08/11/2025
CURIOSITÀ ▪︎ IL PRINCISBECCO.
Il Princisbecco è molto di più di un “oro finto”: è un materiale carico di storia, ingegno e bellezza che racconta di un’epoca in cui l’eleganza non dipendeva solo dal valore materiale, ma anche dalla capacità di imitare ed innovare.
Si tratta di una lega metallica composta da rame e zinco (quindi un ottone) più piccole quantità di stagno. Nel XVIII secolo fu l’orafo ed orologiaio inglese Christopher Pinchbeck (da qui il nome Princisbecco) a realizzarlo su commissione del Principe di Mannheim (per questo lo conosciamo anche come “oro del principe” o “oro di Mannheim”). Veniva utilizzato per la creazione di gioielli economici, spesso da indossare in luoghi dove i furti erano frequenti (p.e. in diligenza). Ed ancora per medaglie, bottoni, oggetti decorativi (sempre abbinato a pietre non preziose). Rispetto all’oro, però, tende ad ossidarsi con il tempo e con l’usura, assumendo una patina verde (oltre ad avere una tonalità leggermente più rossastra).
Da molti definito “l’oro che non è oro”, deve la sua fortuna, soprattutto, alla tendenza dell’uomo, nel corso della Storia, di cercare, con la sua creatività, di imitare l’aspetto dei metalli nobili con soluzioni più economiche, nel tentativo di raggiungere un equilibrio tra bellezza, funzionalità e costo… La sua fortuna cominciò a declinare da metà Ottocento, con l’introduzione dell’oro a 9 carati.
Fino ad ora, pur leggendo queste piccole note, ci sarà sembrato, sicuramente, di non aver mai udito questo termine, eppure così non è…
Carlo Collodi lo cita nel "Pinocchio" quando nel paese di Acchiappa-citrulli condannano la marionetta per aver denunciato il Gatto e la Volpe di averla derubata. Compare anche ne “La Locandiera” di Goldoni quando il Marchese di Forlimpopoli regala, credendolo oro, una boccetta di Princisbecco a Dejanira, per poi cercare di recuperarla, una volta scoperta la sua vera natura. Anche Marino Moretti lo nomina in una sua poesia e altrettanto fa Carlo Emilio Gadda in “Meditazione milanese”.
E non finisce qui…
Il Princisbecco è entrato anche a far parte di modi di dire… È un sinonimo di falso, non di valore, finto, non autentico. “Rimanere di princisbecco” significa rimanere stupiti, avere una br**ta sorpresa, così come avvenne a Pinocchio dopo la sentenza.
Ultima curiosità: il termine è usato anche per indicare una persona bella in apparenza, ma priva di valore.