L'angolo creativo Di Occello Fina

L'angolo creativo Di Occello Fina Negozio di sartoria e cerimonia

28/07/2025

7 regole per far felice un bambino ❤️

✨BLOG Di NONNA 👉🏻www.rimedidinonna.it

📚Primo libro: Rimedi di nonna. Trucchi e consigli naturali per la salute, la bellezza e la pulizia della casa
👉🏻 https://amzn.eu/d/4Hq3hxY

📚Secondo libro: Rimedi di nonna. Stare bene con le erbe
👉🏻 https://amzn.eu/d/eInqOJv

#❤️ #✨

12/05/2025
06/12/2024
La gallina dalle uova d'oro
27/06/2024

La gallina dalle uova d'oro

Gli animali sono piu sinceri e ti amano  rispettiamoli
20/06/2024

Gli animali sono piu sinceri e ti amano rispettiamoli

16/06/2024

Buongiorno ❤️💛

09/06/2024

DA DOVE DERIVA LA PAROLA "ITALIA?"

L'etimologia del nome "Italia" è stata un enigma affascinante per linguisti e storici, oggetto di molteplici ricostruzioni che hanno prodotto un variegato corpus di ipotesi. Queste ipotesi spaziano da spiegazioni linguistiche rigorose a suggestive narrazioni mitologiche. Uno dei miti più persistenti è quello di un re di nome Italo, il cui regno avrebbe dato il nome alla regione.

Ma una teoria ben accreditata suggerisce che il nome "Italia" derivi dal termine *Italòi*, utilizzato dai Greci per designare una tribù che abitava l'estrema punta meridionale della pen*sola italica, nei pressi dell'odierna Cirò. Nell'antichità, infatti, il nome "Italia" indicava principalmente la parte meridionale della pen*sola, come attestato dai coloni greci in Calabria, che si definivano Italioti, abitanti dell'Italìa.

Un'altra ipotesi affascinante, che non contraddice la precedente, è che il nome "Italia" sia legato al culto del vitello (in latino *vitulus*, in umbro *vitlu*), suggerendo che il termine significasse "abitanti della terra dei vitelli". Questa teoria trova eco nelle tradizioni agricole dell'Italia meridionale, dove i bovini avevano un ruolo centrale nella vita economica e culturale.

Vi è poi una teoria che collega il nome "Italia" al greco *Aithàleia* (Αιθαλεια), che significa "ardente, fumosa". Questo termine descriveva perfettamente una terra caratterizzata da manifestazioni vulcaniche imponenti, come l'Etna e le Eolie, visibili ai primi migranti dal Mediterraneo orientale. Strabone menziona questa radice nel nome del fiume Νέαιδος, oggi il Neto, che si traduce in "navi bruciate", sostenendo il mito secondo cui le donne dei migranti, giunte alla foce del fiume, avrebbero impedito ai loro uomini di riprendere il mare bruciando le navi. La stessa radice si ritrova nel nome dell'isola vulcanica Linosa, chiamata *Aethusa* nelle carte del '500.

È anche plausibile che le coste meridionali della Calabria, un tempo molto più verdi, abbiano ospitato i primi bovini podolici importati dal Ponto Eusino. La memoria di questi grandi vitelli bianchi potrebbe spiegare la connessione con il termine *vituli*. Tuttavia, la differenza di pronuncia nella vocale iniziale di *vituli* e *Italia* ha portato alcuni studiosi a preferire l'ipotesi di derivazione da *Aithàleia*.

Ciò che è certo è che il nome "Italia" inizialmente si riferiva solo alla parte più meridionale della pen*sola, una terra ricca di leggende, mitologie e suggestioni che, attraverso i secoli, ha saputo affascinare chiunque abbia cercato di comprenderne le origini e il significato.

FONTI

- Giacomo Tripodi e Felice Vinci, Tracce di una arcaica geografia descrittiva in alcuni toponimi mediterranei,

16/07/2023

Le regioni più industrializzate d’ Italia, prima del 1860, erano la Campania, la Calabria e la Puglia: per i livelli di industrializzazione le Due Sicilie si collocavano ai primi posti in Europa.
In Calabria erano famose le acciaierie di Mongiana, con due altiforni per la ghisa, due forni Wilkinson per il ferro e sei raffinerie, occupava 2.500 operai.
L’industria decentrata della seta occupava oltre 3.000 persone.
La piu’ grande fabbrica metalmeccanica del Regno era quella di Pietrarsa, (fra Napoli e Portici), con oltre 1200 addetti: un record per l’Italia di allora.
Dietro Pietrarsa c’era l’Ansaldo di Genova, con 400 operai.
Lo stabilimento napoletano produceva macchine a vapore, locomotive, motori navali, precedendo di 44 anni la Breda e la Fiat.
A Castellammare di Stabia, dalla fine del XVIII secolo, operavano i cantieri navali più importanti e tecnologicamente avanzati d’Italia.
In questo cantiere fu allestita la prima nave a vapore, il Real Ferdinando, 4 anni prima della prima nave a vapore inglese.
Da Castellammare di uscirono la prima nave a elica d’ Italia e la prima nave in ferro. La tecnologia era entrata anche in agricoltura, dove per la produzione dell’olio in Puglia erano usati impianti meccanici che accrebbero fortemente la produzione.
L’ Abruzzo era importante per le cartiere (forti anche quelle del Basso Lazio e della Pen*sola Amalfitana), la fabbricazione delle lame e le industrie tessili.
La Sicilia esportava zolfo, preziosissimo allora, specie nella provincia di Caltanissetta, all’ epoca una delle città più ricche e industrializzate d’ Italia. In Sicilia c’erano porti commerciali da cui partivano navi per tutto il mondo, Stati Uniti ed Americhe specialmente. Importante, infine era l’ industria chimica della Sicilia che produceva tutti i componenti e i materiali sintetici conosciuti allora, acidi, vernici, vetro.
Puglia e Basilicata erano importanti per i lanifici e le industrie tessili, molte delle quali gia’ motorizzate. La tecnologia era entrata anche in agricoltura, dove per la produzione dell’olio in Puglia erano usati impianti meccanici che accrebbero fortemente la produzione.
Le macchine agricole pugliesi erano considerate fra le migliori d’Europa. La Borsa più importante del regno era, infine, quella di Bari.
Una volta occupate le Due Sicilie, il governo di Torino iniziò lo smantellamento "cinico e sistematico" del tessuto industriale di quelle che erano divenute le “province meridionali”. Pietrarsa (dove nel 1862 i bersaglieri compirono un sanguinoso eccidio di operai per difendere le pretese del padrone privato cui fu affidata la fabbrica) fu condannata a un inarrestabile declino.
Nei cantieri di Castellammare furono licenziati in tronco 400 operai.
Le acciaierie di Mongiana furono rapidamente chiuse, mentre la Ferdinandea di Stilo (con ben 5000 ettari di boschi circostanti) fu venduta per pochi soldi a un "colonnello garibaldino", giunto in Calabria al seguito dei “liberatori”.
Franco Anelli

10/04/2023

Negozio di sartoria e cerimonia

Indirizzo

Via Roma 172
Palermo
90133

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 12:00
Martedì 09:00 - 12:00
Mercoledì 09:00 - 12:00
Giovedì 09:00 - 12:00
Venerdì 09:00 - 12:00
Sabato 09:00 - 12:00

Telefono

+393892938749

Sito Web

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando L'angolo creativo Di Occello Fina pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a L'angolo creativo Di Occello Fina:

Condividi