02/07/2026
CreaAttivaMente 2026 all' Ortogiardino Rigermoglio
Ogni abito aveva un nome. Non era una scelta estetica, ma simbolica. Ogni nome rappresentava una parola da custodire, una tappa del percorso che tutti, prima o poi, siamo chiamati ad attraversare.
Si parte dall'accoglienza e dall'ascolto, perché ogni cambiamento nasce dal coraggio di fermarsi e ascoltare ciò che il cuore ci sta dicendo. La natura diventa un'alleata silenziosa, ricordandoci che tutto ha il suo tempo e che anche dopo l'inverno torna sempre la primavera.
C'è il ritorno all'essenziale, perché spesso ciò che conta davvero è nascosto sotto tutto quello che abbiamo accumulato. C'è la calma, che ci insegna che non sempre bisogna correre per andare lontano.
C'è il buio, che non è un nemico, ma una parte della vita da attraversare e accogliere. Ed è proprio lì che nasce il coraggio: quello di rialzarsi, di riprovarci, di non smettere di credere che esista ancora una strada.
Poi arrivano i colori, perché la vita, quando ricominciamo a guardarla con occhi nuovi, torna a riempirsi di sfumature. Arrivano gli intrecci, quei legami, quegli incontri, quelle esperienze che ci costruiscono e che vale la pena custodire.
Ci sono i piccoli pezzi, frammenti di tessuto come frammenti di vita: ognuno diverso, ognuno necessario, perché è proprio dall'unione di tutti quei pezzi che nasce qualcosa di nuovo e di bello.
C'è il perdono, che libera il cuore e permette all'anima di trovare pace.
E poi c'è la speranza. Non la speranza ingenua che tutto vada sempre bene, ma quella più profonda: la fiducia nella vita, la certezza che ogni esperienza, anche la più difficile, possa trasformarsi in un'occasione di crescita.
Infine c'è la soglia. Il momento in cui scegliamo di lasciare andare ciò che non ci appartiene più: le paure, i pesi, le convinzioni che ci trattengono. E attraversarla significa entrare in una vita più autentica, con il cuore aperto, nella fiducia e nella fede che, anche dallo scarto delle nostre esperienze, possa sempre nascere bellezza.