17/07/2026
✍️“Una mozzarella vegana? Ne Vale la pena”
Di Gianluca Donadini
Valentina Diouf, 33 anni, di Milano. Madre italiana, padre senegalese. Pallavolista. Dai campionati “under” del Comitato territoriale di Milano della Fipav in cui spicca per la sua altezza ai migliori club della Serie A1 femminile. All’estero gioca nel Bauru, in Superliga brasiliana, con cui si aggiudica il campionato Paulista. Poi, è Corea e V-League con il KGC Ginseng per un paio di campionati, il titolo di campione di corea e di miglior giocatrice della V-League. Torna in Italia a Perugia per trasferirsi a metà stagione nell’ ŁKS Łódź, dove al secondo campionato vince lo scudetto.
Conquista con la Nazionale la medaglia di bronzo agli Europei Under 18, l’oro agli Europei Under 19 e al Mondiale Under 20. Debutta con la nazionale maggiore nel 2013 partecipando al Mondiale 2014 giocato in Italia sfoderando una prestazione super nella semifinale contro il Brasile. È stata MVP della Supercoppa Italiana 2014 e della CEV Cup 2017 e miglior opposto della Champion League 2015.
A Ballarò parla di razzismo e integrazione, di globalizzazione. Incontra Mattarella e Renzi. Passa da Fazio a Che tempo che fa. Canta la sigla di Mila e Shiro a Zelig. Sale sul palco di San Remo e scende maestosa la fatidica scala attenta a non cadere ‘sennò che figura’. Ha la copertina di SportWeek in cui mura il razzismo.
In un’intervista a Repubblica parla di ius soli, del Brasile di Bolsonaro, della popolarità della nazionale di Egonu e Sylla, del sogno (poi infranto) di Rio 2016 e di Tokyo 2020, dell’inferiorità dello sport femminile che bolla come un vecchio cliché, delle mogli che seguono il marito ma che a lei succede l’esatto contrario perché è il compagno che la segue all’estero, di femminicidi di cui dice ‘oggi se ne parla di più ma è un fenomeno sempre esistito’.
Valentina ha saputo fare muro al razzismo, muro a tutto ciò che ostacola l’integrazione. Ha sempre preso delle posizioni perché prendere una posizione incita al dibattito e il dibattito fa crescere. Ne ha pagate le conseguenze. Ma va bene così. Perché guardandosi allo specchio può dire di essere fiera di sé. Ed è fiera di averne parlato in televisione.