07/11/2022
Era l'inverno del 1972, esattamente 50 anni fa quando alla Bic decisero che era ora di dichiarare guerra ai cugini mangialumache della Gillette, andandoli a sfidare sul loro terreno, quello degli accendini usa e getta. Iniziò quindi lo sviluppo dell'accendino per antonomasia, del compagno inseparabile di centinaia di milioni di fumatori, dell'oggetto che le donne non trovano mai nella propria borsetta e che gli uomini dimenticano ovunque. Un design rimasto immutato, che, come unica concessione al tempo che passa, ha dato origine a versioni di dimensioni diverse e colori assortiti, eccezion fatta per l'evoluzione elettronica del 1991. Ma ripercorriamo insieme la storia di questo piccolo capolavoro di ingegneria e di design che è stato prodotto in miliardi di esemplari e tuttora viene venduto al ritmo di 6 milioni di pezzi al giorno. Quando viene lanciato, nel 1973, è in assoluto l'accendino più economico sul mercato e rapidamente conquista tutti, spazzando via la concorrenza e diventando un'icona pop pari alle penne prodotte sempre dalla Bic. Il segreto? Plastica a basso costo, pochi pezzi, meccanica semplice ed affidabile e quando la meccanica tradisce, è più semplice comprarne uno nuovo . Certamente questo non rientra tra i comportamenti virtuosi, del resto buttare plastica non è mai una buona idea, ma il concetto stesso di usa e getta nasce da un periodo storico dove questo genere di pensiero era ben lontano dall'essere formulato. Chiusa questa parentesi, possiamo vedere che nel 1985, quindi ben 12 anni dopo la sua introduzione, alla Bic pensano di introdurre la versione mini. Ma ci prendono gusto, tanto che due anni dopo lanciano la versione "maxi fiamme fixe" ovvero quella dove la fiamma non è regolabile ed è sempre al massimo della potenza, pensata per chi necessita di scatenare il testosterone ad ogni accensione di sigaretta. Nel 1990 arriva la prima delle tante edizioni "art" ovvero con il corpo decorato da forme e disegni mentre nel 1991 è il turno della già citata versione elettronica, mai veramente amata dai puristi. La furia di rinnovamento Bic dei primi anni 90 non si esaurisce qui: nel 1992 esce la versione "slim" ovvero più sottile, ma la sua scarsa autonomia non l'ha mai resa particolarmente popolare, soprattutto se si pensa che la versione maxi garantisce 3000 accensioni. Ci potete mettere le mani sul fuoco, parola di Bic. Gli anni '90 si chiudono con la versione mini del Bic elettronico e da questo momento gli ingegneri tirano i remi in barca e lasciano fare tutto al marketing che si sbizzarrisce con centinaia di edizioni speciali, tra le quali molto amata sarà quella ispirata ai Rolling Stones, con la celebre lingua declinata in una miriade di artistiche varianti. Sul fatto che sia un classico non ci sono dubbi, tanto che è esposto nella collezione permanente del MOMA, ma la cosa che, a distanza di quasi 50 anni, lo rende leggendario, è che anche i non fumatori lo considerano l'accendino per eccellenza. Per accendere le candeline, illuminare in casa quando salta la luce, far partire i fuochi d'artificio, bruciare un filo di cotone di un maglione, accendere il barbecue. Insomma, lunga vita al briquet Bic!