12/06/2016
SECONDA SCEMENZA:
PIU' SCUOLE PER L'AFRICA!!
Il futuro dell'Africa occidentale, quella che conosco meglio, sta nell'agricoltura e nei mestieri connessi -foreste, allevamenti, artigianato- anche perché quasi nessuno vi investe per il suo sviluppo industriale.
Questa Africa sarà costretta, volente o nolente, a percorrere lo stesso cammino che ha fatto l'Europa secoli fa, quando poco a poco il lavoro dei campi ha creato quel valore aggiunto (oggi si chiama PIL) che ha poi permesso lo sviluppo che conosciamo.
L'illusione che esistano scorciatoie e che lo sviluppo possa ve**re dall'alto e da fuori, ha creato solo mostri. Non ultimo l'arrivo dei barconi.
L'istruzione secondaria di impronta europea -lingua, testi, formatori degli insegnanti locali, tutto trapiantato direttamente dalla Francia e dal Regno Unito -secondo i Paesi- è stata da sempre complice di questi disastri, per il semplice fatto che distoglie i giovani dai mestieri rurali considerati degradanti e però non offre altri sbocchi.
Si assiste allora al progressivo inurbamento, alla crescita delle bidonville e in fine alla partenza di masse crescenti di giovani africani scolarizzati verso il miraggio europeo e talvolta verso la morte. La scuola è stata il trampolino per il balzo.
Controprova: se avvicinate un giovane africano di quelli che sostano davanti ai supermercati, vi accorgerete che parla più o meno bene francese e inglese. Dato che queste due lingue non sono lingue madri in Africa, significa che il migrante è stato scolarizzato.
Nessuno sembra rendersi conto che l'esodo dei giovani costituisce per l'Africa una perdita secca in risorse umane e finanziarie e che più scuole si fanno più il problema si aggrava. I vecchi contano sull'antica solidarietà tribale che obbliga i giovani a restituire quanto hanno ricevuto e anche di più e quindi favoriscono l'esodo. Il dittatore di turno e i suoi scagnozzi gongolano perché le rimesse degli emigranti, frutto di attività lecite o meno, evitano problemi sociali e consolidano il loro potere. Nei Paesi più o meno islamizzati anche i vari imam si fregano le mani: si sta realizzando finalmente l'antico sogno, la diffusione della vera fede in occidente.
L'effetto perverso di certa scolarizzazione non è ancora percepito da tutti. Prevale sempre il vecchio assioma: se la scuola funziona in Europa, dovrà funzionare anche in Africa.
Pare strano dirlo ma se ci sarà sviluppo per quel continente, esso sarà l'opera di analfabeti o semianalfabeti, giovani o vecchi, uomini o donne. Ed è a loro che dobbiamo offrire il nostro aiuto.
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Le prossime "scemenze" e la soluzione finale le troverete pubblicate sulla mia pagina cliccando qui: Toni Ziliotto - scrittore per diletto