Tessitura italia

Tessitura italia tessitura conto terzi La Tessitura Italia, che ha sede in Via G.

Di Vittorio n.40 a Montemurlo, è attrezzata per
la produzione di tessuti sia cardati che pettinati, e sempre pronta a risolvere problematiche
di produzione ed è per questo che nell’azienda non è inusuale lavorare con filati particolari
e molto diversi tra loro: dall’impiego di filati di lana al misto lana, dalla viscosa al lino, dalle
fibre sintetiche a quelle più innovative. La tessitura, la cui

attività è iniziata nel 1994, lavora per committenti del distretto pratese e
per aziende del nord Italia; occupa attualmente 15 addetti distribuiti su tre turni giornalieri
che tengono in funzione i 32 telai fast e G6300 dalle 06.00 del lunedì alle 22.00 del sabato. L’esperienza del capo tessitura, coadiuvata da assistenti ed annodini dotati dei supporti tecnici
adeguati, permettono il raggiungimento della massima efficienza; a questi si aggiunge
un ampio magazzino filati, un deposito di 40 catene in verticale, l’importante attività di controllo
di qualità sui tessuti con specchio automatico e la possibilità di scelta del formato di
riconsegna delle pezze (a rotolo, falda o a mantello). Sono inoltre a disposizione della clientela
due automezzi che effettuano servizio di ritiro e consegna delle merci. Negli ultimi anni dopo attente analisi sulle richieste del mercato la Tessitura Italia si è
trasformata da semplice tessitura conto terzi a logistica di lavorazioni tessili. Sono state
strette alleanze e collaborazioni con diverse lavorazioni che convivono nella lunga filiera tessile;
sotto la responsabilità della Tessitura Italia collaborano filature, roccature, ritorciture,
orditure, tessiture e rammendi. I nostri clienti potranno cosi richiedere uno o più passaggi tra le diverse lavorazioni avendo
un unico referente, eliminando molti dei tempi morti e delle pause che danneggiano il servizio
con un risparmio notevole di energie e risorse, che potranno essere impiegate in settori
vitali per ogni azienda come la ricerca lo sviluppo e l’innovazione. La Tessitura Italia oggi può vantare una capacità produttiva media di 18.000 mt di tessuto al
giorno, fino a raggiungere gli oltre 30.000 mt in periodi di massima richiesta, tutto questo
grazie anche alle oltre 60 lavorazioni esterne, ma soprattutto grazie ai molti clienti che ogni
giorno commissionano la produzione dei loro ordini.

22/07/2026

Cardato & Friends non è una sponsorizzazione, ma una community di persone e imprese che scelgono di sostenere il futuro del distretto tessile pratese, creando relazioni di valore e contribuendo a raccontare una nuova immagine del nostro territorio.
Cardato riciclato pratese

08/07/2026

Crp a Milano.

08/07/2026

Crp a Milano..❤️❤️❤️

08/07/2026

 

https://www.facebook.com/photo?fbid=1497901119019364&set=a.464980702311416
17/06/2026

https://www.facebook.com/photo?fbid=1497901119019364&set=a.464980702311416

Prato ha fatto una cosa geniale: ha guardato gli scarti e ci ha visto industria.
Dalla metà dell’Ottocento, il cardato rigenerato divenne il cuore della produzione pratese. Vecchi abiti, ritagli, cenci, avanzi: tutto poteva essere selezionato, sfilacciato, rimescolato e trasformato in nuova fibra.
Oggi lo chiameremmo economia circolare. A Prato lo facevano quando nessuno usava ancora questa espressione.
Il cenciaiolo non era una figura romantica: era un lavoratore decisivo. Sapeva riconoscere tessuti, colori, materiali. Da quelle mani passava il valore nascosto della città.
Intorno al 1955, l’85% degli stracci usati dall’industria italiana passava dalla zona di Prato.
Altro che scarto: era materia prima travestita da rifiuto.

😂 Salva il post o lo perdi



Dettagli storici: il cardato rigenerato pratese si affermò dalla metà dell’Ottocento; l’Archivio di Stato di Prato ricorda che intorno al 1955 l’85% degli stracci dell’industria italiana passava dall’area pratese.

10/06/2026
26/05/2026

Cerchiamo filatoti e cardatori da inserire nella nostra azienda!

07/05/2026

 

17/03/2026

La moda sostenibile esiste da 170 anni.

Solo che nessuno la chiamava così, perché la parola stessa non esisteva ancora.

Siamo a Prato, metà Ottocento.

La lana vergine scarseggia, i costi esplodono, e i pratesi non ci stanno a fermarsi.

Inventano una macchina per sfilacciare i vecchi capi di abbigliamento, recuperano le fibre e le rifilano in nuovi tessuti.

Nasce così la cosiddetta lana meccanica, o lana di Prato: un sistema industriale di riciclo tessile ante litteram, figlio non dell'ideologia ma della necessità.

E qui arriva il bello.

Quella soluzione di emergenza ottocentesca, pensata per sopravvivere a una crisi di materie prime, non è mai stata abbandonata.

Anzi, è diventata un primato mondiale.

Oggi Prato ricicla 143.000 tonnellate di tessuti ogni anno.

Numeri: circa l'80% dell'intera produzione mondiale di cardato riciclato passa da lì.

Ottanta percento mondiale. Da una sola città.

Nel 2020 National Geographic ha dedicato la copertina proprio a Prato, presentandola come esempio-simbolo di economia circolare.

Non un'azienda, non un brand con ufficio PR. Una città intera, con la sua filiera distrettuale che va dai cernitori ai tessitori.

Spoiler:

Il mondo della moda sta spendendo miliardi per costruire quello che Prato ha costruito per necessità 170 anni fa.

Senza naming, senza manifesti, senza greenwashing.

Solo macchine, fibra e un sistema che funziona da quando tuo bisnonno non era ancora nato.

In breve:
Prato ha inventato il riciclo tessile industriale a metà Ottocento, sfilacciando vecchi capi per ricavarne nuovi tessuti.
Oggi ricicla 143.000 tonnellate l'anno e detiene l'80% della produzione mondiale di cardato riciclato.
Nel 2020 National Geographic ha scelto Prato come simbolo globale di economia circolare.

Indirizzo

Via G Di Vittorio
Montemurlo
59013

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