22/12/2024
Giorni fa, sfogliando le pagine polverose degli anni passati, mi sono perso tra le scatole dei giochi che ricevevo per Natale e la Befana , quelle del Lego, del meccano, del piccolo chirurgo, la magiica scatola di Silvan, Il Monopoli, lo Scarabeo o la pista polistil. Ricordavo quando in telelevisione, sulle uniche due reti Rai, commedie cartoni e film meravigliosi si alternavano fino tarda sera, un'eccezione per i palinsesti di mamma Rai, che normalmente terminavano alle 23, con una maliconica sigla di chiusura e lo scorrere lento sullo schermo di un'antenna senza fine. I pranzi e le cene erano intervallati da brevi pause nella nostra grande casa sempre piena di gente. Il Natale rappresentava una tregua alla routine dagli impegni scolastici e a quel senso di solitudine che ogni tanto in età adolescenziale si affacciava, percezione che nei giorni di festa scompariva come d'incanto, per tornare prepotentemente a riaffacciarsi il 7 gennaio, quando le luci della festa si spengevano, da me considerato da sempre il lunedì dei lunedì. Forse la magia del Natale si nascondeva proprio in quel senso di tregua benefico che mi faceva sentire fuori dal mondo, in una dimensione ovatta, lontana dagli impegni scolastici, e dai quei vuoti affettivi che ogni tanto mi coglievano, una festa che riporta al vero senso della nostra esistenza, troppo spesso confuso con la frenesia della quotidianità e nella distrazione a dedicare tempo a chi amiamo. Il mio augurio di quest'anno e che sia un Natale di "sospensione ovattata", fatto di tanti affetti e di una sana voglia di stare insieme, con gli occhi alzati verso il cielo e le orecchie tese per ascoltare le campanelle al passaggio di quella magica slitta, che speriamo distribuisca doni come amore dolcezza, e amicizia, volori che voi date a me e che io spero di riuscire a restituire a voi con il mio grande affetto.
Buone feste a tutti da Giulio