Benedetta Bruzziches

Benedetta Bruzziches Contemporary artisans into bags.

Dal 2009 le borse Benedetta Bruzziches nascono tra le colline della Tuscia, in un hub creativo e produttivo di oltre 2.000 mq dove arte e artigianato dialogano costantemente. Qui, nella Bottega Bruzziches, un gruppo affiatato di giovani artigiani, guidati da Benedetta e suo fratello Agostino, si prende cura meticolosamente di ogni oggetto, dedicandosi alla creazione di gioielli senza tempo. Il val

ore produttivo delle borse Benedetta Bruzziches è stato immaginato e sviluppato a partire dalle possibilità e dalle opportunità del luogo. Il brand costruisce la sua produzione sulla comunità e gli artigiani dell’area di Caprarola inserendosi con grazia nella lenta cadenza della vita di un luogo che ha uno spirito contadino nelle sue vene. Il brand ha ampliato la propria presenza sul territorio riportando in vita un sistema produttivo che fino agli inizi degli anni 2000 impiegava molte donne. Qui nella Tuscia storicamente le donne si riunivano in gruppi per lavorare a maglia, spesso per i grandi marchi del lusso. È così che nasce un virtuoso sistema produttivo decentralizzato, che coinvolge più di cinquanta artigiane locali che lavorano da casa, cucendo la maglia di cristallo secondo i propri ritmi, plasmando una professione attorno alla cadenza della vita e non viceversa.

28/08/2026

La bellezza può essere provata?

Per vent'anni Fellini filma sua moglie in bianco e nero. Lei cammina nei mondi che lui ha disegnato con quell'espression...
18/08/2026

Per vent'anni Fellini filma sua moglie in bianco e nero. Lei cammina nei mondi che lui ha disegnato con quell'espressione che sembra sempre sul punto di capire qualcosa.

Nel 1965 arrivano i colori. Tutti insieme.

La Giulietta di Giulietta tiene tutto fermo: la tovaglia, il sorriso, le giornate. Finché le fantasie la trovano. Entrano dal giardino, si siedono a tavola: sete viola, piume, figure danzanti che appaiono tra gli alberi le mostrano tutto quello che aveva piegato e riposto.

Alla fine cammina fuori. Lascia la porta aperta, le mani e la testa finalmente libere.

Ce l’hai i peperoni boni Giggé?
11/08/2026

Ce l’hai i peperoni boni Giggé?

04/08/2026

Come si fa a non amare?

Tra i dolap del Grand Bazaar, così si chiamano le botteghe che lo affollano, si dice che chi apre qui una bottega non ri...
31/07/2026

Tra i dolap del Grand Bazaar, così si chiamano le botteghe che lo affollano, si dice che chi apre qui una bottega non riesca più ad andarsene. C'è un'energia che trattiene. La città intorno ruota, cambia, si rinnova. Il bazaar custodisce la sua memoria mistica. I dervisci sufisti, asceti islamici che cercano l'unione con il divino, danzano con una mano rivolta al cielo per ricevere la grazia e l'altra verso la terra per trasmetterla agli uomini. Chi lavora qui conosce qualcosa di simile: ricevere e trasmettere, ogni giorno, attraverso le mani.

È qui che Naz Sirmen ha dato vita a Jaagravii. È qui che ogni giorno trasforma la sua arte in tesori da indossare: pitture su tela, lavori in tecnica mista, disegni ritagliati dalla carta diventano gioielli costruiti a mano in uno di quei dolap. Ottone e argento, un'estetica futuristica su materia preziosa e gesti tramandati. Ha cominciato disegnando orecchini per sua nonna, mentre era in ospedale. C'è in Naz qualcosa di antico e concreto insieme, una fretta autentica di chi ha molte cose da fare prima di sera e non si perde in fronzoli. Conosce la parola turca gönül, il cuore inteso come luogo in cui le tradizioni si aggrappano.

https://benedettabruzziches.com/cemberlitas/

"Ellida, la tua anima è come il mare: ha le sue maree." Henrik Ibsen, La donna del mare
28/07/2026

"Ellida, la tua anima è come il mare: ha le sue maree."

Henrik Ibsen, La donna del mare

24/07/2026

C'è una colonna al centro di Istanbul che esiste da milleseicento anni. La chiamano Çemberlitaş, "la pietra cerchiata," per le fasce di ferro con cui gli Ottomani rinforzarono i suoi rocchi di porfido romano. La serie autore nata dalla collaborazione tra Jaagravii e Benedetta Bruzziches prende il suo nome.

Un incontro tra donne, pensieri, certezze e domande. In botanica si chiama anastomosi: quando le radici di piante diverse si fondono e cominciano a scambiarsi linfa. È un fenomeno reale, documentato soprattutto nelle foreste. Le piante si riconoscono, si toccano, si nutrono a vicenda. Diventano più resistenti, sopravvivono meglio alle tempeste.

Çemberlitaş, come la colonna che da milleseicento anni segna il punto di mezzo tra i mondi.

https://benedettabruzziches.com/cemberlitas/

Le giornate migliori sono quelle che trascorro nei miei posti.
22/07/2026

Le giornate migliori sono quelle che trascorro nei miei posti.

Jean Shinoda Bolen studia medicina a San Francisco, poi si specializza in analisi junghiana. Lavorando con le pazienti, ...
14/07/2026

Jean Shinoda Bolen studia medicina a San Francisco, poi si specializza in analisi junghiana.

Lavorando con le pazienti, Bolen nota qualcosa: le donne hanno imparato a riconoscere quanto gli stereotipi culturali le condizionino dall'esterno. Ma rimangono quasi del tutto inconsapevoli delle forze che le muovono dall'interno, quelle forze che potrebbero spiegare le profonde differenze che le attraversano.

Scopre che gli archetipi di queste forze possono essere ricondotti alla mitologia greca. Dentro ogni donna, scrive, vivono più dee: Atena costruisce e risolve, Artemide va da sola, non sente il bisogno di essere completata, Afrodite trasforma tutto ciò che tocca, Demetra nutre fino allo sfinimento, Persefone aspetta e attraversa, Era collassa senza la relazione, Estia abita il silenzio.

Nessuna donna è una sola, ciascuna ha la sua forza dominante, altre dormienti, altre che emergono alla necessità. È un moto permanente in equilibrio mutevole.

Sento la domanda sulle tue labbra: cosa significa essere un colore?Il colore è il tocco dell'occhio, musica per il sordo...
07/07/2026

Sento la domanda sulle tue labbra: cosa significa essere un colore?

Il colore è il tocco dell'occhio, musica per il sordo, una parola uscita dal buio. Poiché ho ascoltato anime sussurrare, come il fruscio del vento, di libro in libro e di oggetto in oggetto per decine di migliaia di anni, permettimi di dire che il mio tocco assomiglia al tocco degli angeli. Una parte di me, la metà seria, chiama la tua vista; mentre la metà allegra si libra nell'aria con i tuoi sguardi.

Sono così fortunato di essere rosso! Sono ardente. Sono forte. So che gli uomini mi notano e che a me non si può resistere.

Orhan Pamuk, Il mio nome è Rosso, 1998

Indirizzo

Via Fosso Meneghina 15
Viterbo
01100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:30
Martedì 09:00 - 17:30
Mercoledì 09:00 - 17:30
Giovedì 09:00 - 17:30
Venerdì 09:00 - 17:30
Sabato 09:00 - 13:00

Telefono

+39 07611701768

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