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Nel nostro comune tutto taceChi tace acconsente verrebbe da direhttps://www.facebook.com/share/16beyXvMZ6/
24/07/2025

Nel nostro comune tutto tace
Chi tace acconsente verrebbe da dire

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𝗥𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗖𝗼𝗺𝘂𝗻𝗶 𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝗮𝗻𝗶
𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗹𝗶𝗻𝗲𝗮 𝗽𝗲𝗿 𝗹𝗮 𝗴𝗶𝘂𝘀𝘁𝗶𝘇𝗶𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹𝗲

Mentre la diplomazia ufficiale tace e il governo centrale esprime solo timide preoccupazioni per l'eccidio in corso, ma non prende iniziative reali, cresce in tutta Italia la rete di Regioni e Comuni che scelgono di stare dalla parte del diritto internazionale, della giustizia e della dignità umana.

Dalla Puglia all’Emilia-Romagna e alla Toscana, passando per grandi città come Napoli, Bologna, Milano (Municipio 5) e decine di altri comuni, tra cui Firenze, Torino, Cosenza - si sta componendo un fronte etico e istituzionale che rifiuta ogni collaborazione con uno Stato che calpesta i diritti umani e attua una sistematica politica di apartheid e annientamento nella Striscia di Gaza.

Queste istituzioni locali hanno approvato mozioni e delibere per sospendere ogni rapporto economico, militare, accademico e culturale con Israele, chiedendo al contempo al governo italiano di:

• condannare pubblicamente le azioni israeliane in violazione del diritto internazionale;

• interrompere la compravendita di armi;

• interrompere ogni accordo bilaterale con Tel Aviv;

• riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina.

L’Emilia-Romagna ha rotto ogni relazione istituzionale con Israele, e il Comune di Bologna ha seguito con una delibera che subordina ogni futura relazione al rispetto del diritto internazionale.

La Regione Toscana ha approvato una mozione che invita alla sospensione di ogni forma di cooperazione istituzionale con il governo israeliano, chiedendo anche al Governo nazionale di fare altrettanto.

Il Comune di Napoli ha approvato all’unanimità una mozione che include anche azioni di boicottaggio economico, cooperazione umanitaria e sostegno al riconoscimento dello Stato di Palestina.

Anche Milano (Municipio 5) ha approvato una mozione che impegna a interrompere accordi economici, politici, militari e di ricerca con Israele.

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In tutta Italia si moltiplicano quindi atti istituzionali che segnano una nuova consapevolezza politica e morale.

Si tratta di un gesto di responsabilità e di umanità, in un momento in cui la popolazione di Gaza è vittima di un blocco disumano, di bombardamenti sistematici e di una crisi umanitaria senza precedenti.
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Freedom Flotilla Italia, insieme a numerose organizzazioni della società civile, sostiene e rilancia l’appello agli enti locali affinché continuino a prendere posizione, rompano il silenzio complice e si facciano portatori di una nuova politica di giustizia e solidarietà internazionale.

È dai territori che può e deve partire un nuovo fronte etico: per la Palestina, per il diritto, per la vita.

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𝗡𝗲𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝘁𝗿𝗼𝘃𝗶 𝗶 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗶 𝗱𝗶 𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗼𝗻 𝗰𝘂𝗶 𝗽𝘂𝗼𝗶 𝗮𝘁𝘁𝗶𝘃𝗮𝗿𝘁𝗶 𝗽𝗿𝗲𝘀𝘀𝗼 𝗶𝗹 𝘁𝘂𝗼 𝗰𝗼𝗺𝘂𝗻𝗲 𝗲 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮 𝗿𝗲𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲.

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Ognuno faccia la sua parte, in base al suo pesoOgni comune può approvare delibere contro il riarmo e mandarle al governo...
11/07/2025

Ognuno faccia la sua parte, in base al suo peso
Ogni comune può approvare delibere contro il riarmo e mandarle al governo, a patto che i sindaci non siano schierati per il riarmo.

Non oso pensare che il nostro comune sia per il riarmo e la guerra...

La campagna invita le amministrazioni locali ad approvare delibere contro l'aumento delle spese militari e inviarle al governo

https://www.referendum2025.it/
13/05/2025

https://www.referendum2025.it/

Cinque quesiti referendari su lavoro e cittadinanza promossi da sindacati e associazioni al centro della consultazione referendaria dell’8 e 9 giugno

Non siamo veggenti ma si può immaginare cosa farà il presidente del consiglio in essere...La famigghia prima di tutto
12/12/2023

Non siamo veggenti ma si può immaginare cosa farà il presidente del consiglio in essere...
La famigghia prima di tutto

🔴 LA MIA LETTERA A GIORGIA MELONI PUBBLICATA OGGI SU LA REPUBBLICA 🔴

“Cara Meloni, scelga fra l’Italia e il suo cerchio magico”

Presidente Meloni, in un video Lei si è rivolta ai cittadini sostenendo di aver portato al Governo «l'Italia di quelli che si sono sempre rimboccati le maniche ma sono stati puntualmente scavalcati da furbi e privilegiati, in una società nella quale per andare avanti dovevi soprattutto far parte del giro giusto di amicizie».

Credo che, con queste parole, Lei abbia fotografato l'aspirazione autentica degli italiani ad avere una politica nuova che si spoglia degli odiosi privilegi e rinuncia a proteggere solo se stessa. Una politica che ha come priorità i bisogni dei cittadini e non la tutela degli interessi di potenti, di colleghi di partito, di amici o magari parenti appartenenti a un "cerchio magico".

Purtroppo, le scelte che Lei fin qui ha compiuto vanno in direzione diametralmente opposta rispetto a quelle sue parole. Guardiamo alla vicenda del sottosegretario alla giustizia di Fratelli d'Italia, Andrea Delmastro. Il M5S ha chiesto le sue dimissioni ben prima che venisse rinviato a giudizio. Gli auguriamo l'assoluzione, ma la nostra richiesta esula dall'esito del procedimento penale. Punta a proteggere il prestigio e l'imparzialità dell'istituzione di governo agli occhi dei cittadini. È grave che Delmastro resti al Governo. Ha utilizzato il suo ruolo per acquisire informazioni "riservate", particolarmente sensibili per l'azione dello Stato contro mafia e terrorismo, per poi trasmetterle al suo coinquilino e compagno di partito, Giovanni Donzelli, il quale, a sua volta, le ha utilizzate per attaccare un partito di opposizione.

Possono sentirsi tranquilli gli italiani se due esponenti del Suo partito che ricoprono ruoli così delicati, rispettivamente, al Ministero della Giustizia e al Copasir, antepongono gli interessi di FDI alla sicurezza del Paese?

C'è poi la vicenda della ministra Daniela Santanché e il suo operato in alcune società. La ministra ha preso in giro il Parlamento e i cittadini su molte circostanze che le sono state contestate e che riguardano anche questioni fondamentali come il trattamento dei lavoratori, che si incrocia in questo caso anche con l'uso di fondi statali per l'emergenza Covid.

Di rilievo non minore le vicende che hanno riguardato gli incarichi e le consulenze del sottosegretario Sgarbi e le inchieste giornalistiche sul sottosegretario Durigon. Anche l'episodio che ha coinvolto il ministro all'agricoltura Francesco Lollobrigida non ha giovato all'immagine dell'istituzione di governo: sebbene possa essere giudicata di minore rilievo ai fini della permanenza nell'incarico di governo, la sua vicenda ha lanciato un cattivo messaggio agli italiani. Chiedere e ottenere di poter scendere da un treno Frecciarossa a una fermata non prevista è un privilegio che rimanda a una classe politica arroccata arrogantemente nei propri privilegi. È devastante, poi, sentir dire dal Ministro che qualunque cittadino può richiedere una fermata del treno, come ha fatto lui. Vuol dire aver perso il contatto con quella realtà fatta da milioni di pendolari per i quali non esiste nessuna fermata dedicata, solo rassegnazione.

Presidente Meloni, il suo primo incarico elettivo risale a 25 anni fa. È probabile che questa consolidata conoscenza del "mestiere" l'abbia spinta a degradare le nostre richieste a iniziative scontate per chi si trova nel ruolo di oppositore al governo. Non è assolutamente questa la motivazione che ci ispira. Per noi la politica non è un gioco delle parti.

Il nostro primo obiettivo è salvaguardare l'istituzione di governo. Una istituzione che non è sua oggi, come non era mia quando ero a Chigi e ho scelto di revocare l'incarico di un sottosegretario, oltre che di accettare le dimissioni di un viceministro per salvaguardare i valori dell'etica pubblica e per tutelare la trasparenza e la credibilità dello Stato.

Auguriamo ai membri del suo governo coinvolti in procedimenti penali di potersi difendere efficacemente in giudizio, con tutte le garanzie del giusto processo. Il compito del Presidente del Consiglio è però quello di assicurare che gli esponenti di governo svolgano le proprie funzioni con "onore e disciplina", come prescrive la nostra Costituzione. Al di là delle vicende giudiziarie, che poi si risolvono nei tribunali, esistono ragioni di opportunità politica.

Le lanciamo dunque un ultimo appello, Presidente Meloni. Prenda finalmente decisioni chiare su queste condotte. Spetta a lei il compito di salvaguardare l'onore e il prestigio delle istituzioni. Non sono forse valori che allignano anche nella sua tradizione politica?

«Viviamo in un tempo nel quale la politica, per recuperare la fiducia dei cittadini, deve stare un passo avanti alla società e dare il buon esempio». Solo parole Sue, Presidente Meloni. Correva l'anno 2013, Lei era all'opposizione e con veemenza chiedeva le dimissioni di una ministra. Ecco, ora può fare in prima persona quello che ha chiesto ad altri di fare. Prenda una chiara posizione anche sulla sconcertante vicenda di Gasparri, la cui oscura attività di lobbismo fa sorgere un dubbio inquietante: ha svolto l'attività di senatore per rappresentare gli interessi dei cittadini o di una società privata?

Se compirà la scelta giusta, anche la mia forza di opposizione riconoscerà la serietà di questo suo gesto di responsabilità politica. Non abbracci la logica corporativa di difesa, assoluta e intransigente, dei membri di governo, dei suoi compagni di partito o dei suoi sodali di coalizione. La sua inerzia contribuirebbe a far perdere a tanti cittadini la speranza che qualcosa possa cambiare. Una speranza che è ridotta al lumicino: sempre più italiani si allontanano dalla politica, si astengono, non partecipano più alla vita democratica perché non ritengono più credibile la classe politica. Non possiamo permettere che quella luce si spenga del tutto con una sorta di "restaurazione" fatta di privilegi e di una classe politica occupata a proteggere se stessa, ma sempre più distratta rispetto alle attese dei cittadini, ai loro diritti, ai loro sogni.

Cordialmente,
Giuseppe Conte

Come un qualsiasi cittadino ahahahah
26/11/2023

Come un qualsiasi cittadino ahahahah

"Ho chiesto, come credo qualsiasi altro cittadino possa fare". No, Ministro Lollobrigida, nessun normale cittadino può chiedere di far fermare il treno - quando e dove più gli è comodo - e scendere liberamente. Lo sanno bene milioni di pendolari.

Allo stesso modo ogni cittadino non può scegliere se pagare o no una tassa come invece avete permesso di fare alle banche che accumulano ingenti extraprofitti, mentre i cittadini soccombono sotto le rate dei mutui alle stelle.

Ma lo sappiamo, ormai, che con Giorgia Meloni e il suo Governo il treno, come il Paese, "all'incontrario va".

Gli sfascisti al governoQuando i "competenti" non mantengono le promesse si danno dati falsiEcco quali sono i dati effet...
21/02/2023

Gli sfascisti al governo
Quando i "competenti" non mantengono le promesse si danno dati falsi
Ecco quali sono i dati effettivi

Chi sarebbero i progressisti?
22/09/2022

Chi sarebbero i progressisti?

Proprio così.

14/09/2022

Da destra a sinistra hanno la faccia come il c**o

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