02/09/2026
Il tabarro torna nel cuore del Ghetto di Padova.
Tre anni fa, in via San Martino e Solferino 33, nel cuore del Ghetto di Padova, sono nati i Tabarri Mattoschi. Una scelta che sembra quasi scritta dalla storia.
Nell’Ottocento il tabarro era infatti parte della vita quotidiana degli studenti dell’Università di Padova. Avvolti nei loro pesanti mantelli, attraversavano la città tra il Bo, il Caffè Pedrocchi, le osterie e le stanze dove vivevano.
Quando il denaro finiva, alcuni arrivavano a lasciare il proprio tabarro in pegno nelle attività del Ghetto per ottenere qualche moneta e continuare a vivere.
Il poeta Arnaldo Fusinato, che studiò Giurisprudenza a Padova, raccontò quell’ambiente descrivendo una stanza presso Corte Lenguazza come “tappezzata a tabarri ed a paltò”.
Dietro quei mantelli c’erano storie di giovani, sacrifici, goliardia e speranze.
Quasi due secoli dopo, proprio nelle stesse strade, il tabarro è tornato a vivere.
I Tabarri Mattoschi sono nati là dove il tabarro aveva già lasciato una parte della propria storia.
Oggi quella storia può essere indossata di nuovo. Passa a trovarci nel cuore del Ghetto di Padova e scopri da vicino i Tabarri Mattoschi: mantelli che custodiscono il fascino del passato, reinterpretati per chi vuole distinguersi nel presente.
Entra, prova un tabarro e lasciati raccontare la sua storia.