11/08/2026
BAGEL: storia di pane, città ed estetica
Con la loro forma ad anello, la superficie dorata e l’interno compatto e morbido, i bagel che trovate da Hannibal Cafe’ sono oggi uno degli oggetti più riconoscibili della cultura gastronomica urbana internazionale.
La loro storia, però, affonda le radici nell’Europa orientale, in particolare nelle comunità ebraiche ashkenazite della Polonia, dove comparvero tra il XVII e il XVIII secolo.
Il caratteristico anello non è soltanto una scelta estetica: rendeva il pane facile da trasportare e da infilare su bastoni o corde. La preparazione tradizionale prevede inoltre una breve bollitura dell’impasto prima della cottura, procedimento che conferisce al bagel la sua tipica crosta lucida e una consistenza elastica.
Tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, il bagel arrivò negli Stati Uniti insieme alle grandi migrazioni dall’Europa orientale. A New York divenne progressivamente un simbolo della città fino a trasformarsi in un alimento quotidiano e internazionale.
Anche la sua estetica ha avuto un ruolo importante nella sua fortuna. Il cerchio perfetto, la superficie brillante e la possibilità di combinare colori e ingredienti — dal sesamo al “everything”, dal salmone affumicato ( che da noi trovi vegan) alle creme spalmabili — rendono il bagel particolarmente fotogenico. Tagliato a metà, crea inoltre una composizione quasi grafica: due forme concentriche che incorniciano il ripieno.
Il bagel rappresenta così un curioso incontro tra tradizione e immaginario contemporaneo. Nato come semplice pane delle comunità dell’Europa orientale, è diventato un’icona gastronomica capace di raccontare migrazioni, identità e trasformazioni culturali, mantenendo intatta la forza visiva della sua forma più elementare: un anello di pane