1952) .
È considerata una delle massime cantanti liriche del XX secolo. Tra i molti premi e riconoscimenti, in particolare, il titolo di “Primadonna wagneriana” del XX secolo. Cantare con lei era considerato un onore per Enrico Caruso, Tita Ruffo, Fedor Chaliapin. Il compositore italiano Giacomo Puccini regalò alla cantante il suo ritratto con la scritta «Alla più grande e deliziosa Butterfly – Giacomo Puccini. Torre ‘904».

Dovunque Salomea Krucenjnski faceva scrosciare applausi, dovunque convinceva pubblico e critica. Ma al trionfo vi giunse con “Madama Butterlfy” nel 1904. Il capolavoro pucciniano non era piaciuto alla prima della Scala. Venne giù l’intero loggione: fischi, grida, invettive. Ma Puccini non si di prime e pochi mesi la ripropone nel teatro di Brescia.

Per Cio-cio-san gli consigliarono Salomea Krucenjnski ma il “sor” Giacomo parve dubbioso: la rutena era sì bella e fascinosa ma era troppo alta e una giapponesina gli sembrava dovesse mantenersi sotto il metro e sessanta. Alla fine però si fece convincere e la storia gli decretò la rivincita.

Il pubblico interruppe l’opera con ovazioni ogni più sospinto, ogni romanza, ogni tocco d’orchestra e il maestro venne chiamato dieci volte sul proscenio. Così non poteva non sorgere un legame, più che un’empatia, tra Puccini e Salomea, che aveva tutto per piacere, forme, lunghi capelli castano scuri, occhioni da maga, maniere eleganti e fini.

In quell’estate nel 1904 Solomia prese casa a Viareggio dove vive per 40 anni.
La chiamarono a cantare a New York, a Londra, a Buenos Aires…

Resta tuttavia il mito e resta il culto di questa soprano eccelsa.

Per sapere più su Ucraina: ua .official

Come appariranno i primi aerei nel cielo pacifico dell’Ucraina agli occhi dell’intelligenza artificiale.
03/03/2024

Come appariranno i primi aerei nel cielo pacifico dell’Ucraina agli occhi dell’intelligenza artificiale.

La nuova copertina del  Dieci anni di conflitto e due di guerra su larga scala in Ucraina non hanno spezzato lo spirito ...
01/03/2024

La nuova copertina del
Dieci anni di conflitto e due di guerra su larga scala in Ucraina non hanno spezzato lo spirito degli ucraini, ma hanno solo accresciuto la loro volontà di vivere! Oggi i veri eroi in Ucraina sono i militari, i soldati nelle trincee, molti dei quali hanno sacrificato la propria vita per difendere la patria e permetterci di andare avanti, vivere e creare. Si sono immediatamente schierati al fronte nei primi giorni della guerra, abbandonando i loro comodi uffici e le belle case. Giovani come quelli qui in Italia: designer digitali, stilisti, artisti, musicisti, ingegneri che due anni fa conducevano vite normali, con lavoro, amori, svaghi con gli amici, viaggi e studio. Poi è arrivato il nemico, dieci anni fa in silenzio, vigliacco, fingendo di non esistere, e poi il 24 febbraio 2022 ha bombardato tutto il territorio dell’Ucraina, sconvolgendo le vite normali di milioni di giovani come voi. Una giovane donna, fuggita da Kyiv con suo figlio e ora a Milano, ha detto: “Non ci rendevamo conto di vivere in paradiso!” Gli ucraini amano la loro terra. L’Ucraina è un paese meraviglioso, sebbene fosse invisibile per il resto del mondo fino a due anni fa, c’è sempre stata, con la sua storia che risale a 8.000 anni fa, con la sua ricca cultura, arte, tecnologia e, soprattutto, con il suo popolo! Gli ucraini sono un popolo incredibile, il loro coraggio è ammirevole. Desiderano vivere in un paese libero e democratico, anche se forse hanno una visione troppo romantica dell’Occidente, che spesso considera libertà e democrazia come cose scontate. Gli ucraini, al contrario, sanno che per questi valori bisogna lottare e li difendono con tutte le loro forze. Cominciate visitare Ucraina al meno virtualmente : .ua

Padova Galleria Civica Cavour, mostra di le opere dell’Artista Ucraino Alexander Zhyvotkov, un importante e straordinari...
29/02/2024

Padova Galleria Civica Cavour, mostra di le opere dell’Artista Ucraino Alexander Zhyvotkov, un importante e straordinario talento artistico.
“Ciò che rende ancora più significativa l’opera di Zhyvotkov è il suo impegno costante nonostante le difficoltà che il suo paese sta attraversando. Nonostante gli attacchi missilistici e l’invasione russa del 24 febbraio 2022, l’artista ha continuato a lavorare nel suo atelier a Kyiv. Le sue opere si sono profondamente intrecciate con la tragedia che il popolo ucraino sta vivendo.
Questa mostra rappresenta la vicinanza della nostra città al popolo ucraino, con la speranza che la cultura possa contribuire a creare le condizioni per il ritorno della pace e il rispetto del diritto internazionale.
Andrea Colasio Assessore alla Cultura di Padova
“È con grandissimo orgoglio che presento al pubblico italiano Alexander Zhyvotkov la cui arte considero uno dei punti di svolta nella storia dell’arte contemporanea dell’Ucraina e dell’intera Europa Orientale.
Zhyvotkov ha conquistato l’attenzione del mondo dell’arte rompendo le barriere delle pratiche artistiche tradizionali e sperimentando un approccio che integra nella sua opera le grandi civiltà passate e una profonda spiritualità.
Le opere di Zhyvotkov esposte a Padova si identificano per un’inedita estetica abbracciata dall’artista ucraino che appare unica nel panorama culturale contemporaneo. C’è davvero molto da scoprire immergendosi nei codici estetici della sua arte che ci fa tornare alla verità e all’essenza della nostra esistenza.”
Professore Nicola Franco Balloni Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Kyiv (2003-2009, 2012-2015).
“Alexander Zhyvotkov è, senza dubbio, uno degli artisti più rilevanti e significativi del nostro tempo. In questo mondo pieno di sofferenza, Alexander Zhyvotkov rimane fedele all’Arte con la A maiuscola, quell’Arte che si rivolge ai valori etici ed estetici eterni e richiede insieme la provvidenza di Dio, il talento e l’artigianato.”
Stella Beniaminova
Stedley Art Foundation.
Questa mostra è una preziosa opportunità immergersi nella cultura e nella spiritualità ucraina , attraverso opere d’arte di straordinaria bellezza e
significato!

Indirizzo

Via Filippo Turati, 7
Milan
20121

Telefono

+390236559582

Sito Web

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