03/04/2020
Maestro, come posso affrontare l'isolamento?
- Pulisci casa tua. A fondo In tutti gli angoli.
Persino quelli che non hai mai avuto voglia, il coraggio e la pazienza di toccare.
Rendi la tua casa brillante e curata. Togli la polvere, le ragnatele, le impurità. Persino le più nascoste.
La tua casa rappresenta te stesso: se ti prendi cura di lei, ti prendi cura anche di te.
- Maestro, ma il tempo è lungo.
Dopo aver preso cura di me attraverso la mia casa, come faccio a vivere l'isolamento?
- Aggiusta ciò che si può aggiustare ed elimina ciò di cui non hai più bisogno.
Dedicati alla zona, ricama gli strappi dei pantaloni, cuci bene i bordi sfilacciati dei tuoi abiti, ripristina un mobile, ripara tutto ciò che vale la pena riparare.
Il resto buttalo via. Con gratitudine.
E con consapevolezza che il suo ciclo è finito.
Sistemare ed eliminare fuori di te permette di aggiustare o eliminare ciò che c'è dentro di te.
- Maestro e poi?
Cosa posso fare tutto il tempo da solo?
- Semina.
Anche un seme in un vaso.
Prenditi cura di una pianta, annaffiala ogni giorno, parlagli, dagli un nome, togli le foglie secche e le erbacce che possono soffocarla e rubarle energia vitale preziosa.
È un modo per prenderti cura dei tuoi semi interni, dei tuoi desideri, delle tue intenzioni, dei tuoi ideali.
- Maestro e se il vuoto viene a trovarmi?... Se arrivano la paura della malattia e della morte?
- Parlagli.
Prepara il tavolo anche per loro, prenota un posto per ciascuna delle tue paure.
Invitali a cena con te. E chiedigli perché sono arrivati da così lontano a casa tua. Che messaggio vogliono portarti.
Cosa vogliono comunicare?
Maestro, non credo di poterlo fare...
- non è l'isolamento il tuo problema, ma la paura di affrontare i tuoi draghi interni quelli da cui hai sempre voluto allontanarti. Ora non puoi scappare.
Guardali negli occhi, ascoltali e scoprirai che ti hanno messo contro il muro.
Ti hanno isolato per poter parlare con te.
Come i semi che possono germogliare solo se sono sole.
Zen Toyo