Sauris Costumi Tirolesi Friulani

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22/08/2026
La pianura agonizza per il caldo, la montagna brucia: il Friuli ferito dal fuocoMentre la pianura soffoca sotto una capp...
17/08/2026

La pianura agonizza per il caldo, la montagna brucia: il Friuli ferito dal fuoco
Mentre la pianura soffoca sotto una cappa di caldo che sembra non concedere tregua, si guarda alla montagna cercando refrigerio, aria pulita, boschi e silenzio. Ma questa volta anche lassù qualcosa si è spezzato. La montagna brucia.
Brucia la Carnia, bruciano i versanti attorno a Tolmezzo e Amaro. Nelle scorse settimane le fiamme hanno colpito anche Malborghetto-Valbruna e Forni di Sopra, quasi a disegnare sulla carta geografica del Friuli Venezia Giulia una lunga ferita fatta di fumo, alberi anneriti e montagne che cambiano colore.
Il fronte più drammatico di questi giorni è quello del Monte Amariana, tra Amaro e Tolmezzo. L'incendio, originato da un fulmine in quota, si è poi allargato favorito dal vento, dalle alte temperature, dalla vegetazione estremamente secca e dalla difficile conformazione del territorio. Il 14 agosto la Regione parlava di circa 450 ettari interessati, oltre cento dei quali bruciati nel solo territorio di Amaro.
Nella notte tra il 15 e il 16 agosto le fiamme sono arrivate a minacciare da vicino anche Pissebus, frazione di Tolmezzo, dove alcune abitazioni sono state evacuate in via precauzionale. Il fuoco è arrivato fino a una cinquantina di metri dalle case.
LE il fumo non rimane soltanto sui monti. Scende nei fondovalle, entra nei paesi, cambia l'aria che si respira. ARPA FVG ha registrato concentrazioni elevate di particolato in diverse località della Carnia, con valori particolarmente importanti a Pissebus e Illegio.
Ma perché stanno bruciando così tanti boschi?
Bisogna innanzitutto evitare una semplificazione: il caldo, da solo, non accende un bosco. Serve un innesco. Può essere naturale, come un fulmine, oppure derivare dall'attività dell'uomo, per negligenza o, nei casi peggiori, volontariamente.
E proprio quest'estate il Friuli Venezia Giulia ne offre esempi diversi. L'incendio di Malborghetto-Valbruna di fine luglio è stato provocato da un fulmine; anche gli incendi che interessarono Malborghetto-Valbruna e Forni di Sopra il 31 luglio furono ricondotti a fulmini. Sul Monte Dobis, invece, le autorità hanno indicato una probabile origine dolosa.
Poi c'è tutto ciò che trasforma una piccola scintilla in un incendio enorme: siccità, terreno arido, vegetazione disidratata, bassa umidità, caldo persistente e vento.
Quando per settimane manca l'acqua, il bosco perde una parte delle proprie difese. Foglie, aghi, rami secchi e sottobosco diventano combustibile. Una scintilla che in condizioni normali potrebbe spegnersi rapidamente trova invece chilometri di materiale pronto a bruciare. Il vento fa il resto: alimenta le fiamme, trasporta faville a distanza e rende difficilissimo il lavoro degli uomini a terra e dei mezzi aerei.
È questo forse il punto che dovrebbe farci riflettere maggiormente.
Pensavamo alla montagna come al nostro rifugio dal caldo della pianura. Partivamo dalle città bollenti cercando dieci gradi in meno, il verde dei boschi, una passeggiata sotto gli abeti, l'acqua di un torrente.
Ora scopriamo che anche quel rifugio è fragile.
La Regione Friuli Venezia Giulia ha dichiarato lo stato di emergenza regionale per gli incendi ed esteso a tutto il territorio regionale quello per la siccità. Dall'inizio del 2026 al 14 agosto erano già stati gestiti 60 incendi, con un'accelerazione impressionante proprio nelle settimane più calde dell'estate.
Non possiamo più considerare questi episodi soltanto una successione di sfortune estive.
C'è il fulmine. C'è talvolta la mano irresponsabile o criminale dell'uomo. Ma c'è soprattutto un territorio che, dopo lunghi periodi senza pioggia e temperature elevate, diventa molto più vulnerabile a qualunque scintilla.
E quando brucia un bosco non perdiamo soltanto degli alberi.
Perdiamo habitat, animali, insetti, terreno fertile. Perdiamo radici che trattengono la montagna e acqua che il bosco riesce a conservare. Dopo il fuoco possono arrivare erosione, frane e cadute di massi. Perdiamo paesaggio, turismo, economia e soprattutto una parte della memoria di quei luoghi.
Ci vorranno poche ore perché una fiamma distrugga ciò che la natura ha impiegato decenni a costruire.
In queste giornate restano gli elicotteri che volano senza sosta, i Canadair, i Vigili del fuoco, il Corpo forestale, la Protezione civile, i volontari. Uomini e donne che combattono metro dopo metro una guerra durissima contro il fuoco.
Ma quando l'emergenza sarà finita dovrà cominciare una riflessione molto più grande.
Perché la montagna non è soltanto il luogo dove andare quando in pianura fa troppo caldo. È una riserva d'acqua, di biodiversità, di ossigeno e di futuro.
E oggi, guardando il fumo salire sopra la Carnia, sembra quasi che quella montagna ci stia mandando un messaggio.
La pianura agonizza per il caldo.
La montagna brucia.
E forse è arrivato il momento di capire che non sono due emergenze separate, ma due segnali dello stesso ambiente sempre più fragile che ci sta chiedendo, con una forza che non possiamo più ignorare, di essere protetta.

Per tantissimi anni il Trentino-Alto Adige ha insegnato a tutto l’arco alpino una lezione semplice ma fondamentale: il t...
14/08/2026

Per tantissimi anni il Trentino-Alto Adige ha insegnato a tutto l’arco alpino una lezione semplice ma fondamentale: il turismo non si costruisce soltanto con alberghi, piste, ristoranti e manifestazioni. Si costruisce prima di tutto attraverso l’identità.
E tra i simboli più forti di questa identità c’è il costume tradizionale alpino e tirolese. Dirndl, Lederhosen, gilet, giacche, cappelli e tessuti non rappresentano una semplice forma di abbigliamento. Raccontano una comunità, una storia, un’appartenenza. Quando vengono indossati durante una festa, una desmontegada, una sagra o un appuntamento dedicato ai prodotti della montagna, danno immediatamente un volto e un’anima al territorio.
Negli ultimi anni anche Veneto e Friuli Venezia Giulia sembrano aver compreso sempre di più questo valore. In molte località, dopo decenni nei quali le tradizioni erano sopravvissute quasi a macchia di leopardo grazie alla volontà di piccoli borghi e comunità, si sta assistendo a un recupero importante dell’identità alpina. Si riscoprono i prodotti locali, l’artigianato, le feste di paese e, finalmente, anche l’abbigliamento tradizionale.
Per questo sorprende quanto accaduto a Predazzo, in occasione di uno degli appuntamenti legati alla Desmontegada delle capre.
In una manifestazione che nasce proprio dalla tradizione, dalla montagna, dall’allevamento e dal ritorno degli animali dagli alpeggi, è difficile comprendere la scelta di costruire un mercatino dedicato prevalentemente agli espositori e ai produttori alimentari, escludendo invece chi da anni percorre migliaia di chilometri attraverso le Dolomiti per portare nelle piazze il costume tradizionale e mantenerlo vivo.
Il nostro lavoro con StrazzaKappa Tracht non consiste semplicemente nel vendere un abito.
Da anni attraversiamo Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino-Alto Adige partecipando a feste, mercati e manifestazioni. Entriamo nei piccoli borghi, incontriamo famiglie, ragazzi e ragazze, raccontiamo loro il significato di un costume e li aiutiamo a riscoprire il piacere e l’orgoglio di indossarlo.
Ogni giovane che sceglie un Dirndl invece di una maglietta qualsiasi, ogni ragazzo che indossa un Lederhosen durante una festa di paese, rappresenta una piccola vittoria contro l’omologazione.
Perché le tradizioni sopravvivono soltanto se qualcuno continua a viverle.
Un prodotto tipico può raccontare il sapore di una valle. Un formaggio, un salume, un miele o un pane possono raccontarne l’agricoltura e il lavoro. Ma il costume racconta qualcosa di ancora più profondo: racconta le persone che quella valle l’hanno abitata, le loro famiglie, le feste, le domeniche, i matrimoni, il lavoro nei campi e negli alpeggi.
Ecco perché separare il prodotto tipico dal costume tradizionale rischia di impoverire proprio quelle manifestazioni che dovrebbero avere come primo obiettivo la conservazione dell’identità.
Non vogliamo trasformare una scelta organizzativa in una polemica. Rimane però lo stupore e, inevitabilmente, un po’ di rammarico.
Essere esclusi dopo tanti anni trascorsi sulle strade delle Dolomiti, dopo migliaia di chilometri percorsi e tante giornate dedicate a promuovere questi territori attraverso il loro abbigliamento più autentico, lascia certamente amarezza.
Ma non cambia la nostra strada.
Continueremo a essere nelle piazze, nei paesi e nelle vallate alpine. Continueremo a vestire giovani e meno giovani, a spiegare perché un costume non è una maschera da indossare una volta all’anno, ma un patrimonio culturale da conservare.
E continueremo soprattutto dove questa sensibilità sta finalmente crescendo: nei piccoli borghi del Veneto e del Friuli Venezia Giulia che stanno comprendendo quanto tradizione, territorio, prodotti locali e costume debbano camminare insieme.
Forse è proprio questa la riflessione che Predazzo può suggerire.
Quando una manifestazione nasce dalla tradizione, bisogna avere il coraggio di proteggerla nella sua interezza. Perché una Desmontegada senza i simboli, i colori e gli abiti della sua gente rischia lentamente di diventare soltanto un evento.
E noi crediamo invece che debba continuare a essere una storia. Una storia di montagna, di animali, di uomini e donne, di prodotti e di costumi. Una storia che merita di essere tramandata, non semplicemente organizzata.

A Tarvisio il territorio si racconta anche attraverso il costumeCi sono luoghi dove l’ospitalità non significa soltanto ...
13/08/2026

A Tarvisio il territorio si racconta anche attraverso il costume
Ci sono luoghi dove l’ospitalità non significa soltanto offrire una bella camera, un buon servizio o i sapori della cucina locale. Significa soprattutto raccontare il territorio e conservarne l’identità.
A Tarvisio, uno degli esempi più belli è l’Hotel Nevada, dove il personale indossa i costumi alpini tirolesi firmati StrazzaKappa Tracht. Una scelta che non passa inosservata e che restituisce immediatamente al visitatore il senso della montagna, delle tradizioni e di quella cultura alpina che unisce territori diversi al di là dei confini geografici.
StrazzaKappa Tracht è da anni protagonista nella valorizzazione dell’abbigliamento tradizionale alpino, portando avanti una filosofia precisa: il costume non è folklore da mostrare soltanto durante una festa, ma un elemento vivo dell’identità di un territorio.
Una presenza importante che trova uno dei suoi punti di riferimento proprio a Cortina d’Ampezzo, Regina delle Dolomiti, dove StrazzaKappa Tracht è presente con il proprio negozio e porta nel cuore di una delle località alpine più conosciute al mondo una proposta legata alla tradizione, all’eleganza e alla cultura della montagna.
Essere presenti a Cortina significa anche lanciare un messaggio forte: la modernità e il turismo internazionale possono convivere con le radici, con il costume e con l’identità alpina. Anzi, proprio le grandi località turistiche hanno la possibilità di trasformare queste tradizioni in un elemento distintivo e riconoscibile.
È la stessa filosofia che da anni caratterizza l’Alto Adige: promuovere una località significa mettere insieme paesaggio, prodotti tipici, cucina, artigianato e abbigliamento tradizionale. Ogni elemento contribuisce a creare un’identità forte.
Anche il Friuli Venezia Giulia, e in particolare il Tarvisiano, sta dimostrando come questa strada possa essere percorsa con convinzione. L’Hotel Nevada ne è un bell’esempio: il personale in costume diventa parte stessa dell’accoglienza e dell’immagine dell’albergo.
Vedere chi ti accoglie indossare un costume alpino significa entrare immediatamente nell’atmosfera del luogo. È un modo semplice ma potente per dire al turista: qui sei arrivato in montagna, qui esistono una storia, una cultura e delle tradizioni che vogliamo continuare a raccontare.
Da Cortina d’Ampezzo a Tarvisio, StrazzaKappa Tracht continua così a costruire un filo ideale tra le comunità alpine, trasformando il costume in uno strumento di promozione territoriale.
Perché StrazzaKappa Tracht non vende semplicemente un abito: veste la montagna, la sua storia e la sua identità.

Oggi e domani a Camporosso.StrazzaKappa Tracht alla Sagra di Sant’Egidio: il 29 e 30 agosto a Camporosso e il 30 agosto ...
06/08/2026

Oggi e domani a Camporosso.

StrazzaKappa Tracht alla Sagra di Sant’Egidio: il 29 e 30 agosto a Camporosso e il 30 agosto a Paularo a Mistirs protagonista il costume alpino.
Il 29 e 30 agosto 2026 StrazzaKappa Tracht sarà alla Sagra di Sant’Egidio a Camporosso, portando il fascino e l’eleganza dell’abbigliamento alpino tirolese.
Dirndl, Lederhosen, gilet ricamati, camicie, giacche e cappelli raccontano tradizione, comunità e identità. Capi che trasformano ogni festa in un momento autenticamente alpino.
Da anni StrazzaKappa Tracht percorre Veneto, Friuli Venezia Giulia e arco alpino con una convinzione: il costume deve continuare a vivere, indossato da giovani, famiglie e appassionati.
Il costume unisce territorio, turismo, musica, gastronomia e identità locale, valorizzando le feste e le comunità di montagna.
La presenza alla Sagra di Sant’Egidio, sabato 29 e domenica 30 agosto, vuole essere quindi non solo un appuntamento commerciale, ma un contributo alla valorizzazione della cultura alpina.
Il costume alpino non è soltanto qualcosa da indossare: è un modo per raccontare una montagna con memoria, identità e futuro.
Ci incontriamo a Camporosso, alla Sagra di Sant’Egidio, tra tradizione, festa e stile alpino tirolese.

Alpenfest 2026: Tarvisio indossa la sua storiaDal 12 al 16 agosto 2026 Strazzakappa Tracht sarà nuovamente a Tarvisio in...
06/08/2026

Alpenfest 2026: Tarvisio indossa la sua storia
Dal 12 al 16 agosto 2026 Strazzakappa Tracht sarà nuovamente a Tarvisio in occasione di Alpenfest, uno degli appuntamenti più attesi dell’estate nella Valcanale.
La manifestazione entrerà ufficialmente nel vivo dal 13 al 16 agosto, trasformando il centro di Tarvisio in un grande luogo d’incontro, con mercatini, prodotti artigianali, musica, balli, enogastronomia, spettacoli e attività dedicate anche ai bambini. Lungo via Roma si svolgerà ogni giorno la mostra-mercato, mentre Piazza Unità diventerà il cuore della festa.
Il momento più emozionante sarà la grande sfilata in costume tradizionale, in programma giovedì 13 agosto: uomini, donne, giovani e gruppi folkloristici attraverseranno le vie del paese portando con orgoglio colori, tessuti e simboli della cultura alpina.
Anche quest’anno ci saremo noi di Strazzakappa Tracht, presenti ad Alpenfest ormai da circa dieci anni. Una partecipazione che non rappresenta soltanto un appuntamento commerciale, ma soprattutto un impegno culturale: continuare a difendere, rafforzare e tramandare il valore del costume tradizionale.
Il costume non è un travestimento da indossare soltanto durante una festa. È appartenenza, memoria e identità. Racconta le comunità delle Alpi, il lavoro delle famiglie, le occasioni importanti, le differenze tra una valle e l’altra. Ogni dirndl, ogni lederhose, ogni gilet, cappello o giacca porta con sé una parte della storia di queste montagne.
In un territorio di confine come Tarvisio, dove da secoli si incontrano le culture italiana, austriaca e slovena, conservare le tradizioni significa anche riconoscere e rispettare le proprie radici. Durante Alpenfest sarà possibile riscoprire persino i balli dei Tre Confini, come il valzer e la polka, accompagnati dalla musica popolare.
Strazzakappa Tracht sarà presente con i suoi costumi alpini e tirolesi, frutto di una ricerca che dura da oltre trent’anni. Vi aspettiamo per incontrarci, parlare di montagna e scegliere insieme un abito capace di raccontare qualcosa che non deve essere dimenticato.
Dal 13 al 16 agosto venite a trovarci a Tarvisio.
Perché partecipare ad Alpenfest significa fare festa, ma significa anche continuare a credere nella bellezza delle tradizioni, nell’importanza del costume e nell’identità dei nostri territori alpini.
Strazzakappa Tracht: il costume non è soltanto un abito, è la storia che continuiamo a indossare.

A Laggio di Cadore ritorna “Al Cianton de ciasa nostra”Sabato 1 e domenica 2 agosto 2026, le vie di Laggio di Cadore si ...
30/07/2026

A Laggio di Cadore ritorna “Al Cianton de ciasa nostra”
Sabato 1 e domenica 2 agosto 2026, le vie di Laggio di Cadore si riempiranno di profumi, musica, artigianato e antiche tradizioni con “Al Cianton de ciasa nostra”, la manifestazione organizzata dalla Pro Loco Vigo.
Per due giornate il paese diventerà un grande luogo d’incontro, dove residenti, turisti e famiglie potranno passeggiare tra le bancarelle del mercatino dell’artigianato e dei prodotti locali, assaporare i piatti preparati nelle cucine dell’Arena e riscoprire il piacere semplice di stare insieme.
E anche noi saremo presenti con StrazzaKappa Tracht, portando a Laggio di Cadore i nostri abiti della tradizione alpina: dirndl, lederhosen, gilet, camicie, giacche e tanti capi che raccontano l’identità e l’eleganza della montagna.
La festa inizierà sabato mattina alle ore 10 con l’apertura dei chioschi e del mercatino. A mezzogiorno apriranno le cucine, accompagnate dal DJ set di Nelio. Nel pomeriggio spazio alla musica di Quella mezza sporca dozzina e all’esibizione dei Tamburini. La serata proseguirà con la cena e la musica dal vivo.
Domenica il mercatino e i chioschi riapriranno alle ore 10. A pranzo ci sarà l’intrattenimento musicale del Duo Ghedina, mentre dal pomeriggio sarà possibile assistere alla lavorazione del legno e alla dimostrazione della produzione del formaggio. Non mancheranno la fattoria didattica, i giochi e l’animazione per i bambini con Marmellata. La manifestazione si concluderà con la musica dei Sons of Rock.
“Al Cianton de ciasa nostra” non è soltanto una festa: è un viaggio tra i sapori, i mestieri e le tradizioni di un territorio che continua a raccontare la propria storia.
Vi aspettiamo sabato 1 e domenica 2 agosto 2026 a Laggio di Cadore. Venite a trovarci al mercatino: StrazzaKappa Tracht sarà presente per vivere insieme due giornate nel cuore autentico delle Dolomiti.

A Forni di Sopra il legno prende vita: arte, tradizioni e costumi alpiniIl profumo della resina, il rumore delle motoseg...
23/07/2026

A Forni di Sopra il legno prende vita: arte, tradizioni e costumi alpini
Il profumo della resina, il rumore delle motoseghe e degli scalpelli e dieci grandi tronchi di larice che, giorno dopo giorno, cambiano forma sotto le mani degli artisti.
Fino a sabato 25 luglio, la Piazza Centrale di Forni di Sopra si trasforma in un grande laboratorio a cielo aperto per “Profumo di resina”, il Simposio di scultura lignea dedicato quest’anno al tema “Fantasie Dolomitiche”. Dieci scultori sono chiamati a interpretare la montagna, le sue leggende, i suoi animali e le emozioni che soltanto le Dolomiti riescono a trasmettere.
È uno spettacolo affascinante osservare gli artisti al lavoro. Da un tronco apparentemente immobile iniziano lentamente a emergere un volto, un animale, una figura fantastica o un’immagine legata alla vita dei boschi. Ogni colpo di scalpello elimina una parte superflua e avvicina l’opera alla forma immaginata dallo scultore.
Non è soltanto una dimostrazione artistica, ma un incontro diretto tra il pubblico e chi conosce il legno, ne rispetta le venature e sa ascoltarne quasi la voce. Bambini, residenti e turisti possono fermarsi, osservare la lavorazione e comprendere quanta esperienza, pazienza e sensibilità siano necessarie per trasformare un tronco di larice in un’opera destinata a raccontare il territorio.
Accanto agli scultori sarà presente anche StrazzaKappa Tracht, con la sua esposizione di costumi alpini e tirolesi: dirndl, lederhosen, gilet, camicie, cappelli e capi legati alla cultura della montagna.
Una presenza che completa lo spirito del Simposio. Da una parte il legno, materia viva che racconta il bosco; dall’altra il costume, fatto di tessuti, ricami e particolari che custodiscono l’identità delle comunità alpine.
Arte e abbigliamento tradizionale diventano così due modi diversi di raccontare la stessa montagna. Una montagna che non vuole dimenticare le proprie radici, ma trasformarle in bellezza, cultura e occasioni d’incontro.
La manifestazione si concluderà sabato 25 luglio alle 20.30, in Piazza Centrale, con la presentazione degli scultori e delle opere, curata da Alessia Tortolo. A seguire, la musica della fisarmonica di Angelo Cella Ticiu accompagnerà la serata finale.
Forni di Sopra, in questi giorni, non è soltanto un luogo da visitare: è un borgo nel quale il legno prende vita, i costumi raccontano la storia e le tradizioni ritornano protagoniste.

A Forni di Sopra il Simposio del LegnoDal 22 al 25 luglio 2026 Forni di Sopra ospita “Profumo di resina”, il Simposio di...
20/07/2026

A Forni di Sopra il Simposio del Legno
Dal 22 al 25 luglio 2026 Forni di Sopra ospita “Profumo di resina”, il Simposio di scultura su tronco dedicato quest’anno alle “Fantasie Dolomitiche”.
Per quattro giorni, gli scultori lavoreranno dal vivo trasformando i tronchi di larice in vere opere d’arte.
Programma:
22 luglio: apertura e inizio delle sculture.
23 e 24 luglio: lavorazione delle opere davanti al pubblico.
25 luglio: conclusione del Simposio e, alle 20.30, presentazione degli artisti e delle sculture, seguita da musica con la fisarmonica.
Saremo presenti anche noi di StrazzaKappa Tracht, in Piazza Centrale, con un gazebo e un' esposizione di costumi alpini e tirolesi, dirndl, lederhosen, gilet, camicie e giacche.
Vi aspettiamo a Forni di Sopra per quattro giornate dedicate all’arte, al legno e alle tradizioni della montagna.

🎉 Secondo weekend della Festa del Prosciutto di Sauris!Sabato 18 e domenica 19 luglio ci saremo anche noi di StrazzaKapp...
16/07/2026

🎉 Secondo weekend della Festa del Prosciutto di Sauris!
Sabato 18 e domenica 19 luglio ci saremo anche noi di StrazzaKappa Tracht al mercatino, con dirndl, lederhosen e abbigliamento della tradizione alpina.
Sarà aperto anche il nostro negozio a Sauris di Sopra, in Via Sauris di Sopra 3/D.
Vi aspettiamo per vivere insieme due giornate di festa, sapori e tradizioni!

Indirizzo

Via Sauris Di Sopra 3 D
Sauris
33020

Telefono

3393584818

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