Gasoline Man

Gasoline Man Gasoline Man è un nuovo brand di abiti per amanti dell'avventura. Gasoline Man is a new clothing brand for adventure lovers.

08/09/2018

MARIO È A ORTE! TUTTI ALLA CASA DEL CREMOLATO A VIA DI PRISCILLA 18, PRESTO!

08/09/2018

BUONGIORNO, IL BOLLETTINO DI FINE RAID ANNUNCIA UN MARIO IN ARRIVO PER IL POMERIGGIO DI OGGI. SALVO IMPREVISTI INTORNO ALLE 16

07/09/2018

AGGIORNAMENTO: ORARIO DI ARRIVO STIMATO PER LE 22

24/08/2018

Gasoline Man raid:

Astana Italia-Mongolia-Italia

Dopo Almaty, rimessa in sesto la macchina, siamo partiti alla volta della Russia, convinti di poter sfruttare gli ultimi giorni del visto per arrivare in Mongolia.
MA, mentre ci avvicinavamo al confine russo, il cambio ha cominciato a dare problemi, finchè, nella cittadina di Kokshetau, è diventato impossibile mettere le marce.
In quella cittadina, troviamo un meccanico sufficientemente incompetente da riuscire a danneggiare la frizione smontandola. Aspettando che ci venga restituita la macchina almeno marciante passano 5 giorni, e il visto russo scade. A questo punto dobbiamo tornare ad Astana per chiedere un nuovo visto russo all'ambasciata. Poichè l'emissione del visto richiede circa 7 giorni, decidiamo di sfruttare l'attesa per far arrivare una frizione nuova dall'Italia, perchè non ci fidiamo di fare migliaia di chilometri con una frizione arrangiata. A questo punto però il viaggio fino alla Mongolia è compromesso, il tempo a disposizione per il viaggio è quasi esaurito e andando in Mongolia non ci sarebbe più spazio per un qualsiasi imprevisto (che in Monglia non sono inusuali); inoltre i soldi, vista la permanenza non prevista, la riparazione e la frizione nuova, cominciano ad essere pochi per completare l'impresa.
Ad ogni modo viene emesso un nuovo visto russo di 10gg, e decidiamo che una scelta di compromesso potrebbe essere arrivare al confine mongolo e tornare, così da non rinunciare completamente all'impresa.
A questo punto però la frizione rimane bloccata in dogana.
Dopo 5 giorni di lotte per sbloccarla senza successo appare chiaro che anche la scelta di compromesso è impraticabile, anche perche i giorni rimanenti del visto russo non bastano ad andare in Mongolia in sicurezza, e dovendo richiederne un altro (altri 7gg) i soldi e il tempo non basterebbero più.
Capendo che qualsiasi rientro in Italia avverrebbe non prima di fine Agosto, io sono costretto, per impegni presi in precedenza, a tornare in aereo, Mario rimane con il maggiolone ad aspettare la frizione (che arriverà il 22 agosto, dopo 14 giorni di dogana).
Sia chiaro, se non avessimo incontrato la burocrazia kazaka non sarei dovuto tornare in aereo, il tempo sarebbe bastato per fare tutto il giro, Mongolia inclusa.
Eravamo d'accordo che se l'impresa fosse fallita avremmo riportato il maggiolone a casa comunque, quindi ora la sfida è questa: Mario, con il mio aiuto logistico, affronterà il rientro, vera e propria corsa contro il tempo attraverso la Russia verso la salvezza Europea.
Il Gasoline Man ha 10 giorni di visto per fare 4000 km, scaduti i quali dovrà trovarsi fuori dalla Federazione Russia pena affrontare la legge russa, assai severa in termini di visti e scadenze, sulla carta sono molti, ma gli imprevisti, abbiamo imparato, non finiscono mai.

10/08/2018

Gasoline Man raid:

Almaty (Kazakistan)

A 120 km da Almaty, con i soli nostri fari ad illuminare, la carreggiata si restringe di colpo e noi prendiamo a 85 km/h una voragine larga come una vasca da bagno con le ruote del lato destro.
Buchiamo, deformiamo i cerchioni e rompiamo l’ammortizzatore anteriore destro.
Per fortuna questo succede davanti all’unico ristorante della zona, e riusciamo a chiamare un carro attrezzi, facciamo così la conoscenza di Andreij che lavora come soccorritore di auto (e drifter) e di Sasha un suo amico.
Nei giorni successivi si occuperà Andreij del maggiolone, dimostrando molta cura e disponibilità, e girando per ricambisti facciamo amicizia con lui e i suoi amici.
Ci faranno passare delle bellissime giornate ad Almaty, andremo spesso a cena fuori insieme, ci porteranno in montagna, ci porteranno a vedere la città di notte dalle colline circostanti, li accompagneremo anche in un salvataggio di un automobilista finito in un fosso in un campo di grano mentre si infrattava con la ragazza, ma questo nel video non c’è purtroppo.
Almaty è una città sovietica carina, dinamica, e che dopo pochi giorni si fa apprezzare per la sua semplicità ma finiti i lavori alla macchina dobbiamo ripartire, e anche di fretta perche siamo in ritardo sulla tabella di marcia.

05/08/2018

Gasoline Man raid:

Uzbekistan

Riprendiamo la marcia dal nord dell'Uzbekistan verso Khiva.
Cittadina in cui si mangia malissimo, ma che ci regala la prima vera atmosfera d'oriente. Quasi interamente ricostruita a dir la verità, ma rispettandone lo spirito, girando per le stradine sembra di essere in un film o tornati indietro nel tempo.
Proseguiamo per Bukhara passando per il deserto, nonostante la strada asfaltata e qualche segno di civiltà, il deserto si sente lo stesso, coi suoi 45 gradi ci spinge a bere in 7 ore la stessa acqua che a Roma berremmo in 3 giorni.
Bukhara, che purtroppo non abbiamo ripreso per problemi tecnici, è un po' meno bella secondo noi, molte bancarelle, gli edifici storici sono distanti tra loro, diluiti nella città moderna. Qui il caldo è veramente ingestibile.
Infine Samarcanda, sogno affascinante di molti europei.
La giriamo non quanto vorremmo per il poco tempo, è una città che per noi ha un significato particolare, e ci rendiamo subito conto che questo significato è troppo difficile da trasmettere in 40 righe o 5 minuti di video, perciò decidiamo di non farlo. Possiamo dire che, nonostante la modernizzazione, per chiunque ci tenga davvero, il fascino di Samarcanda c'è, ma va cercato.
In ogni caso il Registan è impressionante, e da solo vale la pena del viaggio.
Lasciata Samarcanda il clima si fa più umano. Raggiungiamo Tashkent e ci fermiamo 2 giorni, per mo***re video principalmente.
Ripartiamo alla volta di Almaty senza sapere cosa ci aspetta.

21/07/2018

Gasoline Man raid:

Kazakistan/Uzbekistan

Partiamo da Aqtau dopo pranzo in direzione Beynau.
La strada attraversa paesaggi immensi e desolati, per chilometri non si vede nulla a perdita d’occhio, verso sera l’asfalto si interrompe tre volte senza motivo e senza preavviso lasciando spazio allo sterrato, capiamo subito che guidare di notte è fuori discussione anche perche nessuna strada è illuminata.
Arrivati a Beynau troviamo un piccolo albergo dove passare la notte.
Il giorno seguente cerchiamo un bancomat e scopriamo che sono una rarità.
Il caldo ci aveva impressionato, perciò prima di affrontare la strada verso la frontiera compriamo molta acqua.
Mettendo benzina chiediamo al gestore notizie sulla strada che ci aspetta, e lui dice “no road”.
E in effetti fino alla frontiera la strada non c’è. E’ il primo assaggio di deserto che abbiamo.
La frontiera con l’Uzbekistan è un mucchietto di edifici polverosi in mezzo al nulla.
Passiamo sbandierando i passaporti e dicendo “turist” a tutti. Funziona. Però la perquisizione non la scampiamo.
Entrati in Uzbekistan, dopo pochi chilometri capiamo che qui la strada è anche peggio: 160 km di asfalto bombardato fino alla prima casa. Intorno la steppa. Bellissimo.
Ma anche faticosissimo, l’ansia di bucare o toccare sotto rompendo l’auto è costante.
Arriviamo a sera sfiniti. Circa 5 ore per fare 160 km.
Troviamo una pensione e crolliamo sul letto.
Benvenuti in Uzbekistan a proposito.

Che fine abbiamo fatto??Persi nella steppa? Trattenuti a qualche frontiera?No siamo ad Almaty, piùttosto comodi anche.Qu...
21/07/2018

Che fine abbiamo fatto??
Persi nella steppa? Trattenuti a qualche frontiera?
No siamo ad Almaty, piùttosto comodi anche.
Qualche giorno fa abbiamo preso una buca gigante di notte e abbiamo bucato due gomme, piegato i cerchi e rotto un ammortizzatore, che le buche qua, come già detto, mica pizza e fichi.
Ne abbiamo approfittato anche per dare una controllata al motore, che ultimamente stava dando qualche problema di accensione a caldo.
Quindi siamo stati molto impegnati a star dietro alla macchina, che tornerà più bella e più forte che pria!

14/07/2018

Gasoline Man raid:

Il cargo tra Alat e Aqtau - Italia Mongolia Italia

Dopo averlo aspettato giorni, dopo una notte in porto, il cargo arriva.
Salirci, oltre a costare 500$, richiede altro tempo, che spendiamo nella terra di nessuno sulla banchina, dopo essere usciti legalmente dall'Azerbaijan.
Divideremo una cabina da 4 con Marcello e Fernando, i nostri amici di cargo, che speriamo continuino ad esserlo!
Il cargo in se è stata un esperienza mistica, ma è difficile renderlo in video, se però volete avere un idea di quanto facesse caldo in quella sala ristorante, o nella cabina al mattino, guardatevi il video con un piumone addosso, se alle fine avrete bagnato la sedia di sudore ci siete andati vicino.
I ritmi erano scanditi da una signora russa che gridava in continuazione, i bagni in comune si sono otturati a metà viaggio, a mezzogiorno del giorno seguente l'imbarco, i camionisti accaldati si sono fatti i gavettoni con gli idranti di bordo, l'acqua e il cibo erano razionati per paura di incontrare tempeste nel mezzo del Caspio, cosa che è successa ad alcuni ragazzi incontrati a Bukhara, e ci hanno messo 3 giorni per attraversarlo invece delle solite 24 ore.
Però è stata un'esperienza divertentissima, ed un passaggio all'Oriente di sicuro impatto.
Arrivati in Kazakistan entrare non è stato semplicissimo, dalla ripresa nella nave mentre attendiamo i controlli, a quella al buio in macchina sono passate circa 3 ore, tra cani antidroga, perquisizioni e una burocrazia che insegna la pazienza meglio di qualsiasi percorso ascetico.
Alla fine abbiamo trovato l'albergo più vicino e siamo crollati.

12/07/2018

Mentre aspettavamo il cargo, al porto di Alat, ci era venuta una voglia di cremolato ingestibile. Avremmo voluto che qualcuno ce lo spedisse, portasse, lanciasse, inviasse, fiondasse, catapultasse, teletrasportasse, ce lo sparasse, ce lo vagonasse, ce lo paracadutasse, insomma ci desse un cremolato. Fresco, quasi ghiacciato ma ancora cremoso, buono, saporito, succoso, dolce e fruttosissimo. E invece c'era il porto di Alat. Pensate che tragedia. Voi che potete andate a farvi un cremolato pure per noi. E pensateci.

Via di Priscilla 18, aperto fino all'una di notte, La Casa Del Cremolato.

Qua in Uzbekistan le massime toccano i 45 gradi quasi tutti i giorni e noi niente cremolato. Io lo voglio ai fichi. Mario, limone e fragola.

12/07/2018

Gasoline Man raid:

Baku

Alla frontiera Azera la polizia, simpaticamente, ci fa smo***re i bagagli più volte.
Sempre simpaticamente, sulla via per Baku, ci ferma e ci "multa" per ragioni poco chiare.
Da quel momento la polizia azera avrà una predilezione per la nostra macchina che, in questo caso, ha la sfortuna di non passare inosservata.
Arrivati a Baku scopriamo con sorpresa che si tratta di una città modernissima. Palazzi di vetro e acciaio, strade larghissime, hotel a 5 stelle intervallati da negozi di lusso e aiuole pulitissime sono il paesaggio dominante.
Qui facciamo la conoscenza di Ramesh, the Baron of Baku, un grande appassionato di abbigliamento vintage a cui piace moltissimo la nostra linea Gasoline Man! Con lui abbiamo girato un po' Baku parlando di moda, e gli abbiamo promesso di spedirgli capelli italiani, che in Azerbaijan sono una rarità.
Dopo 4 giorni di attesa, di cui 2 al porto, è arrivato il cargo per Aqtau, Kazakistan, vero momento di passaggio dal vicino Oriente a quello a noi sconosciuto.

In questo momento siamo in Uzbekistan, a Bukhara, i video sono un po indietro perchè è difficile trovare il tempo per montarli e i wifi per caricarli.
Il maggiolone sta andando alla grande. C'era qualcuno che avrebbe scommesso non saremmo arrivati in Turchia. Ciao bellissimi!

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