07/10/2026
VEDERE GLI OCCHI DI UN UOMO CHE MUORE
A voi è mai capitato?
A me si.
E non era un mio familiare, un amico.
Eppure è stata un'esperienza devastante, per mesi mi svegliavo di notte e rivivevo quei momenti.
Correre fuori dal negozio è stato tutt'uno col vederlo accasciarsi, quel corpo diventato burattino, il sangue mischiato alla lota per terra, la carezza sulla testa mentre esploravo quei lineamenti saltati per riconoscere la vita o la morte, quel rantolio, sussurrare quello che avrei voluto sentirmi dire se stessi morendo, l'ho chiamato col suo nome, non ti preoccupare, adesso ti porto in ospedale e passa tutto... non ti preoccupare, non ti addormentare.
Non c'era nessuno, era una giornata assolata dei primi di agosto e la piazza era vuota.
Io lo conoscevo, e non mi piaceva, anzi forse qualcosa di più, ma non è importante, non ho scelto nulla, ho fatto quello che andava fatto.
Dopo aver letto la storia di Salvatore scaricato dopo essere caduto dal tetto mentre lavorava a nero ho pensato molto alla mia prima volta al cospetto della morte.
Come si fa?
È impossibile.
È possibile.
Quando i valori della classe dominante ti lasciano pensare all'Altro come un mezzo, uno strumento, una cosa.
E allora il fatto che tu lo hai trattato come cosa e adesso quella cosa si è rotta, forse per sempre, e ti potrà dare problemi, interferire con la tua serenità, è tutt'uno col gettarla via come fosse uno straccio, anche se respira ancora, anche se è un corpo.
non ti chiedi se c'è ancora una coscienza, se sente, cosa prova, quanto dolore prova, cosa sta pensando, non pensi alla sua famiglia, ai suoi amici, se c'era qualcosa che ha lasciato in sospeso... è proprio solo l'ultimo atto di una cosa, la butti.
È vero, loro lo hanno lasciato agonizzante a morire da solo, ma non sono mostri, sono solo sfruttatori del sudore altrui a cui è capitata "la sfortuna"di arrivare al punto di non ritorno.
Ma è tutto il meccanismo che trasuda morte, alienazione, distanza siderale dalla possibilità di essere felici su questo pianeta come specie.
I profitti mai mai mai, mai più, prima delle vite.
Giovedì se qualcuno può c'è il presidio per Patrizio Spasiano.
Perché gli omicidi sul lavoro tornino a scuotere le coscienze più di una macchina lasciata in seconda fila...