25/05/2026
Siamo nell’agro di Ostuni, vicino il mare. Per molte persone questa risulta un’immagine già vista, la famosa strada bianca che attraversa il Parco regionale delle Dune costiere da Torre Canne a Torre San Leonardo, una delle strade più cinematografate di Puglia per la bellezza del suo paesaggio sconfinato che da Masseria Fontenuova giunge al mare in corrispondenza di fiume Morelli. Grandi spazi aperti occupati da seminativi e pascoli naturali che ospitano numerose specie della fauna selvatica. Decine e decine di gheppi avvistati in una giornata di fine maggio con il loro volo detto dello “spirito santo” che gli consente di rimanere sospesi in aria come aquiloni pronti a scendere in picchiata verso le loro prede. Per non parlare di altri rapaci avvistati come le poiane, le albanelle, i falchi cuculi e altre specie di uccelli, quali le calandre, le calandrelle, le cappellacce, le allodole che nidificano al suolo nascondendo i loro nidi tra la vegetazione erbacea. E poi ancora rondini e rondoni, tutti alla ricerca di insetti da catturare in volo. Campi aperti lungo la costa, che diventano punti di sosta importanti per la fauna selvatica in quanto collocati lungo le rotte migratorie che connettono il continente africano a quello europeo in una regione come la Puglia che fa da ponte naturale nel Mediterraneo.
Ma voltando lo sguardo a terra, la scoperta più emozionante è quella di aver visto nella stessa giornata la Stipa austroitalica pianta tipica delle steppe, rara e protetta dalle Direttive UE, conosciuta anche come “Lino delle Fate”, che fiorisce solo per pochi giorni sui pascoli rocciosi delle Murge con steli sottili e delicati che al vento creano un effetto incantevole come onde vellutate. Insomma, un Parco naturale che è uno scrigno di biodiversità in un paesaggio rurale rimasto intatto per secoli e ammirato da tanti cittadini, turisti, cicloturisti, camminatori, pellegrini e registi. Per un istante ho immaginato di stare nel Parco delle Dune costiere, ma poi mi sono reso conto che ero sulla strada bianca che attraversa i seminativi e i pascoli che da masseria Mogale giuge al mare.