29/11/2025
Avevo perso il lavoro da appena una settimana. Cinquantatré anni sulle spalle, venti trascorsi nella stessa azienda… e un “piano di ristrutturazione” mi aveva lasciato fuori dalla porta, come un vecchio oggetto dimenticato.
Ero seduto in macchina, nel parcheggio di un supermercato, troppo svuotato persino per piangere.
Dovevo solo comprare un po’ di latte per il caffè del mattino. Non che avesse davvero senso… non sapevo nemmeno perché stavo ancora facendo progetti per domani.
Avevo lasciato il finestrino un po’ aperto: l’aria condizionata è rotta dalla primavera e aggiustarla, ora, è un lusso.
Eppure, quando sono tornato alla macchina, ho trovato una sorpresa.
Lì, sul sedile del passeggero, acciambellato come se quel posto fosse sempre stato suo, c’era lui.
Un micetto magro, arancione, con gli occhi chiusi a metà e l’aria di chi non ha nulla… tranne la voglia di restare.
Lo avevo già visto girare nei dintorni del centro commerciale. Tutti lo cacciavano, nessuno lo voleva.
Ma trovarlo lì, proprio nel giorno peggiore della mia vita, nella mia vecchia Honda scassata… mi ha strappato una risata. La prima, dopo tanto tempo.
"Hai proprio scelto una gran macchina per scappare, amico", gli ho detto.
Lui ha sbadigliato e si è stiracchiato. Come se mi conoscesse da sempre.
Con gli ultimi spiccioli del mio assegno di disoccupazione ho iniziato a comprare crocchette e scatolette.
Ho ordinato anche un trasportino da un piccolo negozio online. Non poteva continuare a viaggiare libero sul sedile.
Quando ho spiegato che era un trovatello, mi hanno regalato anche un collare fatto a mano.
A volte, le persone sanno essere incredibilmente gentili.
L’ho chiamato Chance.
Perché a volte è proprio quello che serve: una piccola occasione. Un incontro inaspettato.
Da lì, qualcosa è cambiato.
Ho rispolverato la mia vecchia passione per i gioielli, dimenticata in un cassetto per troppi anni.
Ho iniziato a creare pezzi ispirati agli animali, e poi ho aperto un piccolo shop online.
La mia prima cliente?
Una donna che, proprio come me, aveva appena perso il lavoro.
Forse è così che ci si salva.
Non con grandi rivoluzioni, ma con piccoli passi.
Un incontro. Una zampa tesa. Una scintilla di speranza in un giorno qualunque.
Perché a volte, anche nel momento più buio, la vita ti lascia un segno.
E quel segno ha la forma di un gatto arancione che ti sceglie…
mentre tutto sembra crollare.