Gianni Mura e la sua Petra che prosegue anche per lui

Gianni Mura e la sua Petra che prosegue anche per lui Atelier Camice e Caravatte Sceglie quella Milano del fare, esigente e seletiva che lui già conosceva. Muove i primi passi all'ombra della madonnina. Ci riesce.

Una storia lombarda lunga 5 lustri

Quando Gianni Mura lascia la sua Sardegna per esprimere se stesso lo fa' in età adulta, non appena i figli conquistano la prooria indipendenza. Quasi una sfida che inizialmente, non trova consensi neppure tra famigliari e amici. Ma Gianni ascolta se stesso e il suo impulso creativo prevale. Il tempo di guardarsi intorno è, seppure con scarse risorse economiche,

si posiziona nel cuore della citta, poco distante dal Duomo. Avvia una prima produzione di cravate regimental e, insieme va in scena qualche versione eccentrica. Finalmente un gioco ad ampio raggio, sembra pensare lui il quale affermava che le varie opportunità messe insieme raccontano l'alternanza dei diversi caratteri. Un confronto dove non di rado il cliente sceglie un accessorio che non avrebbe mai pensato di indossare. Ogni persona dialogante è per lui una fonte di ispirazione. Non trascura il classico fatto di piccole fantasie ma ai colori di base del blu e bordeaux nelle sue varie sfumature vi aggiunge le varianti dai toni forti. Non cerca il lusso ma, il particolare è il bello. Cresciuto tra fili e rocchetti, veste, fin da bambino il su misura personalizzato, confezionato dalla sua mamma, sarta di professione. A Sassari, sua citta natale, ha fatto parte del nobile corpo dei vigili del fuoco ma, un secondo lavoro gli consentiva di viaggiare e muoversi tra firme eccellenti, fiere e buyer di importanti mercati. Gianni, conosceva bene i tessuti dove ha cercato di farsi le ossa in un'azienda leader del settore ma, Il motore della sua fantasia diceva altro. Ha sempre ambito a fare l'imprenditore di moda in versione artigianale. Ama l'accessorio che ritiene essenziale per completare un look di classe. Conosce la Lombardia e, a Como e Milano sà come muoversi. Ritrova aziende e professionisti del setore conosciuti negli anni e viene accolto con calore. Le porte sono aperte, ed è quel che gli serve per proseguire la sua produzione di alta tessitura. Brocatti, ma anche un classico nuovo espresso in jacard o tuwll. Il made in italy lo intriga è allarga il raggio. Introduce ascot, sciarpe, pochette e altro, mentre lui continua a produrre novità e proporre storie di vestibilità che vanno oltre il solito cliché. A suo attivo due brevetti e un libro ma non è tutto. La rivista "la seta" gli dedica due pagine inerenti al suo lavoro e al linguaggio del libro che narra di personalità accostata al colore della cravatta. Secondo le sue osservazioni, la cravatta parla e esprime il carattere di chi la sceglie. Il nuovo progetto creativo a cui ora lavora in accordo a colleghi imprenditori e stilisti con attività in altrettante grandi città europee, è una realtà e, avrebbe inglobato idee e stile degli appartenenti alla cordata, oltre alla nuova versione del suo libro come gadget iniziale. L' entusiasmo sembrava travolgerlo e da quello che si capiva, l'iniziativa non poteva che essere vincente. Sempre brillante, aprezzava le persone capaci di realizzarsi con le proprie forze. Di certo non era un allineato. Più che farla, "ho incrociato" , la moda a Milano , diceva ironizzando su se stesso e, incoraggiava le persone a piegarla secondo le proprie vedute e esigenze. Sempre fiero e brillante. Di sé afferma che, se nei primi tempi a Milano gli
avessero chiesto di scrivere un copione sui suoi desideri da realizzare, di sicuro avrebbe espresso quello che poi è stato il suo vissuto. E ora vive felice guardando a un progetto più in grande. Nella vita è difficile avere tutto e insieme ma lui, indipendente e dipendente solo da sé stesso, riusciva a creare zone franche da dedicare a sé, alla famiglia e quando possibile agli amici. Ma di vite c'è ne vorrebbero due. I suoi sogni non potevano dirsi finiti se alla soglia di 81 anni suonati parlava in divenire preso da nuovi progetti in corso. Progetti fermati dal destino che ha voluto diversamente. Oggi noi famigliari siamo orgogliosi di lui, della sua umanità e umiltà e della sua iniziativa artigianale in via Torino. Inizialmente conosciuto per gli accessori, alla sua produzione importante e l'esclusività di news design in edizioni limitata, vi aggiungeva il su misura, fiore all'occhiello della camicia sartoriale di pregio dove ora è tornata una linea del passato rimasta relativamente invariata per qualità e costi. Gianni è stato importante per noi. Padre e marito amabile ma, anche grande esempio di vita famigliare e lavorativa in terra Sarda e, in aggiunta, una storia appagante di imprendotoria milanese lunga cinque lustri. Continueremo a portare avanti l'atelier in via Torino seguendo le sue orme e, ci sarà, almeno finché noi, ci saremo.

Grandi!
18/12/2024

Grandi!

Foto di gruppo
18/12/2024

Foto di gruppo

3° fila in platea. Chi arriva prima tiene il posto
18/12/2024

3° fila in platea. Chi arriva prima tiene il posto

Appena consegnato il sacchetto
18/12/2024

Appena consegnato il sacchetto

18/12/2024

COINCIDENZE.
È una sera di metà dicembre quando alla ricamatrice operante in atelier si aggiunge un'urgenza. La cravatta appena acquistata necessita di iniziali ma la ragazza ha solo un'ora a disposizione. Deve correre a casa a rinfrescarsi prima che inizi l'opera alla Scala. Mia figlia Sara, passata a porgermi un saluto, sente la lamentela della ragazza e, rivolgendosi direttamente a lei le dice che, volendo, può tranquillamente andare a casa a prepararsi. Le avrebbe portato lei la cravatta dato che, anche lei, avrebbe assistito a quell'opera. Il seguito nelle foto. Sara consegna il sacchetto contenente la cravatta con cifre, destinata al 'primo violino' per poi essere raggiunta dall'amica e collega, sarda come lei è, da sua sorella Ilaria. Da lì a poco, il sipario si apre. "lo Schiaccia Noci" è in onda.

GIANNI MURA forever
18/12/2024

GIANNI MURA forever

09/12/2024

LA SUA STORIA

Una storia lombarda lunga 5 lustri

Quando Gianni Mura lascia la sua Sardegna per esprimere se stesso lo fa' in età adulta, non appena i figli conquistano la prooria indipendenza. Sceglie quella Milano del fare, esigente e seletiva che lui già conosceva.
Quasi una sfida che inizialmente, non trova consensi neppure tra famigliari e amici. Ma Gianni ascolta se stesso e il suo impulso creativo prevale. Il tempo di guardarsi intorno è, seppure con scarse risorse economiche, si posiziona nel cuore della citta, poco distante dal Duomo. Muove i primi passi all'ombra della madonnina. Avvia una prima produzione di cravate regimental e, insieme va in scena qualche versione eccentrica. Finalmente un gioco ad ampio raggio, sembra pensare lui il quale affermava che le varie opportunità messe insieme raccontano l'alternanza dei diversi caratteri. Un confronto dove non di rado il cliente sceglie un accessorio che non avrebbe mai pensato di indossare.
Ogni persona dialogante è per lui una fonte di ispirazione. Non trascura il classico fatto di piccole fantasie ma ai colori di base del blu e bordeaux nelle sue varie sfumature vi aggiunge le varianti dai toni forti. Non cerca il lusso ma, il particolare è il bello. Cresciuto tra fili e rocchetti, veste, fin da bambino il su misura personalizzato, confezionato dalla sua mamma, sarta di professione. A Sassari, sua citta natale, ha fatto parte del nobile corpo dei vigili del fuoco ma, un secondo lavoro gli consentiva di viaggiare e muoversi tra firme eccellenti, fiere e buyer di importanti mercati. Gianni, conosceva bene i tessuti dove ha cercato di farsi le ossa in un'azienda leader del settore ma, Il motore della sua fantasia diceva altro. Ha sempre ambito a fare l'imprenditore di moda in versione artigianale. Ci riesce. Ama l'accessorio che ritiene essenziale per completare un look di classe. Conosce la Lombardia e, a Como e Milano sà come muoversi. Ritrova aziende e professionisti del setore conosciuti negli anni e viene accolto con calore. Le porte sono aperte, ed è quel che gli serve per proseguire la sua produzione di alta tessitura. Brocatti, ma anche un classico nuovo espresso in jacard o tuwll. Il made in italy lo intriga è allarga il raggio. Introduce ascot, sciarpe, pochette e altro, mentre lui continua a produrre novità e proporre storie di vestibilità che vanno oltre il solito cliché. A suo attivo due brevetti e un libro ma non è tutto. La rivista "la seta" gli dedica due pagine inerenti al suo lavoro e al linguaggio del libro che narra di personalità accostata al colore della cravatta. Secondo le sue osservazioni, la cravatta parla e esprime il carattere di chi la sceglie. Il nuovo progetto creativo a cui ora lavora in accordo a colleghi imprenditori e stilisti con attività in altrettante grandi città europee, è una realtà e, avrebbe inglobato idee e stile degli appartenenti alla cordata, oltre alla nuova versione del suo libro come gadget iniziale. L' entusiasmo sembrava travolgerlo e da quello che si capiva, l'iniziativa non poteva che essere vincente. Sempre brillante, aprezzava le persone capaci di realizzarsi con le proprie forze. Di certo non era un allineato. Più che farla, "ho incrociato" , la moda a Milano , diceva ironizzando su se stesso e, incoraggiava le persone a piegarla secondo le proprie vedute e esigenze.
Sempre fiero e brillante. Di sé afferma che, se nei primi tempi a Milano gli
avessero chiesto di scrivere un copione sui suoi desideri da realizzare, di sicuro avrebbe espresso quello che poi è stato il suo vissuto. E ora vive felice guardando a un progetto più in grande. Nella vita è difficile avere tutto e insieme ma lui, indipendente e dipendente solo da sé stesso, riusciva a creare zone franche da dedicare a sé, alla famiglia e quando possibile agli amici. Ma di vite c'è ne vorrebbero due. I suoi sogni non potevano dirsi finiti se alla soglia di 81 anni suonati parlava in divenire preso da nuovi progetti in corso. Progetti fermati dal destino che ha voluto diversamente. Oggi noi famigliari siamo orgogliosi di lui, della sua umanità e umiltà e della sua iniziativa artigianale in via Torino. Inizialmente conosciuto per gli accessori, alla sua produzione importante e l'esclusività di news design in edizioni limitata, vi aggiungeva il su misura, fiore all'occhiello della camicia sartoriale di pregio dove ora è tornata una linea del passato rimasta relativamente invariata per qualità e costi. Gianni è stato importante per noi. Padre e marito amabile ma, anche grande esempio di vita famigliare e lavorativa in terra Sarda e, in aggiunta, una storia appagante di imprendotoria milanese lunga cinque lustri. Continueremo a portare avanti l'atelier in via Torino seguendo le sue orme e, ci sarà, almeno finché noi, ci saremo.

08/12/2024

Indirizzo

Via Torino, 54
Milan
20123

Orario di apertura

Martedì 11:00 - 19:00
Mercoledì 11:00 - 19:00
Giovedì 11:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 11:00 - 19:00

Telefono

+393932254429

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