03/09/2026
Buon Giovedì e Saluti dal Rifugio Selleries
(ed un piccolo saluto, anche, dal Rifugio Boccalatte).
Il Cielo è sereno, un pò di Nuvole circolano,
nel Vento.
La temperatura minima della notte è stata di +10°.
Ieri il Sole,
Bello e feroce.
Maledetto, a volte, ma pensiamo se non ci fosse...
La temperatura massima della giornata di ieri è stata di +21°.
LE FOTO.
Attimi dal Boccalatte-Piolti, alle Grandes Jorasses.
Alcuni pezzetti son saliti ,con noi, dal Selleries direttamente.
Le due sculture, ad esempio:
L'Uomo che trascina la sua fatica è di Paolo Usseglio.
Il Savanòt contento è di Carlo Centanni.
Anche il Cristo sulla Croce, arriva dal Selleries.
Fà effetto vederli a loro agio tra Cassin, Esposito ed Edward Whymper...
IL SANTO DEL GIORNO.
Secondo il Calendario Vetus Ordo della Chiesa Cattolica:
San Pio Decimo.
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POSSO SCRIVERE I VERSI PIÙ TRISTI.
.. Puedo escribir los versos más tristes esta noche...
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Scrivere, per esempio: “La notte è stellata,
e tremano, azzurri, gli astri in lontananza”.
E il vento della notte gira nel cielo e canta.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Io l’ho amata e a volte anche lei mi amava.
In notti come questa l’ho tenuta tra le braccia.
L’ho baciata tante volte sotto il cielo infinito.
Lei mi ha amato e a volte anch’io l’amavo.
Come non amare i suoi grandi occhi fissi.
Posso scrivere i versi più tristi stanotte.
Pensare che non l’ho più. Sentire che l’ho persa.
Sentire la notte immensa, ancor più immensa senza di lei.
E il verso scende sull’anima come la rugiada sul prato.
Poco importa che il mio amore non abbia saputo fermarla.
La notte è stellata e lei non è con me.
Questo è tutto. Lontano, qualcuno canta. Lontano.
La mia anima non si rassegna d’averla persa.
Come per avvicinarla, il mio sguardo la cerca.
Il mio cuore la cerca, e lei non è con me.
La stessa notte che sbianca gli stessi alberi.
Noi, quelli d’allora, già non siamo gli stessi.
Io non l’amo più, è vero, ma quanto l’ho amata.
La mia voce cercava il vento per arrivare alle sue orecchie.
D’un altro. Sarà d’un altro. Come prima dei miei baci.
La sua voce, il suo corpo chiaro. I suoi occhi infiniti.
Ormai non l’amo più, è vero, ma forse l’amo ancora.
E’ così breve l’amore e così lungo l’oblio.
E siccome in notti come questa l’ho tenuta tra le braccia,
la mia anima non si rassegna d’averla persa.
Benché questo sia l’ultimo dolore che lei mi causa,
e questi gli ultimi versi che io le scrivo.
di Pablo Neruda.
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NOTA TECNICA.
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Un Saluto Cordiale.
La Banda del Selleries.
CIAO!