ZU-ZU' DESIGN

ZU-ZU' DESIGN Prodotti di cartoleria e accessori realizzati in carta, cartoncino e tessuto con grafiche e disegni esclusivi.

Tutte le creazioni di ZU-ZÚ sono fatte a mano e interamente realizzate in Italia con una grande cura dei più piccoli dettagli, una continua ricerca di materiali di qualità e illustrazioni sempre uniche e originali. Carta, stoffa, adesivi: sono questi i materiali sui quali ZU-ZÚ stampa le sue illustrazioni che, come in un abbraccio, rivestono i piccoli oggetti quotidiani. Tutto nasce dalla passione

per l’artigianato e per l‘ illustrazione: stelle, fiori, pois e fantasie geometriche che si trasformano in coloratissime textures. Una volta stampate, ZU-ZÚ, con tanta cura e altrettanta pazienza, taglia, incolla, cuce le sue creazioni. Poi, le racchiude nel loro packaging, pronte per essere aperte, scoperte, usate e amate.

Non credo ci sia da aggiungere altro 🤓•Vi ricordo che trovate i cappellini sul sito in preordine (inizierò le spedizioni...
12/08/2026

Non credo ci sia da aggiungere altro 🤓

Vi ricordo che trovate i cappellini sul sito in preordine (inizierò le spedizioni a partire dalla seconda metà di settembre)… grazie ❤️🧶

Questo progetto è nato per aiutare e sostenere una comunità di donne che vivono a circa due ore da Cusco, in Perù.Ma è n...
10/08/2026

Questo progetto è nato per aiutare e sostenere una comunità di donne che vivono a circa due ore da Cusco, in Perù.
Ma è nato anche provare a creare qualcosa di unico e speciale.
Culture differenti che si incontrano, mondi lontani che dialogano, che sorridono e si abbracciano.

Grazie a chi ha già acquistato in prevendita un cappellino ❤️🧶

“Ma quindi tu sei quella che dorme in un comodo letto in centro a Milano o quella che se ne va dall’altra parte del mond...
23/07/2026

“Ma quindi tu sei quella che dorme in un comodo letto in centro a Milano o quella che se ne va dall’altra parte del mondo in tenda con un biglietto di sola andata?”
Qualche mese fa, con tono polemico, mi è stata fatta questa domanda.

E si, mi ha fatto riflettere. Non tanto prchè io non conosca la risposta, ma perchè in un mondo in cui tutto sembra dover essere solo o bianco o nero, diventa difficile spiegare e raccontare tutte quelle sfumature che stanno nel mezzo e che rendono ogni essere umano unico, imperfetto (in senso buono) e diverso dagli altri.

Durante il mio ultimo trekking, lungo il sentiero che ci avrebbe portati a concludere i cinquantasei chilometri di cammino, mi sono persa nei miei pensieri ripensando a quella domanda. Guardavo i ragazzi che erano con me riflettendo su quanto ognuno di noi fosse diverso, a quanto fossero diverse le nostre storie e al “materasso comodo” di ognuno di noi.
Paesi diversi, culture diversa, lingue diverse, cucine diverse, storie incredibilmente diverse. Eppure eravamo tutti lì. A condividere per quattro giorni cene preparate in tenda, materassini buttati a terra, pasti consumati con cappello e piumino per il freddo pungente.

Quella stupida domanda mi ha aiutata però a riflettere su un aspetto del mio carattere con il quale ho sempre fatto fatica a convivere.
Perchè io mi sono sempre sentita un po’ divisa a metà.
Quella che è forte e determinata. Ma anche fragile e insicura.
Quella che ama stare tra la gente. Ma anche viaggiare da sola.
Quella che vuole sempre compiacere gli altri. Ma che ha le idee chiare su cosa vuole dalla vita.
Quella che è coraggiosa. Ma che spesso ha anche paura.
Quella che vuole dire quello che pensa. Ma che ha paura del giudizio degli altri.

E così preparo le grafiche per questo post dividendo il carosello a metà con una punta di ironia. Perchè i contrasti possano portarsi dietro anche qualche sorriso.

C’è un quartiere a Lima, probabilmente uno dei più tranquilli della città,  dove è piacevole camminare senza meta facend...
11/07/2026

C’è un quartiere a Lima, probabilmente uno dei più tranquilli della città, dove è piacevole camminare senza meta facendosi trasportare dalla sua atmosfera così diversa dal resto della capitale peruviana.
Si chiama Barranco e oggi è il cuore artistico della città. È un quartiere che si affaccia sul mare, la cui origine, secondo la leggenda, è legata a un miracolo. Nel ‘700 un gruppo di pescatori e navigatori si p***e in mare a causa di una f***a nebbia e si salvò dal naufragio venendo guidato da una croce luminosa sulla scogliera. In segno di gratitudine, un panettiere locale costruì una piccola ca****la, attorno alla quale iniziò a crescere il villaggio.

Nella seconda metà dell’Ottocento, Barranco passò dall’essere un piccolo villaggio di pescatori a diventare la località balneare preferita dell’aristocrazia di Lima. Fu proprio in quel periodo che vennero costruite splendide ville in stile europeo e particolari case di villeggiatura dell’epoca. All’inizio del Novecento il quartiere divenne ancora più facile da raggiungere grazie all’inaugurazione del tram nel 1904, che collegava direttamente Lima alla spiaggia di Barranquito.
Con il passare degli anni, le famiglie più benestanti si trasferirono in altre zone della capitale e questo lasciò spazio ad artisti, scrittori e intellettuali, che trasformarono Barranco nel cuore culturale di Lima.

Barranco conserva gran parte della sua architettura storica: ospita quasi un centinaio di edifici protetti e dichiarati Patrimonio Culturale.
Camminando per le vie del quartiere è facile scoprire angolini caratteristici, graffiti, negozi, bar e locali particolari ma la cosa che più mi ha colpita e che è quasi impossibile non notare, sono i contrasti di colore di muri, porte, finestre e cancelli.
“Fotografare colori” è un esercizio che vi invito a fare in qualsiasi luogo vi troviate per scoprire nuove palette e imprevedibili meravigliosi contrasti.

Le città custodiscono posti speciali 💜Luoghi in cui silenziosamente si incontrano persone, si condividono esperienze, si...
29/06/2026

Le città custodiscono posti speciali 💜
Luoghi in cui silenziosamente si incontrano persone, si condividono esperienze, si scambiano opinioni e molto spesso anche qualche abbraccio.
Non finirò mai di dire e raccontare che sono queste piccole botteghe a rendere i quartieri unici e speciali e a battermi affinchè possano continuare a vivere per rendere le vie delle nostre città più belle, uniche e straordinarie.

Avevo previsto di pubblicare solo la foto di copertina di questo post ma poi proprio oggi, ho riletto quel cartoncino e ...
02/06/2026

Avevo previsto di pubblicare solo la foto di copertina di questo post ma poi proprio oggi, ho riletto quel cartoncino e mi sono detta che si meritava qualche parola in più. E così ho finito per scrivere più di quanto mi ero immaginata.

Non sono cresciuta in una famiglia di viaggiatori, anzi. Sono cresciuta in una famiglia molto radicata e direi anche poco curiosa di esplorare il mondo. Da piccola non sono mai stata in campeggio, non ho mai montato una tenda nè sono mai salita su un camper.
Insieme ai miei genitori feci un unico “lungo” viaggio (a Palma di Maiorca) ma ero talmente piccola che non ricordo nulla.
Poi si sono separati e io e mio padre non ci siamo visti per anni.

Con mia mamma le vacanze sono state le stesse per molto tempo: in montagna sulla Presolana (di cui spesso parlo perchè per me è praticamente come casa) e all’Isola d’Elba, vicino a Capoliveri, in un villaggio con piscina e mare comodi comodi, praticamente l’esatto contrario del tipo di vacanza che amo oggi.
Mio nonno, l’uomo che, se pur a distanza mi ha cresciuta insieme a mia mamma, ha sempre preferito il lavoro a qualsiasi viaggio o vacanza.
Non è mai andato in pensione e portarlo via da ufficio e cantieri era un po’ come fargli un dispetto.

Allora mi divertivo molto a giocare in spiaggia o a tuffarmi in piscina ma sono certa di aver sempre preferito la montagna e di aver probabilmente sviluppato una certa curiosità nei confronti delle cose sperimentando nel giardino di casa ai piedi della Presolana. Ogni estate passavo due mesi a cercare erbe e fiori da “vendere” all’amica che giocava con me o a costruire una tenda in giardino con legna e coperte vecchie fingendomi un’indiana.
[Continua nei commenti 👇🏻]

Non sai ancora cosa regalare alle maestre e hai già l’incubo della chat di classe?Ci pensa ZU-ZÙ! 😌
31/05/2026

Non sai ancora cosa regalare alle maestre e hai già l’incubo della chat di classe?
Ci pensa ZU-ZÙ! 😌

Torna sullo shop on-line tuuuuutta la collezione “al mare con ZU-ZÙ”🌊🌊🌊Pochette, trousse e borse in tessuto resistente a...
16/05/2026

Torna sullo shop on-line tuuuuutta la collezione “al mare con ZU-ZÙ”
🌊🌊🌊
Pochette, trousse e borse in tessuto resistente all’acqua per proteggere le vostre cose preferite da sabbia, acqua e schizzi!
Le coloratissime stoffe ZU-ZÙ vi accompagneranno durate tutte le vostre avventure in spiaggia, in piscina o in campeggio...io non vedo l’ora di scoprire dove le porterete!

Indirizzo

Via Carlo Botta 37
Milan
20135

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:30
Martedì 15:00 - 19:30
Mercoledì 15:00 - 19:30
Giovedì 15:00 - 19:30
Venerdì 15:00 - 19:30

Telefono

+393757153753

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